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GORGO

Phlegm – New Mural for Urban Samtidskunst

Dopo davvero parecchio tempo ecco tornare il grande Phlegm, l’interprete Inglese si è infatti da poco spostato a Moss in Norvegia dove ha avuto modo di dipingere questo incredibile intervento sulla gigantesca parete di un ex fabbrica di carta.
Sempre più impegnato nell’espandere i confine del proprio universo, Phlegm prosegue nel spingere su nuovi ed interessanti tasti, continuando quindi a rintracciare gli elementi che costituiscono il suo immaginario. Come ben sapete abbiamo sempre particolarmente subito il fascino delle produzioni dell’artista, quanto mai coinvolti anzitutto dal particolare mondo che nel corso di quest’anni è riuscito a dipingere e sempre più immersi all’interno degli sviluppi dello stesso. In questo senso è innegabile come l’interprete sia sviluppando nuovi slanci e nuovi soggetti andando quindi a caratterizzare con sempre più profondità il proprio lavoro, se l’influenza appartiene sfacciatamente al mondo dei comics, dal quale lo stesso artista proviene, il successivo sviluppo ha preso mano a mano i contorni di un vero e proprio universo parallelo, uno specchio bizzarro dei tempi moderni filtrato attraverso il peculiare tratto dell’artista. Lo sviluppo visivo passa per il consueto range cromatico, spazio quindi unicamente – eccetto sporadiche eccezioni – al nero come unico vettore laddove la bomboletta va a disegnare sequenze irriverenti, alcune volte altamente criptiche, sceneggiando situazioni e trattando temi quotidiani semplicemente sotto un ottica ed una visione assolutamente differenti.
I bizzarri personaggi dell’artista vanno quindi a tessere le fila di un mondo dove la tecnologia quasi non esiste, dove le invenzioni e gli architetture ricordano mondi fantastici ed andando quindi a scoprire i nervi dell’immaginazione che ciascuno di noi porta con se. L’abilità di Phlegm è proprio quella riuscire a far sembrare possibile ciò che disegna. In una pittura certamente votata al dettagli gli iconici characters sono la principale leva di dialogo con lo spettatore, così come le architetture richiamano elementi gotici, gli scorci naturali e le peripezie dei soggetti raffigurati sembrano prenderci per mano con l’intento di estraniarci completamente da ciò che ci circonda.
Dal titolo “Totems” quest’ultima fatica di Phlegm raccoglie la totale eredità tematica e stilistica dell’interprete, un nuovo manifesto e sopratutto l’opportunità per noi di trovare nuovi soggetti e nuovi inneschi emotivi all’interno della moltitudine di elementi presenti all’interno del lavoro. L’artista rievoca il culto dei Totem e lo fa raccogliendo a piene mani dal suo sterminato universo, si muovono così una serie di figure, soggetti ed elementi uno sopra l’altro, emulando proprio la forma dei pali indiani, ed al contempo, in ciascuna delle differenti incarnazioni presenti all’interno dell’opera, spingere chi osserva ad una personale riflessione. I temi trattati sono molteplici, la morte, la tecnologia, la natura, gli animali, per quello che assume le sembianze di uno degli interventi più spessi e profondi mai dipinti dall’interprete, mozzafiato.
Null’altro da dire, vi lasciamo piuttosto alle ricchissima serie di scatti che trovate in calce al nostro testo attraverso i quali potete vedere da vicino tutti gli elementi che compongono la splendida pittura dell’artista, miglior pezzo dell’estate?

Pics by The Artist

Phlegm – New Mural for Urban Samtidskunst

Dopo davvero parecchio tempo ecco tornare il grande Phlegm, l’interprete Inglese si è infatti da poco spostato a Moss in Norvegia dove ha avuto modo di dipingere questo incredibile intervento sulla gigantesca parete di un ex fabbrica di carta.
Sempre più impegnato nell’espandere i confine del proprio universo, Phlegm prosegue nel spingere su nuovi ed interessanti tasti, continuando quindi a rintracciare gli elementi che costituiscono il suo immaginario. Come ben sapete abbiamo sempre particolarmente subito il fascino delle produzioni dell’artista, quanto mai coinvolti anzitutto dal particolare mondo che nel corso di quest’anni è riuscito a dipingere e sempre più immersi all’interno degli sviluppi dello stesso. In questo senso è innegabile come l’interprete sia sviluppando nuovi slanci e nuovi soggetti andando quindi a caratterizzare con sempre più profondità il proprio lavoro, se l’influenza appartiene sfacciatamente al mondo dei comics, dal quale lo stesso artista proviene, il successivo sviluppo ha preso mano a mano i contorni di un vero e proprio universo parallelo, uno specchio bizzarro dei tempi moderni filtrato attraverso il peculiare tratto dell’artista. Lo sviluppo visivo passa per il consueto range cromatico, spazio quindi unicamente – eccetto sporadiche eccezioni – al nero come unico vettore laddove la bomboletta va a disegnare sequenze irriverenti, alcune volte altamente criptiche, sceneggiando situazioni e trattando temi quotidiani semplicemente sotto un ottica ed una visione assolutamente differenti.
I bizzarri personaggi dell’artista vanno quindi a tessere le fila di un mondo dove la tecnologia quasi non esiste, dove le invenzioni e gli architetture ricordano mondi fantastici ed andando quindi a scoprire i nervi dell’immaginazione che ciascuno di noi porta con se. L’abilità di Phlegm è proprio quella riuscire a far sembrare possibile ciò che disegna. In una pittura certamente votata al dettagli gli iconici characters sono la principale leva di dialogo con lo spettatore, così come le architetture richiamano elementi gotici, gli scorci naturali e le peripezie dei soggetti raffigurati sembrano prenderci per mano con l’intento di estraniarci completamente da ciò che ci circonda.
Dal titolo “Totems” quest’ultima fatica di Phlegm raccoglie la totale eredità tematica e stilistica dell’interprete, un nuovo manifesto e sopratutto l’opportunità per noi di trovare nuovi soggetti e nuovi inneschi emotivi all’interno della moltitudine di elementi presenti all’interno del lavoro. L’artista rievoca il culto dei Totem e lo fa raccogliendo a piene mani dal suo sterminato universo, si muovono così una serie di figure, soggetti ed elementi uno sopra l’altro, emulando proprio la forma dei pali indiani, ed al contempo, in ciascuna delle differenti incarnazioni presenti all’interno dell’opera, spingere chi osserva ad una personale riflessione. I temi trattati sono molteplici, la morte, la tecnologia, la natura, gli animali, per quello che assume le sembianze di uno degli interventi più spessi e profondi mai dipinti dall’interprete, mozzafiato.
Null’altro da dire, vi lasciamo piuttosto alle ricchissima serie di scatti che trovate in calce al nostro testo attraverso i quali potete vedere da vicino tutti gli elementi che compongono la splendida pittura dell’artista, miglior pezzo dell’estate?

Pics by The Artist