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Mina Hamada a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

L’artista Giapponese Mina Hamada è tra gli ospiti dell’ultima edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival, la rassegna d’arte urbana di Rabat in Marocco per la quale ha realizzato un nuovo e grande murale.
L’immaginario di Mina Hamada è caratterizzato da una commistione di forme astratte e organiche con colori tenui, luminosi e caldi. Alla base della sua ricerca la volontà di affidarsi ad un processo pittorico legato all’inconscio e all’improvvisazione dove lavorando attraverso un approccio spontaneo e diretto, l’artista interagisce in modo totalizzante con la superfice di lavoro.
Quelle che emergono sono composizione scandite dal ritmo dei colori scelti e capaci di trasformare in modo attivo la percezione di un determinato spazio. L’opera dipinta per il festival marocchino ben rappresenta il lavoro e la ricerca di Mina Hamada laddove, a differenza delle pitture realizzate in collaborazione con Zosen – da anni i due formano un duo artistico attivissimo in tutto il mondo – quest’ultima fatica è caratterizzate da forme più grandi e ravvicinate, riferimenti alle architetture magrebine e da alcuni istanti di pittura più sporca e grezza.

Photo Credit: Walid Ben Brahim e Hamza Nuino

Mina Hamada a Rabat in Marocco per JIDAR – Toiles de Rue

L’artista Giapponese Mina Hamada è tra gli ospiti dell’ultima edizione del JIDAR – Toiles de Rue Festival, la rassegna d’arte urbana di Rabat in Marocco per la quale ha realizzato un nuovo e grande murale.
L’immaginario di Mina Hamada è caratterizzato da una commistione di forme astratte e organiche con colori tenui, luminosi e caldi. Alla base della sua ricerca la volontà di affidarsi ad un processo pittorico legato all’inconscio e all’improvvisazione dove lavorando attraverso un approccio spontaneo e diretto, l’artista interagisce in modo totalizzante con la superfice di lavoro.
Quelle che emergono sono composizione scandite dal ritmo dei colori scelti e capaci di trasformare in modo attivo la percezione di un determinato spazio. L’opera dipinta per il festival marocchino ben rappresenta il lavoro e la ricerca di Mina Hamada laddove, a differenza delle pitture realizzate in collaborazione con Zosen – da anni i due formano un duo artistico attivissimo in tutto il mondo – quest’ultima fatica è caratterizzate da forme più grandi e ravvicinate, riferimenti alle architetture magrebine e da alcuni istanti di pittura più sporca e grezza.

Photo Credit: Walid Ben Brahim e Hamza Nuino