GORGO

Nicola Alessandrini “Della mia Carne” at Portanova12 (Recap)

Aperta lo scorso 18 di Gennaio andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Della Mia Carne” ultimo show di Nicola Alessandrini all’interno degli spazi della galleria Portanova12 di Bologna.
E’ l’opportunità per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario di Nicola Alessandrini attraverso un esibizione, capace di tratteggiare con cura e profondità quelli che sono gli stimoli principale del percorso creativo dell’autore Italiano.
L’essere umano, è l’indubbio protagonista nelle opere dell’artista, ancora di più i corpi e le viscere rappresentano l’ideale propellente visivo per rafforzare e portare avanti la personale riflessione sull’uomo moderno. La violenza visiva, un approccio a tratti rabbioso, catalizzano le opere dell’interprete, ne sviluppano, tratteggiandone la figura dell’essere umano, incarnando uno spirito pessimistico e tetro, mettendo chi osserva a confronto con immagini difficili, crude e dure, offrendo quindi l’opportunità di un analisi personale ed interiore si ciascuno di noi. L’autore raccogliere l’eredità dei giorni nostri, delle difficoltà quotidiane, svuota la figura dell’essere umano, finché non rimane null’altro che la carne, limite intrinseco dell’uomo ed al tempo stesso sua stessa condizione di esistenza. “Della mia Carne”, titolo estrapolato dal libro della Genesi, sviluppa il cardine stesso del processo creativo dell’artista, analizzando il passaggio della materia, il corpo, e la sua successiva trasformazione scaturita da tutti quegli agenti, quelle situazioni e quella intrinseca condizione malinconica che così fortemente sta segnando i giorni nostri. Nicola Alessandrini propone quindi una visione dell’uomo decisamente oscura, scegliendo di miscelare componenti differenti, elementi organici e parti eterogenee che si fondono generando nuovi individui, nuovi involucri pronti a contenere gli istinti e gli stimoli bestiali.
La decadenza dell’uomo moderno viene quindi commisurata alla sua capace di auto consumarsi, il corpo da mero contenitore di stimoli, emozioni e sensazioni, diviene specchio diretto di tutto ciò che siamo, ideale e, finalmente trasparente, finestra sull’oblio e sulla violenza che ci portiamo dentro, sulla rabbia, sull’odio, sulla solitudine. Si tratta, approfondendo, di un fermo immagine duro, violento, un pugno allo stomaco dal quale si fa largo un pensiero. L’autore ci mostra queste entità come simbolo di tutte quelle sensazioni, delle emozioni e delle condizione, che stanno interessando questo particolare momento storico.
Un punto fermo che attraverso la miscela di corpi adulti, bambini, animali ed elementi naturali, scandisce il progredire di una evoluzione inceppata, di un processo di maturazione che ha deviato il proprio cammino. Il risultato sono immagini forti, malinconiche, a tratti scomode ed in grado di trapassare la carne mostrandoci finalmente il nostro vero ed unico aspetto.
L’allestimento presentato da Nicola Alessandrini si fa quindi carico delle personali riflessioni dell’autore, portando in dote un show intenso e carico di stimoli. L’artista per questa sua esibizione propone circa una ventina di disegni originali, cinque opere di grande formato da un metro e mezzo x 2 metri a due metri e mezzo per 2 metri, alcune serigrafie a 5 colori stampate con Strane Dizioni, ed infine una installazione ambientale.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima esibizione, dateci un occhiata e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 8 di Febbraio per andare a darci un occhiata di persona.

Thanks to The Artist for The Pics

Nicola Alessandrini “Della mia Carne” at Portanova12 (Recap)

Aperta lo scorso 18 di Gennaio andiamo con piacere a dare un occhiata approfondita a “Della Mia Carne” ultimo show di Nicola Alessandrini all’interno degli spazi della galleria Portanova12 di Bologna.
E’ l’opportunità per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario di Nicola Alessandrini attraverso un esibizione, capace di tratteggiare con cura e profondità quelli che sono gli stimoli principale del percorso creativo dell’autore Italiano.
L’essere umano, è l’indubbio protagonista nelle opere dell’artista, ancora di più i corpi e le viscere rappresentano l’ideale propellente visivo per rafforzare e portare avanti la personale riflessione sull’uomo moderno. La violenza visiva, un approccio a tratti rabbioso, catalizzano le opere dell’interprete, ne sviluppano, tratteggiandone la figura dell’essere umano, incarnando uno spirito pessimistico e tetro, mettendo chi osserva a confronto con immagini difficili, crude e dure, offrendo quindi l’opportunità di un analisi personale ed interiore si ciascuno di noi. L’autore raccogliere l’eredità dei giorni nostri, delle difficoltà quotidiane, svuota la figura dell’essere umano, finché non rimane null’altro che la carne, limite intrinseco dell’uomo ed al tempo stesso sua stessa condizione di esistenza. “Della mia Carne”, titolo estrapolato dal libro della Genesi, sviluppa il cardine stesso del processo creativo dell’artista, analizzando il passaggio della materia, il corpo, e la sua successiva trasformazione scaturita da tutti quegli agenti, quelle situazioni e quella intrinseca condizione malinconica che così fortemente sta segnando i giorni nostri. Nicola Alessandrini propone quindi una visione dell’uomo decisamente oscura, scegliendo di miscelare componenti differenti, elementi organici e parti eterogenee che si fondono generando nuovi individui, nuovi involucri pronti a contenere gli istinti e gli stimoli bestiali.
La decadenza dell’uomo moderno viene quindi commisurata alla sua capace di auto consumarsi, il corpo da mero contenitore di stimoli, emozioni e sensazioni, diviene specchio diretto di tutto ciò che siamo, ideale e, finalmente trasparente, finestra sull’oblio e sulla violenza che ci portiamo dentro, sulla rabbia, sull’odio, sulla solitudine. Si tratta, approfondendo, di un fermo immagine duro, violento, un pugno allo stomaco dal quale si fa largo un pensiero. L’autore ci mostra queste entità come simbolo di tutte quelle sensazioni, delle emozioni e delle condizione, che stanno interessando questo particolare momento storico.
Un punto fermo che attraverso la miscela di corpi adulti, bambini, animali ed elementi naturali, scandisce il progredire di una evoluzione inceppata, di un processo di maturazione che ha deviato il proprio cammino. Il risultato sono immagini forti, malinconiche, a tratti scomode ed in grado di trapassare la carne mostrandoci finalmente il nostro vero ed unico aspetto.
L’allestimento presentato da Nicola Alessandrini si fa quindi carico delle personali riflessioni dell’autore, portando in dote un show intenso e carico di stimoli. L’artista per questa sua esibizione propone circa una ventina di disegni originali, cinque opere di grande formato da un metro e mezzo x 2 metri a due metri e mezzo per 2 metri, alcune serigrafie a 5 colori stampate con Strane Dizioni, ed infine una installazione ambientale.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima esibizione, dateci un occhiata e se vi trovate in zona ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 8 di Febbraio per andare a darci un occhiata di persona.

Thanks to The Artist for The Pics