GORGO

Moneyless for Icastica Festival 2015

La figura del cerchio viene spesso utilizzata dall’essere umano per comporre analogie circa la sua stessa esistenza. Al tempo stesso questa forma affascina per la sua semplice ed efficace capacità di sposarsi a concetti astratti come la vita, il tempo, arrivando quindi a tracciare, definendola, la sfera più emotiva dell’uomo.
Il cerchio ha infine in sé la caratteristica di essere definito ma al tempo stesso infinito. Peculiarità unica nel suo genere, ed al tempo stesso, aspirazione utopica dell’essere umano.

Il cerchio è la prima affermazione di Moneyless. La base intrinseca della ricerca dalla quale l’artista è approdato per generare elementi e fisionomie in grado più che mai di dare una forma a sentimenti, percezioni e stati d’animo personali. Una ricerca che coinvolge elementi reali, idealizzati e trasformati in forme irreali.
Si tratta di una affermazione graduale, partita dall’abbandono delle lettere, del writing come concetto e costrizione, per un approdo progressivo verso le forme geometriche. La ricerca dell’essenzialità attraverso una sottrazione continua. Mantra e punto cardine dell’estetica dell’autore Italiano.

Less is more. Le forme si fanno ridotte ma al tempo stesso vengono imbevute di un forte senso motorio. Una spinta trascendentale in grado di alimentarne il flusso, nello spazio così come su tela, di proporre differenti chiavi di lettura. Prospettive molteplici che indirettamente dialogano con le percezioni e gli stati d’animo di chi osserva. La tensione interna di queste visioni viene incentivata da una sorta di movimento invisibile.
In questo senso la figura del cerchio alimenta questa costante sensazione, con l’artista più che mai interessato a generare sistemi di caos ordinato. Un movimento perenne e irrefrenabile a cui lo stesso sottopone le sue figure, ora costantemente in equilibrio tra caos ed ordine appunto.
Le produzioni dell’autore si sono quindi sviluppate attraverso l’intersecarsi di cerchi differenti, grandi configurazioni geometriche, capaci di trasformare la percezione dello spazio verso una dimensione ‘metafisica’. Al tempo stesso capaci di stimolare sensazioni differenti, attraverso un piccolo grande viaggio sensoriale cadenzato da percorsi, forme e sovrapposizioni cromatiche.

Ancora una volta il less is more, ben si adatta alla direzione estetica intrapresa da Moneyless. Un cambio sostanziale di cui abbiamo avuto un assaggio con “Fragmentations“, esibizione aperta all’interno degli spazi della BC Gallery di Berlino.
In questa incarnazione Moneyless sceglie di scindere la forma del cerchio, scomponendone l’aspetto attraverso un processo di decostruzione e trasformazione. Il cerchio continua ad essere figura centrale nelle sue produzioni, ma diviene qui puro movimento. Viene svuotato della sua forma perfetta, frammentato nei suoi percorsi infiniti che diventano ora parte dell’esperienza percettiva.
Lo spettatore viene coinvolto nel processo creativo. Chi osserva si ritrova a seguire i differenti percorsi e movimenti delle figure, appena accennati attraverso una serie di linee che ne tracciano, in parte, il movimento all’interno dello spazio.
Si tratta di un meccanismo mentale inedito, supportato da una forte impronta tonale e pittorica, atta ad incentivarne l’intensità.

Per Icastica Festival, progetto curato dalla 999Contemporary Gallery, Moneyless spinge oltre questa nuova direzione estetica. L’artista attraverso questa sua nuova identità modella il segno.
Il tratteggio del movimento del cerchio, rimane pulito diventando qui tridimensionale, e viene accompagnato da una spinta pittorica maggiormente pronunciata.
Servendosi di un particolare strumento in grado di controllare la gittata di grandi quantità di vernice, Moneyless si avvicina ad un impulso maggiormente viscerale. Nascono quindi due percorsi estetici distinti, intrecciati, e parte di un unica e grande visione finale.
Ancora una volta ordine e caos si inseguono, dialogano tra loro, immettendosi nello spazio attraverso due differenti, ed equilibrati percorsi, accompagnando la trasformazione percettiva di uno spazio monumentale, per un risultato finale che impressiona ed avvolge.

