GORGO

Phlegm – “The Forest” – A month in the woods

C’è stato uno scambio di email con Phlegm, volevo approfondire l’artista dietro il quale si celano i bizzarri personaggi. L’autore con base a Sheffield cortesemente declinò quest’offerta, spiegandoci che il suo scopo principale è quello di proporre un tipo di arte che parli per conto proprio, senza l’ingombrante ‘figura’ dell’artista a metterla in ombra.
La particolare, e aggiungiamo condivisibile, risposta, rende bene l’idea di cosa dobbiamo aspettarci dalle produzioni firmate dall’interprete.

In questi anni più volte ci siamo imbattuti nelle particolari produzioni dell’artista cosci di percorrere puntualmente un viaggio dalla realtà di tutti i giorni, a quella personale ed indipendente che lo stesso è stato in grado di proporre. Si tratta infatti di una narrativa spessa ed avvolgente che trova il suo seme nel mondo dei fumetti.
Da questa personale attività è partito Phlegm per tratteggiare la fisionomia, la meccanica, le regole e lo stupore di un universo in costante mutamento. Perché di questo si tratta. Un universo vivo, che respira, che non smette di mostrarsi e che anzi continua ad aggiungere frammenti su frammenti, tasselli eterogenei di un esistenza parallela a quella che ci circonda.
Non si tratta quindi di una riproduzione statica e semplicistica dell’epoca in cui viviamo, tutt’altro. Phlegm sceglie di staccarsi da questo mondo, dalle sue restrizioni e dalle sue regole già scritte, per condurci piuttosto all’interno di un mondo a se stante. All’interno di questo, puntualmente, incontriamo bizzarre creature, personaggi e visioni che solo vagamente nell’aspetto, ci ricordano noi stessi e ciò che ci circonda.
Non c’è una chiave di lettura univoca, non c’è uno spessore sociale, politico od economico a caratterizzare questi racconti fantastici, quanto piuttosto l’esigenza di una evasione dinamica e totale.

Le regole di questo universo narrativo sono dettate dall’artista, fautore ed incontrastato deus ex machina del proprio mondo. E’ la totale esclamazione ed esaltazione della fantasia al potere, priva di vincoli, libera di spaziare, creare ed inventare in funzione della vena creativa del suo stesso fautore.

L’idea di trasformare completamente lo spazio, ha più volte rappresentato per l’artista l’opportunità anzitutto di lavorare attraverso medium e superfici differenti, ma sopratutto l’occasione di plasmare a tre dimensioni il suo particolare immaginario. Se l’intervento realizzato presso il Bazar di Sheffield (Covered) ha rappresentato un primo assaggio, l’esibizione allestita all’interno della Howard Griffin Gallery di Londra (Covered), ne ha alimentato l’interesse, quest’ultimo progetto ne amplifica e sviluppa la portata, sia tematica quanto estetica.

Per tutto il mese di Agosto Phelgm ha partecipato ad un innovativa residenza d’artista all’interno di una foresta. Non ci è dato sapere l’esatta location, in realtà non è rilevante ai fini del progetto in sè, quello che stupisce è la portata del risultato finale.
L’idea è quella di lavorare e vivere giorno dopo giorno all’interno di una foresta, cercando una immersione totale in grado di, plasmare ed influenzare l’estetica della ricerca portata avanti dall’interprete. Tagliato completamente fuori dalla routine giornaliera, dai sistemi informatici, dalla vita moderna e dalla velocità auto-imposta della stessa, Phlegm ha avuto modo di incrementare ed alimentare il peculiare universo narrativo.

Amplificati dagli elementi naturali, che diventano qui sia palcoscenico nonché supporto di lavoro, gli stimoli e i personaggi dell’artista vengono proiettati in una dimensione del tutto nuova ed inaspettata. Alcuni lavori sono stati progettati ed ideati in precedenza, altri invece prendono forma e vivono all’interno dei differenti scenari naturali. La foresta diviene lo studio dell’autore, impegnato a garantire un impatto quanto mai limitato all’interno di questo habitat.
Osservando le immagini ci si trova di fronte ad un corto circuito visivo. La generosità cromatica del bosco diviene contraccolpo alle figure in bianco e nero dell’artista. Ma soprattutto la vita dei characters viene ora plasmata e rimodellata in funzione di un dialogo costante con la natura, come se ci trovassimo di fronte ad un nuova ed esaltante avventura. Un nuovo capitolo che raccoglie l’eredità di un universo spesso troppo distante, per sfuggire ancora una volta dalla realtà, dalle sue regole e fragilità, trovando una nuova dimensione attraverso elementi fittizi e reali.

