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Mirrorless Project by 2501, Pastel and Austin McManus

2501, Pastel ed Austin McManus, redattore e fotografato per Juxtapoz, si uniti per dare vita a Mirrorless Project, un interessante esperimento/progetto artistico che prenderà vita durante i giorni dell’Art Basel di quest’anno.
Il Mirrorless Project nasce dall’idea di coinvolgere differenti prospettive attraverso quelli che sono spazi di fatto esenti dalla partecipazione e percezione visiva a causa della loro stessa specificità architettonica. La proposta è quella di riuscire a generare lavori che attraverso un installazione strategica di specchi ed il lavoro di pittura di ogni artista, possa di fatto realizzare interventi complessi che riescono a convogliare una riflessione sullo spazio e sulla sua lettura, segnati in questo momento da un consumo ed una digestione veloce. Il progetto mira a controvertere proprio quest’ultimo punto favorendo piuttosto l’osservazione e l’individuazione più ragionata di quelle sezioni dimenticate, nascoste, sepolte o semplicemente ignorate da una rapida occhiata digestiva del tessuto urbano e gli spazi in generale, il tutto attraverso l’inserimento di elementi nuovi che vanno letteralmente a riempire gli spazi che la nostra mente dava per vuoti.
Il finanziamento di un lavoro così complesso ed articolato che sfocerà in un vero e proprio documentari, ha spinto gli artisti, non ad appoggiarsi ad uno di quei servizi di crowfounding ma piuttosto alla vendita di una serie di 50 stampe via email che di fatto rappresentano gli studi preparatori sui lavori che vedranno la luce. Dopo la prima infornata Pastel e 2501 escono ora con la seconda che gli permetterà di completare l’intervento, ogni stampa è differente dall’altra e mostra il disegno cad di una delle abitazioni che verranno trasformate e su cui sopra gli artisti si sono divertiti ad interagire e lavorare, misura 52×85 Cm ognuna al costo di 150 Dollari, ce ne sono unicamente 10, perciò si tratta davvero di un uscita super limitata.
Per sostenere il progetto vi basta scrivere all’artista direttamente qui: info@2501.org.uk ma attenzione rimangono ancora poche stampe disponibili perciò affrettarsi, noi intanto vi diamo appuntamento alle fasi finali dell’interessante progetto e vediamo di acquistarne una, nel frattempo bel video del making of ed una serie di immagini dei lavori in vendita.

A reflection generates, searching for a new description or reading about space and its details, achieving to superimpose the desired condition of a new position of debate. Efforts that have in common forms previously produced as a re-appropriation, object-trouvé, mash up, etc…

The velocity of the consumption of this imaginary prohibits an identification of all that is invisible, forgotten or hidden, buried, ignored, or incorrect.

Through these actions, new modalities of perceiving spaces are introduced about the relationships between the observer and the observed; highlighting a new site, an external element, and also cultivating a space once lacking information.
This intervention will work towards highlighting potential spaces that are exempted from participation due to site-specific dynamics.

The proposal aims to generate interventions through strategic positionings (installations, painting) utilizing mirrors situated in house gardens and open spaces, thus introducing works, details, and pictographic expressions that will be reproduced infinitely through the mere act of reflection.

Through the video and photographic documentation of this process, it is proposed to build an exhibition-tale of the process, including results and relationships.

Mirrorless Project by 2501, Pastel and Austin McManus

2501, Pastel ed Austin McManus, redattore e fotografato per Juxtapoz, si uniti per dare vita a Mirrorless Project, un interessante esperimento/progetto artistico che prenderà vita durante i giorni dell’Art Basel di quest’anno.
Il Mirrorless Project nasce dall’idea di coinvolgere differenti prospettive attraverso quelli che sono spazi di fatto esenti dalla partecipazione e percezione visiva a causa della loro stessa specificità architettonica. La proposta è quella di riuscire a generare lavori che attraverso un installazione strategica di specchi ed il lavoro di pittura di ogni artista, possa di fatto realizzare interventi complessi che riescono a convogliare una riflessione sullo spazio e sulla sua lettura, segnati in questo momento da un consumo ed una digestione veloce. Il progetto mira a controvertere proprio quest’ultimo punto favorendo piuttosto l’osservazione e l’individuazione più ragionata di quelle sezioni dimenticate, nascoste, sepolte o semplicemente ignorate da una rapida occhiata digestiva del tessuto urbano e gli spazi in generale, il tutto attraverso l’inserimento di elementi nuovi che vanno letteralmente a riempire gli spazi che la nostra mente dava per vuoti.
Il finanziamento di un lavoro così complesso ed articolato che sfocerà in un vero e proprio documentari, ha spinto gli artisti, non ad appoggiarsi ad uno di quei servizi di crowfounding ma piuttosto alla vendita di una serie di 50 stampe via email che di fatto rappresentano gli studi preparatori sui lavori che vedranno la luce. Dopo la prima infornata Pastel e 2501 escono ora con la seconda che gli permetterà di completare l’intervento, ogni stampa è differente dall’altra e mostra il disegno cad di una delle abitazioni che verranno trasformate e su cui sopra gli artisti si sono divertiti ad interagire e lavorare, misura 52×85 Cm ognuna al costo di 150 Dollari, ce ne sono unicamente 10, perciò si tratta davvero di un uscita super limitata.
Per sostenere il progetto vi basta scrivere all’artista direttamente qui: info@2501.org.uk ma attenzione rimangono ancora poche stampe disponibili perciò affrettarsi, noi intanto vi diamo appuntamento alle fasi finali dell’interessante progetto e vediamo di acquistarne una, nel frattempo bel video del making of ed una serie di immagini dei lavori in vendita.

A reflection generates, searching for a new description or reading about space and its details, achieving to superimpose the desired condition of a new position of debate. Efforts that have in common forms previously produced as a re-appropriation, object-trouvé, mash up, etc…

The velocity of the consumption of this imaginary prohibits an identification of all that is invisible, forgotten or hidden, buried, ignored, or incorrect.

Through these actions, new modalities of perceiving spaces are introduced about the relationships between the observer and the observed; highlighting a new site, an external element, and also cultivating a space once lacking information.
This intervention will work towards highlighting potential spaces that are exempted from participation due to site-specific dynamics.

The proposal aims to generate interventions through strategic positionings (installations, painting) utilizing mirrors situated in house gardens and open spaces, thus introducing works, details, and pictographic expressions that will be reproduced infinitely through the mere act of reflection.

Through the video and photographic documentation of this process, it is proposed to build an exhibition-tale of the process, including results and relationships.