GORGO

Phlegm – “The Bestiary” at Howard Griffin Gallery (Recap)

Finalmente aperta lo scorso week end l’ultima fatica del grande Phlegm, un nuovo show completamente allestito all’interno degli spazi della Howard Griffin Gallery di Shoreditch a Londra dal titolo “The Bestiary”.
Come anticipatovi l’esibizione è assolutamente non commerciale, nel senso che il grande interprete ha scelto di non vendere nessuno dei lavori esposti, lanciando quindi uno spettacolo unicamente per il gusto di mostrarlo. Dopo un lavoro durato per tutta la metà di Dicembre, con Phlegm concentrato sulla costruzione delle installazioni, il taglio dei pannelli e la creazione dei bassorilievi così come delle sculture in gesso, apre così quello che è senza dubbio un interessante resoconto e spaccato della peculiare visione di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo. L’idea alla base del progetto si rifà come intuibile alla tradizione dei Bestiari, una sorta di compendio illustrato di animali a metà tra finzione e realtà prende quindi vita all’interno degli spazi della galleria londinese, Phlegm si diverte a creare un ricchissimo universo facendo calare con ancora più convinzione all’interno di tutto il suo variegato immaginario, giocando con le nostre percezioni, alimentando il sapore della scoperta e mettendo in mostra tutte le caratteristiche del personale approccio visivo alimentate qui, come detto, da un eccellente effetto tridimensionale con le opere che letteralmente fuoriescono dagli spazi. I corpi degli animali, dei suoi personaggi, degli esseri sovrannaturali, creature mistiche che si rifanno a tutto il mondo allestito dall’artista di Sheffield nel suo percorso in strada, si rincorrono su tutti gli spazi lasciando l’impressione di una sorta di vero e proprio viaggio nelle viscere delle loro stesse terre, tra cacciatori ed animali visibilmente simili ai nostri, il tutto è sorretto dal peculiare tratto visivo dell’interprete, una miscela di effetti in chiaro scuro e supportati da un livello di dettagli portato qui senza dubbio al limite.

Phlegm propone più livelli di interazione staccandosi dalla due dimensioni, utilizzando rami ed altri elementi per alimentare la scoperta di una fittissima selva visiva, arrivando infine ad un vera e propria raccolta, dal forte sentimento scientifico, di tutte le bestie fin qui viste, uno show che ci ha letteralmente lasciato a bocca aperta e che, semmai ce ne fosse stato bisogno, dimostra tutto il talento del grande artista che sceglie anche di lanciarsi in alcuni riferimenti neanche troppo velati, passeggiando per i vari percorsi i visitatori troveranno così il ratto di Banksy, i denti di Sweet Toof, o i characters di Space Invader. L’idea è quindi quella di far calare completamente lo spettatore all’interno di questo mondo, come se ci trovassimo all’interno di una dimensione parallela dove la strada è abitata dai suoi stessi personaggi e dove il segno e la traccia dei grandi street artist è comunque presente, uno show che si trasforma quindi rapidamente in una sorta di esperienza catartica figlia di tutta la grande immaginazione dell’artista.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il sofisticato ed impeccabile lavoro portato a termine dall’interprete, vi abbiamo preparato due pagine ricche di immagini, il consiglio è quello di darci un occhiata, ma se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 4 marzo per andare a vedere di persona l’allestimento, a nostra avviso un occasione davvero unica che non va assolutamente sprecato, pazzesco.

A bestiary was an illustrated compendium of animals, half real and half imagined, setting out the natural history of each beast within and its moral significance. A bestiary was not a scientific text and while some beasts and descriptions were quite accurate, others were completely fanciful. Such bestiarys belonged to the ancient world and were popularised during the Middle Ages as didactic tools.

For The Bestiary, Phlegm creates a modern bestiary within his own universe through an immersive and large scale installation in wood, clay and plaster. Here Phlegm presents a taxonomic categorisation of his creatures and collects them in one place for the first time. Within the expansive sections of the installation, and working in bas and high relief, Phlegm displays a series of works akin to the Lascaux cave paintings. Inspired by the bestiarys of old, these works contain untold fables and narratives.

