fbpx
GORGO

OX – New Pieces for Brandalism Project

A distanza di parecchie settimane torniamo con piacere a mostrarvi nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande OX, pare infatti che l’interprete si sia spostato in Inghilterra dove a Manchester ed a Leeds ha da poco concluso due nuovi interventi per il progetto Brandalism.
Con piacere quindi andiamo nuovamente ad immergerci all’interno dell’immaginario di OX in occasione di un progetto che fà proprio della riappropriazione degli spazi pubblicitari il suo fulcro tematico e di azione, 10 città, 40 artisti, 365 spazi pubblicitari e non poteva mancare l’apporto del campione Francese. Come abbiamo avuto più volte modo di vedere il lavoro dell’interprete poggia le sue solide basi sulla grande immaginazione dello stesso artista francese, l’interprete si appropria degli spazi apportando sugli stessi la propria personale visione. E’ un lavoro di trasformazione atto anzitutto a demolire nelle fondamenta il significato stesso delle billboards, i cartelloni pubblicitari che rappresentano il vero e (quasi) principale bersaglio dell’artista, ma anche dei suoi stessi elementi cardine. Questi spazi da strumenti visivi atti a pubblicizzare un prodotto od un servizio, e quindi un ‘ostacolo’ visivo per il panorama circostante, si trasformano in elementi profondamente connessi con le stesso. Accade così che le opere siano una vera e propria continuazione del panorama mutato e naturale prosecuzione filtrata attraverso lo sguardo dell’interprete stesso, o nei casi più estremi una vera e propria negazione di ciò che i cartelloni rappresentano. Non c’è un filo conduttore, uno stile comune nelle opere di OX di fatto ogni opera è nuova e differente dalla precedente, l’artista ha l’esigenza di scrutare e rielaborare attraverso un ottica differente e nuova ciò che ha di fronte, sfrutta tutta la superficie eliminando od inserendo i suoi paste-up, creando un opera nuova ed in perfetta simbiosi con il circondario. Il risultato finale è innanzitutto un forte stimolo visivo, l’interprete vuole farci osservare da un nuovo angolo, ci spinge a vedere ben oltre il cartellone, interagisce con gli spazi, li fà propri in una immersione architettonica e visiva forte e ridondante atta a sfruttare l’elemento pubblicitario per calamitare l’attenzione dello spettatore verso nuovi e più interessanti lidi, spingendo a farci osservare ciò che ci circonda. In secondo luogo l’artista va a riappropriarsi dei panorami, spariscono gli ostacoli dettati dagli stessi cartelloni che tornano attraverso il lavoro dell’interprete a legarsi con ciò che li circonda.
Per questa suo doppio lavoro Inglese, OX propone lo stesso concetto su due differenti luoghi, in entrambi i casi si tratta di due pannelli pubblicitari di piccole dimensioni, attraverso la propria visione ed utilizzando un effetto ottico minimale, l’artista va a simulare una pagina bianca incollata sulla superfice dei due piccoli cartelloni. L’idea che emerge è da una parte quella di voler annullare ancora una volta il senso pubblicitario della superfice, dall’altra dare libero sfogo alla fantasia dell’osservatore che può riempire lo spazio bianco come meglio preferisce ed attraverso dinamiche e visione prettamente soggettive.
In attesa di scoprire se questa serie avrà un seguito o meno, vi lasciamo alle immagini dei due lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo per tutti gli aggiornamenti del caso, enjoy it.

Pics by The Artist

OX – New Pieces for Brandalism Project

A distanza di parecchie settimane torniamo con piacere a mostrarvi nuovi aggiornamenti sul lavoro del grande OX, pare infatti che l’interprete si sia spostato in Inghilterra dove a Manchester ed a Leeds ha da poco concluso due nuovi interventi per il progetto Brandalism.
Con piacere quindi andiamo nuovamente ad immergerci all’interno dell’immaginario di OX in occasione di un progetto che fà proprio della riappropriazione degli spazi pubblicitari il suo fulcro tematico e di azione, 10 città, 40 artisti, 365 spazi pubblicitari e non poteva mancare l’apporto del campione Francese. Come abbiamo avuto più volte modo di vedere il lavoro dell’interprete poggia le sue solide basi sulla grande immaginazione dello stesso artista francese, l’interprete si appropria degli spazi apportando sugli stessi la propria personale visione. E’ un lavoro di trasformazione atto anzitutto a demolire nelle fondamenta il significato stesso delle billboards, i cartelloni pubblicitari che rappresentano il vero e (quasi) principale bersaglio dell’artista, ma anche dei suoi stessi elementi cardine. Questi spazi da strumenti visivi atti a pubblicizzare un prodotto od un servizio, e quindi un ‘ostacolo’ visivo per il panorama circostante, si trasformano in elementi profondamente connessi con le stesso. Accade così che le opere siano una vera e propria continuazione del panorama mutato e naturale prosecuzione filtrata attraverso lo sguardo dell’interprete stesso, o nei casi più estremi una vera e propria negazione di ciò che i cartelloni rappresentano. Non c’è un filo conduttore, uno stile comune nelle opere di OX di fatto ogni opera è nuova e differente dalla precedente, l’artista ha l’esigenza di scrutare e rielaborare attraverso un ottica differente e nuova ciò che ha di fronte, sfrutta tutta la superficie eliminando od inserendo i suoi paste-up, creando un opera nuova ed in perfetta simbiosi con il circondario. Il risultato finale è innanzitutto un forte stimolo visivo, l’interprete vuole farci osservare da un nuovo angolo, ci spinge a vedere ben oltre il cartellone, interagisce con gli spazi, li fà propri in una immersione architettonica e visiva forte e ridondante atta a sfruttare l’elemento pubblicitario per calamitare l’attenzione dello spettatore verso nuovi e più interessanti lidi, spingendo a farci osservare ciò che ci circonda. In secondo luogo l’artista va a riappropriarsi dei panorami, spariscono gli ostacoli dettati dagli stessi cartelloni che tornano attraverso il lavoro dell’interprete a legarsi con ciò che li circonda.
Per questa suo doppio lavoro Inglese, OX propone lo stesso concetto su due differenti luoghi, in entrambi i casi si tratta di due pannelli pubblicitari di piccole dimensioni, attraverso la propria visione ed utilizzando un effetto ottico minimale, l’artista va a simulare una pagina bianca incollata sulla superfice dei due piccoli cartelloni. L’idea che emerge è da una parte quella di voler annullare ancora una volta il senso pubblicitario della superfice, dall’altra dare libero sfogo alla fantasia dell’osservatore che può riempire lo spazio bianco come meglio preferisce ed attraverso dinamiche e visione prettamente soggettive.
In attesa di scoprire se questa serie avrà un seguito o meno, vi lasciamo alle immagini dei due lavori, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui su Gorgo per tutti gli aggiornamenti del caso, enjoy it.

Pics by The Artist