GORGO

MP5 – “Of Changes” at Wunderkammern Gallery (Recap)

Il bianco ed il nero, ed in particolare il loro accostamento, travalica l’idea di due semplici colori che, posti all’unisono, semplicemente funzionano. Si tratta di un concetto maggiormente evocativo, per certi versi spirituale, che raccoglie l’eredità di un binomio che da sempre e quotidianamente scandisce la nostra esistenza.
Capace di riversarsi in differenti ambiti, non solo artistici, questo sodalizio tonale è stato spesso tradotto attraverso un significato di opposizione e imprescindibilità uno dall’altro.
Nella cultura orientale in particolare, il bianco ed il nero vengono utilizzati per spiegare visivamente una delle filosofie più importanti d’oriente, raccolta poi sia dal Taoismo che dal Confucianesimo, quella dello Yin e Yang.
Il bianco nella sua purezza, nell’immaginario collettivo ha sempre avuto il ruolo positivo, la luce, il bene. D’altro canto al nero è toccata la sorte inversa, con il buio, e tutte quelle emozioni cupe e tristi, tradotte spesso con questo colore. Si tratta quindi di opposti, ma che al tempo stesso hanno un origine reciproca uno nell’altro, sono interdipendenti, laddove l’uno non può esistere senza la presenza dell’altro.

Non stupisce affatto la scelta di MP5 di lavorare unicamente attraverso il bianco ed il nero. Per i temi affrontati dall’interprete, reputo fondamentale l’utilizzo di un approccio estetico non esuberante, quasi ipnotico, e quanto mai capace di tenere lo spettatore concentrato su ciò che sta osservando, ed in secondo luogo, sul tipo di tema trattato.
Il forte senso di equilibrio visivo che questi due colori riescono a sviluppare, rende le opere dell’autrice Italiana, terreno fertile per incisive riflessioni interpersonali. Non c’è una distrazione, il tratto stesso è diretto, forte, pulito, capace di dare forma e sostanza alle iconiche silhouette antropomorfe che contraddistinguono il suo lavoro. C’è quindi una personale rappresentazione dell’essere umano alla base dell’operato dell’artista, sviluppata attraverso due entità cromatiche, ed incentivata dalla volontà di trattare ed approfondire tematiche di spessore.

Come spesso accade, sono le esperienze e gli studi personali ad influenzare il lavoro di un artista. Il fascino dell’underground e della controcultura, l’appoggio ai movimenti femministi e queer, gli studi di scenografia, il lavoro con il teatro sperimentale, tutti elementi e spunti che inevitabilmente hanno influenzato ciò che ad oggi sono l’estetica e le tematiche care ad MP5. Un calderone di esperienze e vissuti, che si innescano attraverso differenti identità artistiche che l’interprete, ha saputo mantenere ed esplorare nel corso degli anni.
Sono però probabilmente il mondo del fumetto e dell’illustrazione ad aver plasmato fortemente e maggiormente la particolare direzione estetica dell’autrice. Un influenza questa che si è sviluppata attraverso una personale interpretazione estetica della realtà, del quotidiano, del corpo umano e di ciò che ne smuove le emozioni. L’interprete guarda al mondo attraverso un filtro cromatico, il bianco ed il nero sono gli unici interlocutori estetici attraverso i quali risvegliare sentimenti, emozioni e spunti eterogenei. Il colore, quando presente, viene utilizzato per porre l’accento, per sottolineare ed incentivare un determinato elemento, parte dell’opera e probabile chiave di volta per comprenderne al meglio il significato.

La dimensione estetica e tonale dell’universo pittorico di MP5, rappresenta quindi il naturale risultato di ciò che la stessa sceglie di approfondire. Il bianco diviene base e background all’interno della quale far muovere le linee nere dei corpi. L’intreccio dei volti e degli sguardi fermi raffigurati, funziona, nella sua primordiale alchimia cromatica, affrontando l’uomo nelle sue recondite viscere, nei suoi istinti e passioni.
La narrativa dell’autrice, coglie aspetti critici, sociali, politici ed interpersonali. Si tratta di una rappresentazione personale della realtà. Un alterazione, o meglio sintesi estrema, in cui l’unico elemento di contatto diviene il corpo umano.
Nella sua capacità di trasmettere sensazioni, stati d’animo ed emozioni differenti, il corpo diviene specchio delle riflessioni di MP5. Non c’è una riproduzione fedele dei lineamenti del volto, anzi l’impressione è quella di una ricercata massificazione nelle caratteristiche facciali dei personaggi. Sono piuttosto le pose, le azioni suggerite e gli elementi che le accompagnano, a comporre i pensieri e gli spunti a cui l’artista vuole riferirsi.
Chi osserva quindi viene investito da codici fisici che ben conosce, laddove la spersonificazione dei volti, riesce a sviluppare un coinvolgimento maggiore, ponendo lo spettatore in una dimensione di immedesimazione costante. Il coinvolgimento, e la conseguente riflessione interpersonale sui temi trattati, appaiono quindi come una diretta conseguenza.

