fbpx
GORGO

Parra – “I can’t look at your face anymore” at Ruttkowski;68 (Recap)

Uno sguardo approfondito a “I can’t look at your face anymore” nuova e corposa esibizione firmata da Parra all’interno degli spazi della Ruttkowski;68 Gallery.
Piet Janssen aka Parra, è senza dubbio tra gli autori che maggiormente apprezziamo. Artista poliedrico, negli anni l’interprete Olandese ha saputo legare il proprio nome a progetti ed ambiti artisti differenti, muovendosi tra le differenti identità e possibilità che l’arte contemporanea riesce ad offrire.
Aldilà dei personali progetti commerciali, abbiamo sempre seguito con attenzione le personali esibizioni con le quali l’artista ha continuato a presentarsi al grande pubblico. Quest’ultima mostra ospitata dalla bella galleria di Colonia in Germania, rappresenta però uno di quegli step fondamentali.
Nel descrivere il proprio lavoro lo stesso Parra, utilizza le parole veloce e freestyle, aggettivi che ben identificano l’approccio estetico del suo operato. Il processo pittorico continua quindi ad essere legato ad una impostazione sintetica, per nulla complicata, che vede l’artista lavorare attraverso una precisa tavolozza cromatica, attraverso la quale dare forma e sostanza agli iconici personaggi. Parra attraverso un tratto sinuoso, scandisce la forma di personaggi nudi.
Si tratta degli iconici birdman, capaci più che mai di interpretare una varietà di circostanze differenti, provocando in chi osserva il desiderio di una indagare tra i riferimenti e le immagini che ha trova di fronte. Elemento di spicco delle produzioni dell’artista è rappresentato dalla innegabile carica ironica e sessuale che accompagna la totalità delle sue produzioni.
Affrontando le immagini dell’autore, emerge la volontà dello stesso di guardare e cogliere, i momenti legati alla vita di tutti i giorni, al quotidiano, spunti ed ispirazione per la personale indagine. Da ciò Parra muove la persona riflessione sull’animo umano, lanciandosi in una personale interpretazione di sentimenti e situazioni comuni, legate allo spettro emotivo dell’uomo, in una sintesi introspettiva, divertente, sarcastica e giocosa.
In “I can’t look at your face anymore”, seconda esibizione di Parra presso la Ruttkowski;68 Gallery dopo “And Wait for Something to Happen“, continua a proporre una riflessione sulla vita di tutti i giorni. Lo show rappresenta anzitutto la summa del lavoro fin qui portato avanti dall’autore, con una nuova e bella serie di opere e sculture inedite. Come da titolo la mostra indaga sul volto, con l’artista che sceglie volutamente di oscurare i visi dei suoi personaggi, come personale risposta al narcisismo, ai selfie ed alla costruzioni di una propria identità celebrativa. Tutti elementi che stanno caratterizzando questo particolare momento storico.
L’esibizione stupisce per la volontà di Parra di sviluppare un corpo di lavoro certamente più piatto ed essenziale. I corpi sono privi di lineamenti, così come gli elementi che compongono ‘le scene’ risultano più chiari, suggerendo un senso di equilibrio e pulizia che abbiamo particolarmente apprezzato.
Per approfondire al meglio quest’ultima visione firmata dal grande autore Olandese, vi lasciamo agli scatti dell’allestimento ed alle immagini di alcuni dei lavori presentati in mostra, dataci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Gallery

Parra – “I can’t look at your face anymore” at Ruttkowski;68 (Recap)

Uno sguardo approfondito a “I can’t look at your face anymore” nuova e corposa esibizione firmata da Parra all’interno degli spazi della Ruttkowski;68 Gallery.
Piet Janssen aka Parra, è senza dubbio tra gli autori che maggiormente apprezziamo. Artista poliedrico, negli anni l’interprete Olandese ha saputo legare il proprio nome a progetti ed ambiti artisti differenti, muovendosi tra le differenti identità e possibilità che l’arte contemporanea riesce ad offrire.
Aldilà dei personali progetti commerciali, abbiamo sempre seguito con attenzione le personali esibizioni con le quali l’artista ha continuato a presentarsi al grande pubblico. Quest’ultima mostra ospitata dalla bella galleria di Colonia in Germania, rappresenta però uno di quegli step fondamentali.
Nel descrivere il proprio lavoro lo stesso Parra, utilizza le parole veloce e freestyle, aggettivi che ben identificano l’approccio estetico del suo operato. Il processo pittorico continua quindi ad essere legato ad una impostazione sintetica, per nulla complicata, che vede l’artista lavorare attraverso una precisa tavolozza cromatica, attraverso la quale dare forma e sostanza agli iconici personaggi. Parra attraverso un tratto sinuoso, scandisce la forma di personaggi nudi.
Si tratta degli iconici birdman, capaci più che mai di interpretare una varietà di circostanze differenti, provocando in chi osserva il desiderio di una indagare tra i riferimenti e le immagini che ha trova di fronte. Elemento di spicco delle produzioni dell’artista è rappresentato dalla innegabile carica ironica e sessuale che accompagna la totalità delle sue produzioni.
Affrontando le immagini dell’autore, emerge la volontà dello stesso di guardare e cogliere, i momenti legati alla vita di tutti i giorni, al quotidiano, spunti ed ispirazione per la personale indagine. Da ciò Parra muove la persona riflessione sull’animo umano, lanciandosi in una personale interpretazione di sentimenti e situazioni comuni, legate allo spettro emotivo dell’uomo, in una sintesi introspettiva, divertente, sarcastica e giocosa.
In “I can’t look at your face anymore”, seconda esibizione di Parra presso la Ruttkowski;68 Gallery dopo “And Wait for Something to Happen“, continua a proporre una riflessione sulla vita di tutti i giorni. Lo show rappresenta anzitutto la summa del lavoro fin qui portato avanti dall’autore, con una nuova e bella serie di opere e sculture inedite. Come da titolo la mostra indaga sul volto, con l’artista che sceglie volutamente di oscurare i visi dei suoi personaggi, come personale risposta al narcisismo, ai selfie ed alla costruzioni di una propria identità celebrativa. Tutti elementi che stanno caratterizzando questo particolare momento storico.
L’esibizione stupisce per la volontà di Parra di sviluppare un corpo di lavoro certamente più piatto ed essenziale. I corpi sono privi di lineamenti, così come gli elementi che compongono ‘le scene’ risultano più chiari, suggerendo un senso di equilibrio e pulizia che abbiamo particolarmente apprezzato.
Per approfondire al meglio quest’ultima visione firmata dal grande autore Olandese, vi lasciamo agli scatti dell’allestimento ed alle immagini di alcuni dei lavori presentati in mostra, dataci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Pics by The Gallery