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GORGO

Pablo S. Herrero x David De La Mano in Tetuán, Madrid

Si rinnova ancora una volta la fortunata collaborazione tra David De La Mano e Pablo S. Herrero, in due artisti hanno infatti da poco terminato questo nuovo grande intervento nel quartiere di Tetuán a Madrid in Spagna seguito da un secondo più piccolo.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte Pablo S. Herrero e David De La Mano non sono nuovi a sperimentazioni congiunte, in particolare abbiamo sempre notato un perfetto connubio negli elaborati portati a termine, figlio di una condivisione nel tratto nonostante una precisa differenziazione in quelli che sono i temi cardine del lavoro di ogni singolo artista. Entrambi gli interpreti sono accomunati infatti da una pittura che li vede impiegare unicamente il nero come principale interlocutore visivo, lo stesso viene sviluppato però su percorso differenti, il primo predilige una personale rappresentazione di quelli che sono gli elementi naturali dove i rami rivestano il ruolo di attori protagonisti andando a creare un fitto ed intricato mantello visivo capace di avvolgere, attraverso la pittura totale degli spazi, oppure elevare, per mezzo di forme ed elementi ben delineati, lo spazio pubblico. Il secondo invece sceglie di affidarsi ad una personale lettura dell’uomo, segnando i propri interventi con una serie di personaggi antropomorfi che rispecchiano le inquietudini e il malessere dell’età moderna, attraverso gli stessi l’autore indaga sull’uomo, sulle sue paure e sui suoi differenti e sfaccettati aspetti emotivi per una pittura che diviene quindi profonda e altamente rappresentativa.
Questo fitto calderone di temi e riflessioni differenti, viene arricchito dalla perfetta combinazione degli aspetti proposti dal duo, si elevano i temi in quella che diventa una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, due universi legati indissolubilmente ma che troppo spesso risultano lontani ed in lotta. L’opera finale sfocia quindi un nuova lettura comune che abbraccia così in un unico pezzo sia lo stile che la visione dei due artisti in un equilibrio perfetto e caratteristico.
David De La Mano e Pablo S. Herrero sviluppano quindi due differenti lavoro, legati da una comune scelta cromatica, il verde rapportato al nero, i lavori ci mostrano il meglio del lavoro combinato dei due. Il primo, dal titolo “Driade”, prende vita sulla parete esterna del mercato di Tetuán, il secondo, dal titolo “Silo”, viene realizzato sull’istallazione Hypertube realizzata da PKMN Architectures comprendone completamente tutta la superficie.
Si tratta quindi di due lavori differenti,, il primo di grandi dimensioni trasforma completamente l’aspetto della struttura ponendo l’accento sul legame intrinseco tra uomo e natura. L’idea viene sviluppata per mezzo di una trasformiamo nel corpo del soggetto femminile che mano a mano si trasforma in una grande e gigantesca pianta.
La seconda opera é invece un elaborato intricato, una matassa che avvolge completamente la superficie dei tubi, sia interna che esterna andando a creare un fitto puzzle di intrecci di rami e di soggetti differenti.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quanto proposto dai due interpreti vi lasciamo ad una bella serie di immagini, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics

Pablo S. Herrero x David De La Mano in Tetuán, Madrid

Si rinnova ancora una volta la fortunata collaborazione tra David De La Mano e Pablo S. Herrero, in due artisti hanno infatti da poco terminato questo nuovo grande intervento nel quartiere di Tetuán a Madrid in Spagna seguito da un secondo più piccolo.
Come abbiamo avuto modo di vedere diverse volte Pablo S. Herrero e David De La Mano non sono nuovi a sperimentazioni congiunte, in particolare abbiamo sempre notato un perfetto connubio negli elaborati portati a termine, figlio di una condivisione nel tratto nonostante una precisa differenziazione in quelli che sono i temi cardine del lavoro di ogni singolo artista. Entrambi gli interpreti sono accomunati infatti da una pittura che li vede impiegare unicamente il nero come principale interlocutore visivo, lo stesso viene sviluppato però su percorso differenti, il primo predilige una personale rappresentazione di quelli che sono gli elementi naturali dove i rami rivestano il ruolo di attori protagonisti andando a creare un fitto ed intricato mantello visivo capace di avvolgere, attraverso la pittura totale degli spazi, oppure elevare, per mezzo di forme ed elementi ben delineati, lo spazio pubblico. Il secondo invece sceglie di affidarsi ad una personale lettura dell’uomo, segnando i propri interventi con una serie di personaggi antropomorfi che rispecchiano le inquietudini e il malessere dell’età moderna, attraverso gli stessi l’autore indaga sull’uomo, sulle sue paure e sui suoi differenti e sfaccettati aspetti emotivi per una pittura che diviene quindi profonda e altamente rappresentativa.
Questo fitto calderone di temi e riflessioni differenti, viene arricchito dalla perfetta combinazione degli aspetti proposti dal duo, si elevano i temi in quella che diventa una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, due universi legati indissolubilmente ma che troppo spesso risultano lontani ed in lotta. L’opera finale sfocia quindi un nuova lettura comune che abbraccia così in un unico pezzo sia lo stile che la visione dei due artisti in un equilibrio perfetto e caratteristico.
David De La Mano e Pablo S. Herrero sviluppano quindi due differenti lavoro, legati da una comune scelta cromatica, il verde rapportato al nero, i lavori ci mostrano il meglio del lavoro combinato dei due. Il primo, dal titolo “Driade”, prende vita sulla parete esterna del mercato di Tetuán, il secondo, dal titolo “Silo”, viene realizzato sull’istallazione Hypertube realizzata da PKMN Architectures comprendone completamente tutta la superficie.
Si tratta quindi di due lavori differenti,, il primo di grandi dimensioni trasforma completamente l’aspetto della struttura ponendo l’accento sul legame intrinseco tra uomo e natura. L’idea viene sviluppata per mezzo di una trasformiamo nel corpo del soggetto femminile che mano a mano si trasforma in una grande e gigantesca pianta.
La seconda opera é invece un elaborato intricato, una matassa che avvolge completamente la superficie dei tubi, sia interna che esterna andando a creare un fitto puzzle di intrecci di rami e di soggetti differenti.
Per darvi modo di apprezzare al meglio quanto proposto dai due interpreti vi lasciamo ad una bella serie di immagini, dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare, enjoy it.

Thanks to The Artists for The Pics