MP5 in questi anni ha saputo innescare ed approfondire temi e spunti differenti, siamo particolarmente legati all’opera realizzata per CHEAP Festival (Covered). Dopo mesi di silenzio, interrotti unicamente dall’opera che ha inaugurato il progetto Le M.U.R. a Saint Etienne (Covered), ed a distanza di anno circa dall’ultima esibizione “DOG“, l’autrice torna in uno spazio chiuso presentando “Of Changes”.

L’esibizione, aperta lo scorso 20 di Febbraio all’interno della sede romana della Wunderkammern Gallery, segna un nuovo ed importante step per l’autrice Italiana.
Lo show anzitutto raccoglie le differenti anime creative di MP5 proponendo un allestimento, un intervento esterno nel quartiere di Torpignattara a Roma, una performance audio-video, durante l’evento di apertura, ed infine la pubblicazione di un nuovo libro.
Come il titolo dello stesso show suggerisce, l’esibizione apre ad un cambiamento sostanziale nel modo in cui l’interprete percepisce la realtà che la circonda. L’artista parte da una nuova riflessione per raccogliere al meglio l’eredità dei tempi moderni, legandosi al passato ed all’oriente, per meglio comprendere quelle che sono le differenti crisi e fragilità che così tanto stanno investendo il mondo occidentale.
MP5 abbraccia appieno i concetti di casualità e caos, facendoli propri, ribaltandone il senso prettamente occidentale, per coglierne piuttosto gli spunti filosofici derivati dalla cultura orientale.
Come lo psicoanalista e teorico Jung sosteneva, la scienza occidentale si basa su un concetto di casualità come verità assiomatica, tutto ha una precisa spiegazione in base alle leggi della natura. D’altro canto la filosofia orientale rivolge il proprio interesse ad una miscela di singole e differenti componenti, laddove sia la casualità che le eccezioni vengono prese in considerazione e risultano parte integrante.
Questa particolare divergenza è sostenuta dal Libro dei Mutamenti, conosciuto come I-Ching. Si tratta di uno dei pilastri della cultura orientale, uno dei più antichi testi cinesi, usato come metodo di divinazione e base per la filosofia legata al caos. In particolare l’importante libro rappresenta tutti i possibili stati di cambiamento del cosmo e della vita umana.
Lo stesso Jung, nei suoi studi sull’I-Ching, si proponeva di trovare un modo per definire tutti quegli aspetti legati all’inconscio, non prettamente legati quindi alla propria e personale esperienza di vita. Jung giunge all’idea di quanto piuttosto, essendo collegate e comuni all’intera umanità, certe percezioni ed emozioni viscerali, accomunano ciascuno di noi.

In questa sua nuova indagine MP5 coglie proprie gli spunti di Jung e del Libro dei Mutamenti per dare vita ad un personale interpretazione della realtà. Attraverso un allestimento caratterizzato da una inedita serie di opere su legno e su carta, l’autrice pone in essere una riflessione sulla crisi individuale e personale dell’essere umano che, inevitabilmente, si riflette in modo collettivo.
Partendo proprio dall’idea di stati percettivi ed emotivi comuni, legati al subconscio, l’autrice alimenta la propria riflessione sul mondo occidentale, attraverso immagini particolarmente introspettive e capaci di cogliere differenti aspetti interpersonali che giungono come lettura dei tempi moderni.
Il risultato sono una serie di opere dai significati differenti, decisamente più intime, capaci di scuotere e produrre una propria e personale lettura di se stessi, raccontando frammenti di vita emotiva, sciogliendo nodi psicologici.

Quello che emerge è quindi un viaggio interpersonale, MP5 ci porta per mano all’interno del nostro subconscio, toccandone le corde più emotive, le profondità viscerali che teniamo celate perfino a noi stessi. Pone dubbi e quesiti, tra bianco e nero risoluti, puliti ed efficaci, esattamente come la sua pittura.

