GORGO

Il murale di Nicola Alessandrini a Barbiano di Cotignola

Per la rassegna “Dal Museo al Paesaggio” Nicola Alessandrini ha realizzato un nuovo murale a Barbiano, una frazione del comune di Cotignola in provincia di Ravenna.

L’opera è una personale rappresentazione e reinterpretazione di Alberico da Barbiano, capitano di ventura vissuto nella seconda metà del 1300 e famoso per la sua crudeltà e violenza. Il suo motto, attribuitogli dal Papa Urbano VI per aver combattuto e sconfitto le truppe bretoni dell’antipapa Clemente XII di Avignone, era “LI IT AB EXT” (Italia dagli stranieri liberata) una sigla successivamente ripresa nella propaganda mitologica fascista e che proprio ad Alberico dedicò una nave-incrociatore.

Partendo da questi spunti Nicola Alessandrini ricontestualizza la poetica del personaggio in una nuova pittura che prende vita sugli spazi di una casa abitata da richiedenti asilo e rifugiati. Visto il periodo di forte tensione sociale e culturale, con sentimenti nazionalistici, retorica fascista e razzista in costante ascesa, l’artista sceglie di decostruirne il mito svuotando e ridicolizzando la sua figura e quella di chi mitizza l’approccio violento e irrazionale ai problemi e contrasti tipici di questo periodo storico.

Alla base della pittura la volontà di sottolineare e inibire quella dialettica contemporanea che paragona i migranti ad un esercito invasore, che parla di un oscuro progetto di sostituzione etnica e che prosegue nell’arroccarsi nella strenua difesa di una cultura ‘messa in pericolo’ da naturali processi di meticciato culturale.
A tutto ciò Nicola Alessandrini risponde con una figura grassoccia, che gioca a fare la guerra con un elmo di cartone – realizzato sulla falsa riga di quello storicamente indossato dal capitano di ventura – in sella ad un cavallo di legno. L’artista ribalta anche il suo motto che diviene qui “Stranieri dall’Italia liberati” intendendo una liberazione dall’idea che abbiamo noi di loro, una liberazione dalla paura e dalla non conoscenza dell’altro e infine da una situazione stagnante dove senza alcun documento queste persone vivono una non-vita senza poter lavorare, senza potersi muovere liberamente, senza potersi creare i presupposti per una felicità sommo diritto di ogni essere vivente.

Photo Credit: Daniele Casadio

Il murale di Nicola Alessandrini a Barbiano di Cotignola

Per la rassegna “Dal Museo al Paesaggio” Nicola Alessandrini ha realizzato un nuovo murale a Barbiano, una frazione del comune di Cotignola in provincia di Ravenna.

L’opera è una personale rappresentazione e reinterpretazione di Alberico da Barbiano, capitano di ventura vissuto nella seconda metà del 1300 e famoso per la sua crudeltà e violenza. Il suo motto, attribuitogli dal Papa Urbano VI per aver combattuto e sconfitto le truppe bretoni dell’antipapa Clemente XII di Avignone, era “LI IT AB EXT” (Italia dagli stranieri liberata) una sigla successivamente ripresa nella propaganda mitologica fascista e che proprio ad Alberico dedicò una nave-incrociatore.

Partendo da questi spunti Nicola Alessandrini ricontestualizza la poetica del personaggio in una nuova pittura che prende vita sugli spazi di una casa abitata da richiedenti asilo e rifugiati. Visto il periodo di forte tensione sociale e culturale, con sentimenti nazionalistici, retorica fascista e razzista in costante ascesa, l’artista sceglie di decostruirne il mito svuotando e ridicolizzando la sua figura e quella di chi mitizza l’approccio violento e irrazionale ai problemi e contrasti tipici di questo periodo storico.

Alla base della pittura la volontà di sottolineare e inibire quella dialettica contemporanea che paragona i migranti ad un esercito invasore, che parla di un oscuro progetto di sostituzione etnica e che prosegue nell’arroccarsi nella strenua difesa di una cultura ‘messa in pericolo’ da naturali processi di meticciato culturale.
A tutto ciò Nicola Alessandrini risponde con una figura grassoccia, che gioca a fare la guerra con un elmo di cartone – realizzato sulla falsa riga di quello storicamente indossato dal capitano di ventura – in sella ad un cavallo di legno. L’artista ribalta anche il suo motto che diviene qui “Stranieri dall’Italia liberati” intendendo una liberazione dall’idea che abbiamo noi di loro, una liberazione dalla paura e dalla non conoscenza dell’altro e infine da una situazione stagnante dove senza alcun documento queste persone vivono una non-vita senza poter lavorare, senza potersi muovere liberamente, senza potersi creare i presupposti per una felicità sommo diritto di ogni essere vivente.

Photo Credit: Daniele Casadio