Pics by The Artist


Phlegm – “The Forest” – A month in the woods

C’è stato uno scambio di email con Phlegm, volevo approfondire l’artista dietro il quale si celano i bizzarri personaggi. L’autore con base a Sheffield cortesemente declinò quest’offerta, spiegandoci che il suo scopo principale è quello di proporre un tipo di arte che parli per conto proprio, senza l’ingombrante ‘figura’ dell’artista a metterla in ombra.
La particolare, e aggiungiamo condivisibile, risposta, rende bene l’idea di cosa dobbiamo aspettarci dalle produzioni firmate dall’interprete.

In questi anni più volte ci siamo imbattuti nelle particolari produzioni dell’artista cosci di percorrere puntualmente un viaggio dalla realtà di tutti i giorni, a quella personale ed indipendente che lo stesso è stato in grado di proporre. Si tratta infatti di una narrativa spessa ed avvolgente che trova il suo seme nel mondo dei fumetti.
Da questa personale attività è partito Phlegm per tratteggiare la fisionomia, la meccanica, le regole e lo stupore di un universo in costante mutamento. Perché di questo si tratta. Un universo vivo, che respira, che non smette di mostrarsi e che anzi continua ad aggiungere frammenti su frammenti, tasselli eterogenei di un esistenza parallela a quella che ci circonda.
Non si tratta quindi di una riproduzione statica e semplicistica dell’epoca in cui viviamo, tutt’altro. Phlegm sceglie di staccarsi da questo mondo, dalle sue restrizioni e dalle sue regole già scritte, per condurci piuttosto all’interno di un mondo a se stante. All’interno di questo, puntualmente, incontriamo bizzarre creature, personaggi e visioni che solo vagamente nell’aspetto, ci ricordano noi stessi e ciò che ci circonda.
Non c’è una chiave di lettura univoca, non c’è uno spessore sociale, politico od economico a caratterizzare questi racconti fantastici, quanto piuttosto l’esigenza di una evasione dinamica e totale.

Le regole di questo universo narrativo sono dettate dall’artista, fautore ed incontrastato deus ex machina del proprio mondo. E’ la totale esclamazione ed esaltazione della fantasia al potere, priva di vincoli, libera di spaziare, creare ed inventare in funzione della vena creativa del suo stesso fautore.

L’idea di trasformare completamente lo spazio, ha più volte rappresentato per l’artista l’opportunità anzitutto di lavorare attraverso medium e superfici differenti, ma sopratutto l’occasione di plasmare a tre dimensioni il suo particolare immaginario. Se l’intervento realizzato presso il Bazar di Sheffield (Covered) ha rappresentato un primo assaggio, l’esibizione allestita all’interno della Howard Griffin Gallery di Londra (Covered), ne ha alimentato l’interesse, quest’ultimo progetto ne amplifica e sviluppa la portata, sia tematica quanto estetica.

Per tutto il mese di Agosto Phelgm ha partecipato ad un innovativa residenza d’artista all’interno di una foresta. Non ci è dato sapere l’esatta location, in realtà non è rilevante ai fini del progetto in sè, quello che stupisce è la portata del risultato finale.
L’idea è quella di lavorare e vivere giorno dopo giorno all’interno di una foresta, cercando una immersione totale in grado di, plasmare ed influenzare l’estetica della ricerca portata avanti dall’interprete. Tagliato completamente fuori dalla routine giornaliera, dai sistemi informatici, dalla vita moderna e dalla velocità auto-imposta della stessa, Phlegm ha avuto modo di incrementare ed alimentare il peculiare universo narrativo.

Amplificati dagli elementi naturali, che diventano qui sia palcoscenico nonché supporto di lavoro, gli stimoli e i personaggi dell’artista vengono proiettati in una dimensione del tutto nuova ed inaspettata. Alcuni lavori sono stati progettati ed ideati in precedenza, altri invece prendono forma e vivono all’interno dei differenti scenari naturali. La foresta diviene lo studio dell’autore, impegnato a garantire un impatto quanto mai limitato all’interno di questo habitat.
Osservando le immagini ci si trova di fronte ad un corto circuito visivo. La generosità cromatica del bosco diviene contraccolpo alle figure in bianco e nero dell’artista. Ma soprattutto la vita dei characters viene ora plasmata e rimodellata in funzione di un dialogo costante con la natura, come se ci trovassimo di fronte ad un nuova ed esaltante avventura. Un nuovo capitolo che raccoglie l’eredità di un universo spesso troppo distante, per sfuggire ancora una volta dalla realtà, dalle sue regole e fragilità, trovando una nuova dimensione attraverso elementi fittizi e reali.

Pics by The Artist