Fino al 24 Marzo 2016

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni, 124
00176 Roma, Italy

Pics by TheBlindEyeFactory


MP5 – “Of Changes” at Wunderkammern Gallery (Recap)

Il bianco ed il nero, ed in particolare il loro accostamento, travalica l’idea di due semplici colori che, posti all’unisono, semplicemente funzionano. Si tratta di un concetto maggiormente evocativo, per certi versi spirituale, che raccoglie l’eredità di un binomio che da sempre e quotidianamente scandisce la nostra esistenza.
Capace di riversarsi in differenti ambiti, non solo artistici, questo sodalizio tonale è stato spesso tradotto attraverso un significato di opposizione e imprescindibilità uno dall’altro.
Nella cultura orientale in particolare, il bianco ed il nero vengono utilizzati per spiegare visivamente una delle filosofie più importanti d’oriente, raccolta poi sia dal Taoismo che dal Confucianesimo, quella dello Yin e Yang.
Il bianco nella sua purezza, nell’immaginario collettivo ha sempre avuto il ruolo positivo, la luce, il bene. D’altro canto al nero è toccata la sorte inversa, con il buio, e tutte quelle emozioni cupe e tristi, tradotte spesso con questo colore. Si tratta quindi di opposti, ma che al tempo stesso hanno un origine reciproca uno nell’altro, sono interdipendenti, laddove l’uno non può esistere senza la presenza dell’altro.

Non stupisce affatto la scelta di MP5 di lavorare unicamente attraverso il bianco ed il nero. Per i temi affrontati dall’interprete, reputo fondamentale l’utilizzo di un approccio estetico non esuberante, quasi ipnotico, e quanto mai capace di tenere lo spettatore concentrato su ciò che sta osservando, ed in secondo luogo, sul tipo di tema trattato.
Il forte senso di equilibrio visivo che questi due colori riescono a sviluppare, rende le opere dell’autrice Italiana, terreno fertile per incisive riflessioni interpersonali. Non c’è una distrazione, il tratto stesso è diretto, forte, pulito, capace di dare forma e sostanza alle iconiche silhouette antropomorfe che contraddistinguono il suo lavoro. C’è quindi una personale rappresentazione dell’essere umano alla base dell’operato dell’artista, sviluppata attraverso due entità cromatiche, ed incentivata dalla volontà di trattare ed approfondire tematiche di spessore.

Come spesso accade, sono le esperienze e gli studi personali ad influenzare il lavoro di un artista. Il fascino dell’underground e della controcultura, l’appoggio ai movimenti femministi e queer, gli studi di scenografia, il lavoro con il teatro sperimentale, tutti elementi e spunti che inevitabilmente hanno influenzato ciò che ad oggi sono l’estetica e le tematiche care ad MP5. Un calderone di esperienze e vissuti, che si innescano attraverso differenti identità artistiche che l’interprete, ha saputo mantenere ed esplorare nel corso degli anni.
Sono però probabilmente il mondo del fumetto e dell’illustrazione ad aver plasmato fortemente e maggiormente la particolare direzione estetica dell’autrice. Un influenza questa che si è sviluppata attraverso una personale interpretazione estetica della realtà, del quotidiano, del corpo umano e di ciò che ne smuove le emozioni. L’interprete guarda al mondo attraverso un filtro cromatico, il bianco ed il nero sono gli unici interlocutori estetici attraverso i quali risvegliare sentimenti, emozioni e spunti eterogenei. Il colore, quando presente, viene utilizzato per porre l’accento, per sottolineare ed incentivare un determinato elemento, parte dell’opera e probabile chiave di volta per comprenderne al meglio il significato.

La dimensione estetica e tonale dell’universo pittorico di MP5, rappresenta quindi il naturale risultato di ciò che la stessa sceglie di approfondire. Il bianco diviene base e background all’interno della quale far muovere le linee nere dei corpi. L’intreccio dei volti e degli sguardi fermi raffigurati, funziona, nella sua primordiale alchimia cromatica, affrontando l’uomo nelle sue recondite viscere, nei suoi istinti e passioni.
La narrativa dell’autrice, coglie aspetti critici, sociali, politici ed interpersonali. Si tratta di una rappresentazione personale della realtà. Un alterazione, o meglio sintesi estrema, in cui l’unico elemento di contatto diviene il corpo umano.
Nella sua capacità di trasmettere sensazioni, stati d’animo ed emozioni differenti, il corpo diviene specchio delle riflessioni di MP5. Non c’è una riproduzione fedele dei lineamenti del volto, anzi l’impressione è quella di una ricercata massificazione nelle caratteristiche facciali dei personaggi. Sono piuttosto le pose, le azioni suggerite e gli elementi che le accompagnano, a comporre i pensieri e gli spunti a cui l’artista vuole riferirsi.
Chi osserva quindi viene investito da codici fisici che ben conosce, laddove la spersonificazione dei volti, riesce a sviluppare un coinvolgimento maggiore, ponendo lo spettatore in una dimensione di immedesimazione costante. Il coinvolgimento, e la conseguente riflessione interpersonale sui temi trattati, appaiono quindi come una diretta conseguenza.

