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MP5 – New Pieces for InAttesa Art at The Bus Stop

Aspettando la prossima edizione di Memorie Urbane andiamo a dare un occhiata a questi nuovi intervento di MP5 che chiudono i lavori per la prima edizione dell’eccellente InAttesa Art at The Bus Stop firmato dallo stesso team dell’ottimo festival laziale.
Come abbiamo avuto modo di vedere il progetto viene sviluppato dall’idea di portare avanti un vero e proprio percorso urbano offrendo agli artisti l’opportunità di lavorare su quelle che sono le fermate degli autobus che vengono in questo modo completamente trasformate e reinserite all’interno del contesto urbano trovando nuova linfa e soprattutto una nuova ragione d’esistere. Il progetto dei ragazzi di Memorie Urbane ha saputo catalizzare la nostra attenzione grazie alla scelta di far lavorare artisti e nomi, spesso italiani, magari poco conosciuti ma comunque dotati che hanno potuto in questo modo far vedere il proprio talento insieme a realtà ed ad artisti di primissimo livello tra cui non poteva mancare MP5.
Abbiamo spesso avuto modo di vedere da vicino l’operato di MP5, l’artista continua a portare avanti la particolare stilistica in favore di temi e situazioni che vanno spesso ad interagire con le storie ed i paesaggi dei suoi stessi spot, ma soprattutto sviluppano una forte e profonda riflessione su quelle che sono le differenti increspature dell’animo umano, i differenti spettri emotivi, le sensazioni filtrate attraverso il personale immaginario e filtro visivo. Quello che maggiormente cattura è però il particolare tratto con il quale l’interprete sviluppa i suoi interventi, si tratta di un forte binomio tra il bianco e nero, unici vettori cromatici, attraverso i quali l’artista va a sviluppare i corpi dei suoi characters e le trame delle sue realizzazioni, un aspetto questo atto ad alimentare gli aspetti più emotivi in uno ying e yang intervallato, specialmente nell’ultimo anno, dall’utilizzo di alcuni differenti colori a supporto.
Per il bel progetto MP5 si impegna nella realizzazione di tre differenti interventi, si tratta di tre pensiline tra Formia e Gaeta raccolte all’interno di un unico progetto tematico dal titolo Tempus Fugit, si tratta infatti di una vera e propria riflessione attraverso la quale l’artista si interroga sulla precarietà della nostra vita, sulla nostra libertà e sul senso che diamo al nostro tempo all’interno di una società sempre più frenetica e di corsa. Per attuare queste riflessioni l’artista sceglie di affidarsi anzitutto a due interventi speculari, fondo giallo ed una gazza ladra come soggetto principale per entrambi, a variare è unicamente ciò che celano nel becco da una parte una chiave e dall’altra un orologio ambedue emblematici. A chiudere il terzetto di opere ‘Run for your daily carrot’, questo il sottotitolo dell’ultimo lavoro realizzato utilizzando una bella vernice celeste a sostegno del consueto binomio cromatico, un lavoro che segna tutta l’ironia e la capacità riflessiva dell’artista che si diverte a far indossare una maschera – che poi tanto maschera non è – ad un uomo intento a portare avanti la propria vita attraverso il vecchio sistema della carota davanti agli occhi.
Osservando i lavoro emerge quindi una riflessione di tipo esistenziale, l’uomo succube e schiavo del tempo, della propria stessa ed autoimposta condizione che lo spinge a mettersi una carota – un obiettivo – davanti al volto per continuare a spingere avanti noncurante del tempo, in una critica ancora una volta velata ed intelligente, chapeau!

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Flavia Fiengo

MP5 – New Pieces for InAttesa Art at The Bus Stop

Aspettando la prossima edizione di Memorie Urbane andiamo a dare un occhiata a questi nuovi intervento di MP5 che chiudono i lavori per la prima edizione dell’eccellente InAttesa Art at The Bus Stop firmato dallo stesso team dell’ottimo festival laziale.
Come abbiamo avuto modo di vedere il progetto viene sviluppato dall’idea di portare avanti un vero e proprio percorso urbano offrendo agli artisti l’opportunità di lavorare su quelle che sono le fermate degli autobus che vengono in questo modo completamente trasformate e reinserite all’interno del contesto urbano trovando nuova linfa e soprattutto una nuova ragione d’esistere. Il progetto dei ragazzi di Memorie Urbane ha saputo catalizzare la nostra attenzione grazie alla scelta di far lavorare artisti e nomi, spesso italiani, magari poco conosciuti ma comunque dotati che hanno potuto in questo modo far vedere il proprio talento insieme a realtà ed ad artisti di primissimo livello tra cui non poteva mancare MP5.
Abbiamo spesso avuto modo di vedere da vicino l’operato di MP5, l’artista continua a portare avanti la particolare stilistica in favore di temi e situazioni che vanno spesso ad interagire con le storie ed i paesaggi dei suoi stessi spot, ma soprattutto sviluppano una forte e profonda riflessione su quelle che sono le differenti increspature dell’animo umano, i differenti spettri emotivi, le sensazioni filtrate attraverso il personale immaginario e filtro visivo. Quello che maggiormente cattura è però il particolare tratto con il quale l’interprete sviluppa i suoi interventi, si tratta di un forte binomio tra il bianco e nero, unici vettori cromatici, attraverso i quali l’artista va a sviluppare i corpi dei suoi characters e le trame delle sue realizzazioni, un aspetto questo atto ad alimentare gli aspetti più emotivi in uno ying e yang intervallato, specialmente nell’ultimo anno, dall’utilizzo di alcuni differenti colori a supporto.
Per il bel progetto MP5 si impegna nella realizzazione di tre differenti interventi, si tratta di tre pensiline tra Formia e Gaeta raccolte all’interno di un unico progetto tematico dal titolo Tempus Fugit, si tratta infatti di una vera e propria riflessione attraverso la quale l’artista si interroga sulla precarietà della nostra vita, sulla nostra libertà e sul senso che diamo al nostro tempo all’interno di una società sempre più frenetica e di corsa. Per attuare queste riflessioni l’artista sceglie di affidarsi anzitutto a due interventi speculari, fondo giallo ed una gazza ladra come soggetto principale per entrambi, a variare è unicamente ciò che celano nel becco da una parte una chiave e dall’altra un orologio ambedue emblematici. A chiudere il terzetto di opere ‘Run for your daily carrot’, questo il sottotitolo dell’ultimo lavoro realizzato utilizzando una bella vernice celeste a sostegno del consueto binomio cromatico, un lavoro che segna tutta l’ironia e la capacità riflessiva dell’artista che si diverte a far indossare una maschera – che poi tanto maschera non è – ad un uomo intento a portare avanti la propria vita attraverso il vecchio sistema della carota davanti agli occhi.
Osservando i lavoro emerge quindi una riflessione di tipo esistenziale, l’uomo succube e schiavo del tempo, della propria stessa ed autoimposta condizione che lo spinge a mettersi una carota – un obiettivo – davanti al volto per continuare a spingere avanti noncurante del tempo, in una critica ancora una volta velata ed intelligente, chapeau!

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Flavia Fiengo