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Neve – New Mural in Spino d’Adda

A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Neve, l’artista italiano nei giorni scorsi si è spostato a Spino d’Adda in provincia di Cremona, dove ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa opera.
È l’occasione per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario che contraddistingue le produzioni dell’artista. Un approccio il suo, figlio della volontà di proporre un pittura altamente realistica ed in grado di imporsi come impressionante proseguo dell’arte più accademica, proiettata però su parete ed all’interno di un contesto urbano. Sta proprio qui, il punto focale delle produzioni firmate da Neve, la volontà dell’interprete di proporre un punto di incontro tra due emisferi di fatto lontanissimi, raccogliendo la personale fascinazione per l’estetica più ‘classica’, imprimendola però all’interno di un contesto completamente inedito e differente.
Partito come writer, l’autore ha scelto di abbandonare il personale studio della lettera per concentrarsi piuttosto verso una figurazione estrema, quanto mai capace di attecchire con il reale, e di convivere con esso sulle superfici delle pareti a disposizione. Il risultato finale di questo processo porta l’interprete a sviluppare opere intense, capaci quanto mai di impattare lo sguardo di chi osserva. Al tempo stesso il valore tematico delle produzioni è garantito dalla volontà dell’autore di sviluppare uno stimolo, un messaggio, una riflessione. L’essere umano diviene protagonista indiscusso delle evocazioni dell’interprete, la quotidianità, passando per le opere di rielaborazione storica e classica ricontestualizzate nel periodo attuale, divengono principali stimoli di una pittura quanto mai emotiva. Le immagini scuotono, si insinuano all’interno del nostro spettro emotivo, producendo esplosioni percettive e sensibilità differenti, sono corpi ‘vivi’ capaci di connettersi a chi osserva attraverso un percorso sensibile, fitto ed intenso.
Quest’ultima fatica, realizzata per l’evento Senza Limiti che ha visto una decina di artisti lavorare sul cavalcavia della nuova autostrada, raccoglie alla perfezioni il valore delle produzioni di Neve. L’autore dà forma e sostanza a due figure classiche, Pandora ed Atlante. La donna è vestita di un abito rosso, simbolo delle speranza che le rimane, accentuata dalla parola scritta sul colletto che riporta l’equivalente Greco. Atlante invece viene raffigurato in tutta la sua forza, intento a sostenere il mondo intero. Realizzate attraverso il consueto approccio stilistico, le due figure, ispirate ai miti classici innescano una sottile ed aspra riflessione. Osservando l’opera vediamo infatti la donna offrire all’uomo una moneta d’oro, recante il simbolo degli illuminati, l’uomo per raccoglierla, abbandona la terra che inevitabilmente è destinata quindi a precipitare. A concludere questa nuova riflessione la costellazione di Ofiuco, il serpente, simbolo di tutti i mali del mondo che la stessa Pandora ha liberato dal suo vaso.
Si tratta quindi di una riflessione sull’ordine mondiale, ma ancora più mestamente l’artista riflettere sul valore del denaro nella società attuale, con l’uomo sempre più corrotto e corruttibile, in quella che diviene una analogia assolutamente chiara e dai risvolti drammatici.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Thanks to The Artist for The Pics

Neve – New Mural in Spino d’Adda

A distanza di parecchio tempo torniamo ad approfondire il lavoro di Neve, l’artista italiano nei giorni scorsi si è spostato a Spino d’Adda in provincia di Cremona, dove ha da poco terminato di realizzare questa nuova ed intensa opera.
È l’occasione per tornare ad immergerci all’interno del particolare immaginario che contraddistingue le produzioni dell’artista. Un approccio il suo, figlio della volontà di proporre un pittura altamente realistica ed in grado di imporsi come impressionante proseguo dell’arte più accademica, proiettata però su parete ed all’interno di un contesto urbano. Sta proprio qui, il punto focale delle produzioni firmate da Neve, la volontà dell’interprete di proporre un punto di incontro tra due emisferi di fatto lontanissimi, raccogliendo la personale fascinazione per l’estetica più ‘classica’, imprimendola però all’interno di un contesto completamente inedito e differente.
Partito come writer, l’autore ha scelto di abbandonare il personale studio della lettera per concentrarsi piuttosto verso una figurazione estrema, quanto mai capace di attecchire con il reale, e di convivere con esso sulle superfici delle pareti a disposizione. Il risultato finale di questo processo porta l’interprete a sviluppare opere intense, capaci quanto mai di impattare lo sguardo di chi osserva. Al tempo stesso il valore tematico delle produzioni è garantito dalla volontà dell’autore di sviluppare uno stimolo, un messaggio, una riflessione. L’essere umano diviene protagonista indiscusso delle evocazioni dell’interprete, la quotidianità, passando per le opere di rielaborazione storica e classica ricontestualizzate nel periodo attuale, divengono principali stimoli di una pittura quanto mai emotiva. Le immagini scuotono, si insinuano all’interno del nostro spettro emotivo, producendo esplosioni percettive e sensibilità differenti, sono corpi ‘vivi’ capaci di connettersi a chi osserva attraverso un percorso sensibile, fitto ed intenso.
Quest’ultima fatica, realizzata per l’evento Senza Limiti che ha visto una decina di artisti lavorare sul cavalcavia della nuova autostrada, raccoglie alla perfezioni il valore delle produzioni di Neve. L’autore dà forma e sostanza a due figure classiche, Pandora ed Atlante. La donna è vestita di un abito rosso, simbolo delle speranza che le rimane, accentuata dalla parola scritta sul colletto che riporta l’equivalente Greco. Atlante invece viene raffigurato in tutta la sua forza, intento a sostenere il mondo intero. Realizzate attraverso il consueto approccio stilistico, le due figure, ispirate ai miti classici innescano una sottile ed aspra riflessione. Osservando l’opera vediamo infatti la donna offrire all’uomo una moneta d’oro, recante il simbolo degli illuminati, l’uomo per raccoglierla, abbandona la terra che inevitabilmente è destinata quindi a precipitare. A concludere questa nuova riflessione la costellazione di Ofiuco, il serpente, simbolo di tutti i mali del mondo che la stessa Pandora ha liberato dal suo vaso.
Si tratta quindi di una riflessione sull’ordine mondiale, ma ancora più mestamente l’artista riflettere sul valore del denaro nella società attuale, con l’uomo sempre più corrotto e corruttibile, in quella che diviene una analogia assolutamente chiara e dai risvolti drammatici.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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