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Olek – New Mural for St+art Delhi 2015

Tra gli ospiti di questa nuova edizione del St+art Delhi, ritroviamo con piacere Olek, la grande artista Polacca ha infatti nei giorni scorsi, terminato di realizzare una nuova installazione andando a trasformare completamente l’aspetto di questa struttura.
Dopo 1010 (Covered) è un altro nome di spessore ad immergersi all’interno del tessuto sociale ed urbano indiano. Elemento portate di tutta l’esperienza del festival è infatti l’idea di scambio con la comunità, di immersione all’interno della cultura e delle tradizioni Indiane, con il fine ultimo di innescare profonde riflessioni su temi e situazioni di valore. Prima rassegna urbana, la kermesse si è fatta carico di tutta la scena locale andando da una parte ad offrire spazi pubblici agli artisti Indiani, dall’altra a imbastire uno scambio tra gli stessi ed autori internazionali, con quest’ultimi al lavoro all’interno del tessuto cittadino. La crescita che ne è conseguita, sia per il seguito, sia per l’interesse generato nella gente comune verso l’arte urbana, ha di fatto permesso uno sviluppo della scena artistica nazionale, troppo spesso legata ad una rappresentazione puramente cinematografica. Il valore dei progetti compiuti sta tutto nella volontà di far interagire ciascuno degli autori con la gente del posto offrendo loro l’opportunità di riflettere, attraverso le proprie opere, gli spunti ed i temi a carattere sociale che così tanto interessano l’India. Toccando in prima persona situazioni di difficoltà economica e sociale, la disparità dei sessi, ad esempio, gli autori invitati hanno saputo, attraverso i loro differenti stili ed approcci stilistici, riversare sugli spazi a disposizione tutte le riflessioni del caso.
La rassegna è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro di Olek. L’autrice è ben famosa per i suoi lavori ad uncinetto con i quali va a cambiare completamente l’aspetto di superfici, oggetti ed architetture urbane. Lavorando con tonalità particolarmente accese e soprattutto raccogliendo gli stimoli dei luoghi di lavoro, l’artista va ad immergersi qui completamente all’interno della cultura Indiana.
L’opera è anzitutto sviluppata con l’aiuto di altre donne, una scelta questa che ha messo insieme un background socio-economico eterogeneo ed ha visto coinvolte, le donne del Centro Rifugiati Afghani, volontarie, casalinghe e studentesse, tutte insieme al lavoro per la realizzazione della fitta rete di maglie iper colorate.
Dal titolo “You must believe that you have received”, l’intervento di Olek mira a porre l’attenzione sui rifugi temporanei notturni, presenti in tutta la città di Nuova Delhi, ma soprattutto rappresenta una precisa presa di posizione circa i diritti e l’emancipazione della donna, tema piuttosto caldo e rilevante in India.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella e ricca serie di scatti con tutte le fasi del making of, l’installazione dell’opera e l’eccellente risultato finale, scrollate giù e dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Pranav Mehta

Olek – New Mural for St+art Delhi 2015

Tra gli ospiti di questa nuova edizione del St+art Delhi, ritroviamo con piacere Olek, la grande artista Polacca ha infatti nei giorni scorsi, terminato di realizzare una nuova installazione andando a trasformare completamente l’aspetto di questa struttura.
Dopo 1010 (Covered) è un altro nome di spessore ad immergersi all’interno del tessuto sociale ed urbano indiano. Elemento portate di tutta l’esperienza del festival è infatti l’idea di scambio con la comunità, di immersione all’interno della cultura e delle tradizioni Indiane, con il fine ultimo di innescare profonde riflessioni su temi e situazioni di valore. Prima rassegna urbana, la kermesse si è fatta carico di tutta la scena locale andando da una parte ad offrire spazi pubblici agli artisti Indiani, dall’altra a imbastire uno scambio tra gli stessi ed autori internazionali, con quest’ultimi al lavoro all’interno del tessuto cittadino. La crescita che ne è conseguita, sia per il seguito, sia per l’interesse generato nella gente comune verso l’arte urbana, ha di fatto permesso uno sviluppo della scena artistica nazionale, troppo spesso legata ad una rappresentazione puramente cinematografica. Il valore dei progetti compiuti sta tutto nella volontà di far interagire ciascuno degli autori con la gente del posto offrendo loro l’opportunità di riflettere, attraverso le proprie opere, gli spunti ed i temi a carattere sociale che così tanto interessano l’India. Toccando in prima persona situazioni di difficoltà economica e sociale, la disparità dei sessi, ad esempio, gli autori invitati hanno saputo, attraverso i loro differenti stili ed approcci stilistici, riversare sugli spazi a disposizione tutte le riflessioni del caso.
La rassegna è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro di Olek. L’autrice è ben famosa per i suoi lavori ad uncinetto con i quali va a cambiare completamente l’aspetto di superfici, oggetti ed architetture urbane. Lavorando con tonalità particolarmente accese e soprattutto raccogliendo gli stimoli dei luoghi di lavoro, l’artista va ad immergersi qui completamente all’interno della cultura Indiana.
L’opera è anzitutto sviluppata con l’aiuto di altre donne, una scelta questa che ha messo insieme un background socio-economico eterogeneo ed ha visto coinvolte, le donne del Centro Rifugiati Afghani, volontarie, casalinghe e studentesse, tutte insieme al lavoro per la realizzazione della fitta rete di maglie iper colorate.
Dal titolo “You must believe that you have received”, l’intervento di Olek mira a porre l’attenzione sui rifugi temporanei notturni, presenti in tutta la città di Nuova Delhi, ma soprattutto rappresenta una precisa presa di posizione circa i diritti e l’emancipazione della donna, tema piuttosto caldo e rilevante in India.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo potete trovare una bella e ricca serie di scatti con tutte le fasi del making of, l’installazione dell’opera e l’eccellente risultato finale, scrollate giù e dateci un occhiata siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Pranav Mehta