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Morik – New Mural in China ispired by Klimt

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Morik, l’artista Russo nei giorni scorsi si è spostato in Cina dove ha avuto modo di lavorare ad un nuovo intervento direttamente ispirato al famoso quadro di Klimt “La Vergine”.
Ancora una volta il confronto con le produzioni firmate da Morik, passa per il duplice canale espressivo e pittorico che accompagna le sue produzioni. Una duplice identità scandita da due differenti percorsi capaci di far convivere impulsi figurativi ed astratti, sotto un unico stimolo pittorico.
Alla base di questa particolare scelta, c’è la volontà dell’interprete di approfondire e sviluppare una personale raffigurazione dell’essere umano, che passa inevitabilmente per le due differenti espressioni visive. Coadiuvate da un impulso tonale piuttosto profondo e ricercato, le visioni dell’artista vengono stimolate proprio dall’utilizzo del colore in funzione degli stimoli differenti. Sono infatti le differenti alterazioni cromatiche ad imbastire la matassa astratta che letteralmente avvolge e fa da cadenza a ciascuna delle sue produzioni. Si animano quindi due differenti chiavi di lettura, da una parte i corpi ed i volti dei soggetti rappresentati e raffigurati attraverso una personale sintesi grafica, dall’altra invece una trama maggiormente criptica, capace di irretire e trasformare la percezione dello spazio e della superfice di lavoro. Si alimentano giochi prospettici, intensi cambi tonali che mutano e trasformano l’essenza stessa delle figure, piegate dalle forme e dagli elementi irregolari che compongono l’intricata trama, tassello dopo tassello, tra luci ed ombra. È infatti la suddivisione a caselle che alimenta l’intera struttura dell’opera, Morik gioca con differenti tonalità fino ad imbastire un percorso livellato, scandendo lo spazio e restituendo allo spettatore un ulteriore lettura dinamica. Lo stesso viene colto dalle immagini, dalla raffigurazioni che l’autore vuole mostrarci, al tempo stesso ne segue lo sviluppo attraverso queste grandi sezioni, componendo dettagli, forme e stimoli differenti.
Spostatosi nella zona del Monte Longhu, Morik propone “Miracle” un intensa opera che come detto, risulta direttamente connessa con il lavoro di Klimt. L’autore riflettere in senso ampio sulla vita, sull’uguaglianza di tutti gli esseri viventi, sulla nascita, sul cerchio della vita che di fatto risulta mai interrotto, raccogliendo questi spunti all’interno di una rappresentazione del grembo materno, ‘fonte inestimabile e sacra della vita’.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto in compagnia della bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

Pics via our friends from Vltramarine

Morik – New Mural in China ispired by Klimt

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Morik, l’artista Russo nei giorni scorsi si è spostato in Cina dove ha avuto modo di lavorare ad un nuovo intervento direttamente ispirato al famoso quadro di Klimt “La Vergine”.
Ancora una volta il confronto con le produzioni firmate da Morik, passa per il duplice canale espressivo e pittorico che accompagna le sue produzioni. Una duplice identità scandita da due differenti percorsi capaci di far convivere impulsi figurativi ed astratti, sotto un unico stimolo pittorico.
Alla base di questa particolare scelta, c’è la volontà dell’interprete di approfondire e sviluppare una personale raffigurazione dell’essere umano, che passa inevitabilmente per le due differenti espressioni visive. Coadiuvate da un impulso tonale piuttosto profondo e ricercato, le visioni dell’artista vengono stimolate proprio dall’utilizzo del colore in funzione degli stimoli differenti. Sono infatti le differenti alterazioni cromatiche ad imbastire la matassa astratta che letteralmente avvolge e fa da cadenza a ciascuna delle sue produzioni. Si animano quindi due differenti chiavi di lettura, da una parte i corpi ed i volti dei soggetti rappresentati e raffigurati attraverso una personale sintesi grafica, dall’altra invece una trama maggiormente criptica, capace di irretire e trasformare la percezione dello spazio e della superfice di lavoro. Si alimentano giochi prospettici, intensi cambi tonali che mutano e trasformano l’essenza stessa delle figure, piegate dalle forme e dagli elementi irregolari che compongono l’intricata trama, tassello dopo tassello, tra luci ed ombra. È infatti la suddivisione a caselle che alimenta l’intera struttura dell’opera, Morik gioca con differenti tonalità fino ad imbastire un percorso livellato, scandendo lo spazio e restituendo allo spettatore un ulteriore lettura dinamica. Lo stesso viene colto dalle immagini, dalla raffigurazioni che l’autore vuole mostrarci, al tempo stesso ne segue lo sviluppo attraverso queste grandi sezioni, componendo dettagli, forme e stimoli differenti.
Spostatosi nella zona del Monte Longhu, Morik propone “Miracle” un intensa opera che come detto, risulta direttamente connessa con il lavoro di Klimt. L’autore riflettere in senso ampio sulla vita, sull’uguaglianza di tutti gli esseri viventi, sulla nascita, sul cerchio della vita che di fatto risulta mai interrotto, raccogliendo questi spunti all’interno di una rappresentazione del grembo materno, ‘fonte inestimabile e sacra della vita’.
Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto in compagnia della bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti.

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