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GORGO

Martina Merlini – New Mural at Cheap Festival 2014

Entriamo nel vivo dei lavori di questa nuova edizione dell’eccellente CHEAP Festival con quest’ultimo intervento realizzato da Martina Merlini, la grande interprete Italiana presenta un opera direttamente connessa con i suoi ultimi esperimenti visivi.
Dopo avervi mostrato il lavoro di Lucamaleonte (Covered) andiamo quindi ad approfondire l’operato di Martina Merlini, l’artista ha avuto l’opportunità di lavorare su questa lunga parete in Via Zago, una strada sottostante il trafficatissimo Ponte di Via Stalingrado, una delle principali arterie della città di Bologna. Osservando l’intervento ritroviamo una certa familiarità con i lavori presentati durante “WAX”, lo show aperto lo scorso Dicembre all’interno dello Spazio Elastico, l’interprete infatti in quest’ultimo periodo sta sempre più portando avanti i concetti legati proprio all’esibizione Bolognese, caratterizzata dall’utilizzo della cera come componente principale di lavoro, rielaborandone il core visivo attraverso una metotologia maggiormente pittorica e come in questo caso più connessa all’utilizzo della carta. L’interprete per questa sua nuova impostazione visiva sceglie infatti di portare avanti il personale concetto di texture andando però a simulare la resa xilografica attraverso l’utilizzo di tecniche e medium differenti, il risultato di questa peculiare ricerca e un puzzle complesso e movimentato, l’immagine segue un percorso definito ma lo fa alternando, capovolgendo e spostando intere sezioni, rompendone l’ordine simmetrico e rivelando all’interno delle stesse una varietà di forme ed elementi differenti, è proprio qui che si rivela tutta la profondità del lavoro, all’interno di queste trame, tra i giochi di colore, tra gli stacchi repentini tipici di un impostazione xilografica, ci ritroviamo a leggere forme e vedere figure ed oggetti differenti, è la nostra immaginazione che vaga andando a cogliere spunti e visioni personali e soggettive, lasciandoci quindi ad una chiave di lettura nuova e di volta in volta differente.
Per CHEAP Festival Martina Merlini coglie quindi tutti gli aspetti tipici di questo suo filone produttivo andando ad utilizzare come strumento principale la carta, l’artista qui parte da una serie di grandi poster che vengono incollati, frammentati ed alteranti ad alcune macchie cromatiche con lo scopo di raggiungere una veridicità materica maggiore. Se questa rappresenta la base, sul livello successivo l’interprete va ad incidere ed a segnare lo spazio attraverso una trama coerente e con soluzione di continuità che, ricordando appunto i lavori ondulati che stanno caratterizzando il recente percorso, andranno a formare un impianto visivo ben delineato in una contrapposizione forte e rimarcata tra il caos e lo squilibrio tipico delle composizioni ed i differenti percorsi imbastiti dai flussi che ne delimitano lo sviluppo ed il percorso, devastante.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il grande ed efficace impianto visivo allestito dall’artista, vi lasciamo ad una lunga serie scatti che ripercorrono da vicino le fasi di realizzazione dell’opera fino all’eccellente risultato finale, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics

Martina Merlini – New Mural at Cheap Festival 2014

Entriamo nel vivo dei lavori di questa nuova edizione dell’eccellente CHEAP Festival con quest’ultimo intervento realizzato da Martina Merlini, la grande interprete Italiana presenta un opera direttamente connessa con i suoi ultimi esperimenti visivi.
Dopo avervi mostrato il lavoro di Lucamaleonte (Covered) andiamo quindi ad approfondire l’operato di Martina Merlini, l’artista ha avuto l’opportunità di lavorare su questa lunga parete in Via Zago, una strada sottostante il trafficatissimo Ponte di Via Stalingrado, una delle principali arterie della città di Bologna. Osservando l’intervento ritroviamo una certa familiarità con i lavori presentati durante “WAX”, lo show aperto lo scorso Dicembre all’interno dello Spazio Elastico, l’interprete infatti in quest’ultimo periodo sta sempre più portando avanti i concetti legati proprio all’esibizione Bolognese, caratterizzata dall’utilizzo della cera come componente principale di lavoro, rielaborandone il core visivo attraverso una metotologia maggiormente pittorica e come in questo caso più connessa all’utilizzo della carta. L’interprete per questa sua nuova impostazione visiva sceglie infatti di portare avanti il personale concetto di texture andando però a simulare la resa xilografica attraverso l’utilizzo di tecniche e medium differenti, il risultato di questa peculiare ricerca e un puzzle complesso e movimentato, l’immagine segue un percorso definito ma lo fa alternando, capovolgendo e spostando intere sezioni, rompendone l’ordine simmetrico e rivelando all’interno delle stesse una varietà di forme ed elementi differenti, è proprio qui che si rivela tutta la profondità del lavoro, all’interno di queste trame, tra i giochi di colore, tra gli stacchi repentini tipici di un impostazione xilografica, ci ritroviamo a leggere forme e vedere figure ed oggetti differenti, è la nostra immaginazione che vaga andando a cogliere spunti e visioni personali e soggettive, lasciandoci quindi ad una chiave di lettura nuova e di volta in volta differente.
Per CHEAP Festival Martina Merlini coglie quindi tutti gli aspetti tipici di questo suo filone produttivo andando ad utilizzare come strumento principale la carta, l’artista qui parte da una serie di grandi poster che vengono incollati, frammentati ed alteranti ad alcune macchie cromatiche con lo scopo di raggiungere una veridicità materica maggiore. Se questa rappresenta la base, sul livello successivo l’interprete va ad incidere ed a segnare lo spazio attraverso una trama coerente e con soluzione di continuità che, ricordando appunto i lavori ondulati che stanno caratterizzando il recente percorso, andranno a formare un impianto visivo ben delineato in una contrapposizione forte e rimarcata tra il caos e lo squilibrio tipico delle composizioni ed i differenti percorsi imbastiti dai flussi che ne delimitano lo sviluppo ed il percorso, devastante.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto il grande ed efficace impianto visivo allestito dall’artista, vi lasciamo ad una lunga serie scatti che ripercorrono da vicino le fasi di realizzazione dell’opera fino all’eccellente risultato finale, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Festival for The Pics