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GORGO

MP5 “La radice del male – Root of evil” New Mural

Ci spostiamo a Mosciano Sant’angelo dove il festival Visioni Periferiche, la nostra MP5 ha da poco terminato un nuovo intervento andando a lavorare direttamente sulla superficie esterna di questa vecchie casa abbandonata.
Proseguendo il suo particolare filone stilistico MP5 continua ad adottare una tecnica visiva molto essenziale, ereditando il tratto direttamente dalle influenze illustrative, l’artista ha portato avanti uno approccio visivo proprio e facilmente riconoscibile, laddove il bianco e nero rappresentano i colori principali delle sue creazioni e soggetti raffigurati vengono realizzati per mezzo di una impostazione essenziale ed al contempo ricca di dettagli.
Insistendo nel portare avanti lo sviluppo visivo del proprio stile, MP5 continua ad istillare nuovi ed interessanti spunti per il proprio lavoro, ispirazioni differenti ma anche escamotage visivi in grado di alimentare la particolare caratura delle proprie produzioni. Con gli ultimi lavori stiamo assistendo ad un ritorno di una impostazione cromatica che sceglie appunto ed unicamente il bianco ed il nero come unici vettori visivi ed al tempo stesso ad una dinamicità negli spazi a disposizione che permette all’interprete di interagire nel migliore dei modi con lo spot designato, una elasticità questa che sviluppa l’opportunità di una immersione totale nelle sue opere per risultati finale certamente più impattanti e forti.
Se il dialogo con gli spazi rimane quindi una delle peculiarità del lavoro dell’artista, dall’altra è innegabile come anche i temi scelti vadano a far maturare le stesse opere. In tal senso l’intervento realizzato per il festival abruzzese va a cogliere uno dei miti più famosi e conosciuti quello del vaso di Pandora.
Dal titolo “La radice del male – Root of evil”, quest’ultima fatica di MP5 ne raccoglie perfettamente quella che è l’eredità visiva andando a dialogare con la superficie di lavoro attraverso l’utilizzo della piccola finestra che funge da vero e proprio ‘coperchio’ dal quale fuoriescono una serie di uccelli. Il paragone affrontato dall’interprete, dove il vaso diviene la casa, il male è impersonato dai volatili e la figura di Pandora copre la quasi totalità della grande parete, funge anche da riflessione sui tempi moderni. Se infatti nell’antichità il vaso racchiudeva tutti i mali del mondo, la casa abbandonata può essere letta come una sorta di problema e malessere attuale, dove le abitazioni vetuste così come l’impossibilità spesso di avere una propria casa viste le attuali difficoltà economiche. rappresentano uno dei grandi mali del nostro tempo. Il lavoro quindi dimostra ancora una volta tutta la sensibilità di una delle autrici che maggiormente apprezziamo offrendo a chi osserva l’opportunità di una riflessione personale e soggettiva per un intervento che di certo non lascia indifferenti.

Thanks to The Artist for The Pics

MP5 “La radice del male – Root of evil” New Mural

Ci spostiamo a Mosciano Sant’angelo dove il festival Visioni Periferiche, la nostra MP5 ha da poco terminato un nuovo intervento andando a lavorare direttamente sulla superficie esterna di questa vecchie casa abbandonata.
Proseguendo il suo particolare filone stilistico MP5 continua ad adottare una tecnica visiva molto essenziale, ereditando il tratto direttamente dalle influenze illustrative, l’artista ha portato avanti uno approccio visivo proprio e facilmente riconoscibile, laddove il bianco e nero rappresentano i colori principali delle sue creazioni e soggetti raffigurati vengono realizzati per mezzo di una impostazione essenziale ed al contempo ricca di dettagli.
Insistendo nel portare avanti lo sviluppo visivo del proprio stile, MP5 continua ad istillare nuovi ed interessanti spunti per il proprio lavoro, ispirazioni differenti ma anche escamotage visivi in grado di alimentare la particolare caratura delle proprie produzioni. Con gli ultimi lavori stiamo assistendo ad un ritorno di una impostazione cromatica che sceglie appunto ed unicamente il bianco ed il nero come unici vettori visivi ed al tempo stesso ad una dinamicità negli spazi a disposizione che permette all’interprete di interagire nel migliore dei modi con lo spot designato, una elasticità questa che sviluppa l’opportunità di una immersione totale nelle sue opere per risultati finale certamente più impattanti e forti.
Se il dialogo con gli spazi rimane quindi una delle peculiarità del lavoro dell’artista, dall’altra è innegabile come anche i temi scelti vadano a far maturare le stesse opere. In tal senso l’intervento realizzato per il festival abruzzese va a cogliere uno dei miti più famosi e conosciuti quello del vaso di Pandora.
Dal titolo “La radice del male – Root of evil”, quest’ultima fatica di MP5 ne raccoglie perfettamente quella che è l’eredità visiva andando a dialogare con la superficie di lavoro attraverso l’utilizzo della piccola finestra che funge da vero e proprio ‘coperchio’ dal quale fuoriescono una serie di uccelli. Il paragone affrontato dall’interprete, dove il vaso diviene la casa, il male è impersonato dai volatili e la figura di Pandora copre la quasi totalità della grande parete, funge anche da riflessione sui tempi moderni. Se infatti nell’antichità il vaso racchiudeva tutti i mali del mondo, la casa abbandonata può essere letta come una sorta di problema e malessere attuale, dove le abitazioni vetuste così come l’impossibilità spesso di avere una propria casa viste le attuali difficoltà economiche. rappresentano uno dei grandi mali del nostro tempo. Il lavoro quindi dimostra ancora una volta tutta la sensibilità di una delle autrici che maggiormente apprezziamo offrendo a chi osserva l’opportunità di una riflessione personale e soggettiva per un intervento che di certo non lascia indifferenti.

Thanks to The Artist for The Pics