Pics by 999Gallery

Moneyless for Icastica Festival 2015

La figura del cerchio viene spesso utilizzata dall’essere umano per comporre analogie circa la sua stessa esistenza. Al tempo stesso questa forma affascina per la sua semplice ed efficace capacità di sposarsi a concetti astratti come la vita, il tempo, arrivando quindi a tracciare, definendola, la sfera più emotiva dell’uomo.
Il cerchio ha infine in sé la caratteristica di essere definito ma al tempo stesso infinito. Peculiarità unica nel suo genere, ed al tempo stesso, aspirazione utopica dell’essere umano.

Il cerchio è la prima affermazione di Moneyless. La base intrinseca della ricerca dalla quale l’artista è approdato per generare elementi e fisionomie in grado più che mai di dare una forma a sentimenti, percezioni e stati d’animo personali. Una ricerca che coinvolge elementi reali, idealizzati e trasformati in forme irreali.
Si tratta di una affermazione graduale, partita dall’abbandono delle lettere, del writing come concetto e costrizione, per un approdo progressivo verso le forme geometriche. La ricerca dell’essenzialità attraverso una sottrazione continua. Mantra e punto cardine dell’estetica dell’autore Italiano.

Less is more. Le forme si fanno ridotte ma al tempo stesso vengono imbevute di un forte senso motorio. Una spinta trascendentale in grado di alimentarne il flusso, nello spazio così come su tela, di proporre differenti chiavi di lettura. Prospettive molteplici che indirettamente dialogano con le percezioni e gli stati d’animo di chi osserva. La tensione interna di queste visioni viene incentivata da una sorta di movimento invisibile.
In questo senso la figura del cerchio alimenta questa costante sensazione, con l’artista più che mai interessato a generare sistemi di caos ordinato. Un movimento perenne e irrefrenabile a cui lo stesso sottopone le sue figure, ora costantemente in equilibrio tra caos ed ordine appunto.
Le produzioni dell’autore si sono quindi sviluppate attraverso l’intersecarsi di cerchi differenti, grandi configurazioni geometriche, capaci di trasformare la percezione dello spazio verso una dimensione ‘metafisica’. Al tempo stesso capaci di stimolare sensazioni differenti, attraverso un piccolo grande viaggio sensoriale cadenzato da percorsi, forme e sovrapposizioni cromatiche.

Ancora una volta il less is more, ben si adatta alla direzione estetica intrapresa da Moneyless. Un cambio sostanziale di cui abbiamo avuto un assaggio con “Fragmentations“, esibizione aperta all’interno degli spazi della BC Gallery di Berlino.
In questa incarnazione Moneyless sceglie di scindere la forma del cerchio, scomponendone l’aspetto attraverso un processo di decostruzione e trasformazione. Il cerchio continua ad essere figura centrale nelle sue produzioni, ma diviene qui puro movimento. Viene svuotato della sua forma perfetta, frammentato nei suoi percorsi infiniti che diventano ora parte dell’esperienza percettiva.
Lo spettatore viene coinvolto nel processo creativo. Chi osserva si ritrova a seguire i differenti percorsi e movimenti delle figure, appena accennati attraverso una serie di linee che ne tracciano, in parte, il movimento all’interno dello spazio.
Si tratta di un meccanismo mentale inedito, supportato da una forte impronta tonale e pittorica, atta ad incentivarne l’intensità.

Per Icastica Festival, progetto curato dalla 999Contemporary Gallery, Moneyless spinge oltre questa nuova direzione estetica. L’artista attraverso questa sua nuova identità modella il segno.
Il tratteggio del movimento del cerchio, rimane pulito diventando qui tridimensionale, e viene accompagnato da una spinta pittorica maggiormente pronunciata.
Servendosi di un particolare strumento in grado di controllare la gittata di grandi quantità di vernice, Moneyless si avvicina ad un impulso maggiormente viscerale. Nascono quindi due percorsi estetici distinti, intrecciati, e parte di un unica e grande visione finale.
Ancora una volta ordine e caos si inseguono, dialogano tra loro, immettendosi nello spazio attraverso due differenti, ed equilibrati percorsi, accompagnando la trasformazione percettiva di uno spazio monumentale, per un risultato finale che impressiona ed avvolge.

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