MP5 in questi anni ha saputo innescare ed approfondire temi e spunti differenti, siamo particolarmente legati all’opera realizzata per CHEAP Festival (Covered). Dopo mesi di silenzio, interrotti unicamente dall’opera che ha inaugurato il progetto Le M.U.R. a Saint Etienne (Covered), ed a distanza di anno circa dall’ultima esibizione “DOG“, l’autrice torna in uno spazio chiuso presentando “Of Changes”.

L’esibizione, aperta lo scorso 20 di Febbraio all’interno della sede romana della Wunderkammern Gallery, segna un nuovo ed importante step per l’autrice Italiana.
Lo show anzitutto raccoglie le differenti anime creative di MP5 proponendo un allestimento, un intervento esterno nel quartiere di Torpignattara a Roma, una performance audio-video, durante l’evento di apertura, ed infine la pubblicazione di un nuovo libro.
Come il titolo dello stesso show suggerisce, l’esibizione apre ad un cambiamento sostanziale nel modo in cui l’interprete percepisce la realtà che la circonda. L’artista parte da una nuova riflessione per raccogliere al meglio l’eredità dei tempi moderni, legandosi al passato ed all’oriente, per meglio comprendere quelle che sono le differenti crisi e fragilità che così tanto stanno investendo il mondo occidentale.
MP5 abbraccia appieno i concetti di casualità e caos, facendoli propri, ribaltandone il senso prettamente occidentale, per coglierne piuttosto gli spunti filosofici derivati dalla cultura orientale.
Come lo psicoanalista e teorico Jung sosteneva, la scienza occidentale si basa su un concetto di casualità come verità assiomatica, tutto ha una precisa spiegazione in base alle leggi della natura. D’altro canto la filosofia orientale rivolge il proprio interesse ad una miscela di singole e differenti componenti, laddove sia la casualità che le eccezioni vengono prese in considerazione e risultano parte integrante.
Questa particolare divergenza è sostenuta dal Libro dei Mutamenti, conosciuto come I-Ching. Si tratta di uno dei pilastri della cultura orientale, uno dei più antichi testi cinesi, usato come metodo di divinazione e base per la filosofia legata al caos. In particolare l’importante libro rappresenta tutti i possibili stati di cambiamento del cosmo e della vita umana.
Lo stesso Jung, nei suoi studi sull’I-Ching, si proponeva di trovare un modo per definire tutti quegli aspetti legati all’inconscio, non prettamente legati quindi alla propria e personale esperienza di vita. Jung giunge all’idea di quanto piuttosto, essendo collegate e comuni all’intera umanità, certe percezioni ed emozioni viscerali, accomunano ciascuno di noi.

In questa sua nuova indagine MP5 coglie proprie gli spunti di Jung e del Libro dei Mutamenti per dare vita ad un personale interpretazione della realtà. Attraverso un allestimento caratterizzato da una inedita serie di opere su legno e su carta, l’autrice pone in essere una riflessione sulla crisi individuale e personale dell’essere umano che, inevitabilmente, si riflette in modo collettivo.
Partendo proprio dall’idea di stati percettivi ed emotivi comuni, legati al subconscio, l’autrice alimenta la propria riflessione sul mondo occidentale, attraverso immagini particolarmente introspettive e capaci di cogliere differenti aspetti interpersonali che giungono come lettura dei tempi moderni.
Il risultato sono una serie di opere dai significati differenti, decisamente più intime, capaci di scuotere e produrre una propria e personale lettura di se stessi, raccontando frammenti di vita emotiva, sciogliendo nodi psicologici.

Quello che emerge è quindi un viaggio interpersonale, MP5 ci porta per mano all’interno del nostro subconscio, toccandone le corde più emotive, le profondità viscerali che teniamo celate perfino a noi stessi. Pone dubbi e quesiti, tra bianco e nero risoluti, puliti ed efficaci, esattamente come la sua pittura.

Fino al 24 Marzo 2016

Wunderkammern Gallery
Via Gabrio Serbelloni, 124
00176 Roma, Italy

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