Pics by Marcus Peel via The Artist

Phlegm – “The Bestiary” at Howard Griffin Gallery (Recap)

Finalmente aperta lo scorso week end l’ultima fatica del grande Phlegm, un nuovo show completamente allestito all’interno degli spazi della Howard Griffin Gallery di Shoreditch a Londra dal titolo “The Bestiary”.
Come anticipatovi l’esibizione è assolutamente non commerciale, nel senso che il grande interprete ha scelto di non vendere nessuno dei lavori esposti, lanciando quindi uno spettacolo unicamente per il gusto di mostrarlo. Dopo un lavoro durato per tutta la metà di Dicembre, con Phlegm concentrato sulla costruzione delle installazioni, il taglio dei pannelli e la creazione dei bassorilievi così come delle sculture in gesso, apre così quello che è senza dubbio un interessante resoconto e spaccato della peculiare visione di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo. L’idea alla base del progetto si rifà come intuibile alla tradizione dei Bestiari, una sorta di compendio illustrato di animali a metà tra finzione e realtà prende quindi vita all’interno degli spazi della galleria londinese, Phlegm si diverte a creare un ricchissimo universo facendo calare con ancora più convinzione all’interno di tutto il suo variegato immaginario, giocando con le nostre percezioni, alimentando il sapore della scoperta e mettendo in mostra tutte le caratteristiche del personale approccio visivo alimentate qui, come detto, da un eccellente effetto tridimensionale con le opere che letteralmente fuoriescono dagli spazi. I corpi degli animali, dei suoi personaggi, degli esseri sovrannaturali, creature mistiche che si rifanno a tutto il mondo allestito dall’artista di Sheffield nel suo percorso in strada, si rincorrono su tutti gli spazi lasciando l’impressione di una sorta di vero e proprio viaggio nelle viscere delle loro stesse terre, tra cacciatori ed animali visibilmente simili ai nostri, il tutto è sorretto dal peculiare tratto visivo dell’interprete, una miscela di effetti in chiaro scuro e supportati da un livello di dettagli portato qui senza dubbio al limite.

Phlegm propone più livelli di interazione staccandosi dalla due dimensioni, utilizzando rami ed altri elementi per alimentare la scoperta di una fittissima selva visiva, arrivando infine ad un vera e propria raccolta, dal forte sentimento scientifico, di tutte le bestie fin qui viste, uno show che ci ha letteralmente lasciato a bocca aperta e che, semmai ce ne fosse stato bisogno, dimostra tutto il talento del grande artista che sceglie anche di lanciarsi in alcuni riferimenti neanche troppo velati, passeggiando per i vari percorsi i visitatori troveranno così il ratto di Banksy, i denti di Sweet Toof, o i characters di Space Invader. L’idea è quindi quella di far calare completamente lo spettatore all’interno di questo mondo, come se ci trovassimo all’interno di una dimensione parallela dove la strada è abitata dai suoi stessi personaggi e dove il segno e la traccia dei grandi street artist è comunque presente, uno show che si trasforma quindi rapidamente in una sorta di esperienza catartica figlia di tutta la grande immaginazione dell’artista.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il sofisticato ed impeccabile lavoro portato a termine dall’interprete, vi abbiamo preparato due pagine ricche di immagini, il consiglio è quello di darci un occhiata, ma se vi trovate in zona c’è tempo fino al prossimo 4 marzo per andare a vedere di persona l’allestimento, a nostra avviso un occasione davvero unica che non va assolutamente sprecato, pazzesco.

A bestiary was an illustrated compendium of animals, half real and half imagined, setting out the natural history of each beast within and its moral significance. A bestiary was not a scientific text and while some beasts and descriptions were quite accurate, others were completely fanciful. Such bestiarys belonged to the ancient world and were popularised during the Middle Ages as didactic tools.

For The Bestiary, Phlegm creates a modern bestiary within his own universe through an immersive and large scale installation in wood, clay and plaster. Here Phlegm presents a taxonomic categorisation of his creatures and collects them in one place for the first time. Within the expansive sections of the installation, and working in bas and high relief, Phlegm displays a series of works akin to the Lascaux cave paintings. Inspired by the bestiarys of old, these works contain untold fables and narratives.

Pics by Marcus Peel via The Artist