GORGO

Pastel – New Mural for Artesano Project

Continuiamo con interesse a mostrarvi gli sviluppi del bel Artesano Project, tra gli artisti partecipanti ritroviamo Pastel, l’artista Argentino ha da poco terminato di dipingere questo nuovo intervento portando in dote una nuova e personale riflessione.

Dopo la bella parete realizzata in collaborazione con Jufe in occasione dei lavori per Art Basel 2014, l’autore Argentino è quindi tra gli ospiti del bel progetto organizzato dalla Inoperable Gallery e da Evoca1 qui a Rio San Juan, nella Repubblica Domenicana. Come stiamo vedendo in questi giorni un bel numero di autori di spessore stanno lavorando per le strade della bella cittadina sviluppando un percorso artistico in grado di mostrare, special modo ai giovani del posto, come l’arte possa essere uno slancio per perseguire uno stile di vita alternativo capace di farli uscire dalle problematiche e dalla povertà del paese.

Dal titolo “Caoba Maguá”, quest’ultima fatica di Pastel raccoglie alla perfezioni gli stimoli stilistici e tematici del lavoro dell’autore. Al tempo stesso è l’occasione per noi per un nuovo approfondimento, come sempre infatti l’artista riversa all’interno del proprio immaginario stimoli e spunti del luogo di lavoro.

Come visto più volte il lavoro dell’interprete si sviluppa attraverso una personale fascinazione a tema naturale. Attraverso la pittura di piante, fiori, pietre e ciottoli, che sempre più stanno diventando spunto principale delle produzioni dell’artista, l’autore sviluppa un corpo di lavoro carico di significati e simboli. In questo senso c’è la volontà dell’interprete di lasciarsi stimolare dal panorama, per quanto riguarda gli aspetti prettamente stilistici delle sue opere, e dalla storia del posto che va ad intersecarsi con il suo immaginario. Attraverso gli stimoli del momento l’autore rielabora quindi storie ed accadimenti di naturale, sociale, economica o politica legati al luogo di lavoro imbastendo quindi un dialogo profondo e sfaccettato.

Raccogliendo appieno quelle che sono le peculiarità del proprio operato, Pastel va a tratteggiare un nuova immagine ricca di elementi visivi. Un nuovo intreccio di piante e pietre in grado di sostenere la personale riflessione dell’autore. L’Argentino sviluppa il proprio lavoro soffermandosi su uno degli aspetti più importanti all’interno di una specifica cultura. La lingua Ciguayos di cui ne rimane unicamente una parola che identifica il sostantivo pietra, diviene per l’autore slancio ideale per il proprio lavoro. Originariamente questo territorio era popolato dai Ciguayos, antico gruppo etnico dela penisola di Samana. Secondo Bartolomé de las Casas, il linguaggio Ciguayo si è definitivamente estinto nella prima metà del1500 rendendo praticamente impossibile una giusta comprensione della loro cultura.

Attraverso l’opera la riflessione si espande mostrandoci come non sempre i popoli riescano a mantenere una propria identità e di come quest’ultima vada irrimediabilmente a perdersi nel corso del tempo sebbene alcune tracce rimangono fino ai giorni nostri.

Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

The Maguá chiefdom ruled by the cacique Guarionex. Originally this territory was populated by mainly occupied Ciguayos the Samana Peninsula . According Bartolomé de las Casas, the Ciguayo language was in a moribund state and definitively extinct around 1502 to 1527. Though only known a single lexical form of Ciguayo , making it impossible to classify.
Maguá means ‘ stone ‘ in Taino language , and his mother goddess was Guacar (mother stone).

Thanks to The Artist for The Pics

Pastel – New Mural for Artesano Project

Continuiamo con interesse a mostrarvi gli sviluppi del bel Artesano Project, tra gli artisti partecipanti ritroviamo Pastel, l’artista Argentino ha da poco terminato di dipingere questo nuovo intervento portando in dote una nuova e personale riflessione.

Dopo la bella parete realizzata in collaborazione con Jufe in occasione dei lavori per Art Basel 2014, l’autore Argentino è quindi tra gli ospiti del bel progetto organizzato dalla Inoperable Gallery e da Evoca1 qui a Rio San Juan, nella Repubblica Domenicana. Come stiamo vedendo in questi giorni un bel numero di autori di spessore stanno lavorando per le strade della bella cittadina sviluppando un percorso artistico in grado di mostrare, special modo ai giovani del posto, come l’arte possa essere uno slancio per perseguire uno stile di vita alternativo capace di farli uscire dalle problematiche e dalla povertà del paese.

Dal titolo “Caoba Maguá”, quest’ultima fatica di Pastel raccoglie alla perfezioni gli stimoli stilistici e tematici del lavoro dell’autore. Al tempo stesso è l’occasione per noi per un nuovo approfondimento, come sempre infatti l’artista riversa all’interno del proprio immaginario stimoli e spunti del luogo di lavoro.

Come visto più volte il lavoro dell’interprete si sviluppa attraverso una personale fascinazione a tema naturale. Attraverso la pittura di piante, fiori, pietre e ciottoli, che sempre più stanno diventando spunto principale delle produzioni dell’artista, l’autore sviluppa un corpo di lavoro carico di significati e simboli. In questo senso c’è la volontà dell’interprete di lasciarsi stimolare dal panorama, per quanto riguarda gli aspetti prettamente stilistici delle sue opere, e dalla storia del posto che va ad intersecarsi con il suo immaginario. Attraverso gli stimoli del momento l’autore rielabora quindi storie ed accadimenti di naturale, sociale, economica o politica legati al luogo di lavoro imbastendo quindi un dialogo profondo e sfaccettato.

Raccogliendo appieno quelle che sono le peculiarità del proprio operato, Pastel va a tratteggiare un nuova immagine ricca di elementi visivi. Un nuovo intreccio di piante e pietre in grado di sostenere la personale riflessione dell’autore. L’Argentino sviluppa il proprio lavoro soffermandosi su uno degli aspetti più importanti all’interno di una specifica cultura. La lingua Ciguayos di cui ne rimane unicamente una parola che identifica il sostantivo pietra, diviene per l’autore slancio ideale per il proprio lavoro. Originariamente questo territorio era popolato dai Ciguayos, antico gruppo etnico dela penisola di Samana. Secondo Bartolomé de las Casas, il linguaggio Ciguayo si è definitivamente estinto nella prima metà del1500 rendendo praticamente impossibile una giusta comprensione della loro cultura.

Attraverso l’opera la riflessione si espande mostrandoci come non sempre i popoli riescano a mantenere una propria identità e di come quest’ultima vada irrimediabilmente a perdersi nel corso del tempo sebbene alcune tracce rimangono fino ai giorni nostri.

Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo come consuetudine potete trovare una bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

The Maguá chiefdom ruled by the cacique Guarionex. Originally this territory was populated by mainly occupied Ciguayos the Samana Peninsula . According Bartolomé de las Casas, the Ciguayo language was in a moribund state and definitively extinct around 1502 to 1527. Though only known a single lexical form of Ciguayo , making it impossible to classify.
Maguá means ‘ stone ‘ in Taino language , and his mother goddess was Guacar (mother stone).

Thanks to The Artist for The Pics