fbpx
GORGO

Martina Merlini – New Piece at Le M.U.R.XIII

Martina Merlini nei giorni scorsi si è spostata a Parigi, qui la grande artista Italiana ha preso parte ai lavori dell’eccellente Le M.U.R.XIII andando a cambiare l’aspetto dell’iconica billboard all’interno del 13° arrondissement della capitale Francese.
Giunto con quest’ultimo lavoro alla quarantesima incarnazione, il progetto è direttamente legato, sia per concetto che per ideazione, a quello proposto dall’Association Le M.U.R sulle parete ad Oberkampf sempre a Parigi. L’idea è quella di proporre opere pubbliche, non connesse alla vendita, capaci di rispettare i canoni del lavoro in strada, aperto e visibile a tutti e soprattutto effimero. Da qui si sviluppa uno spazio dinamico ed in costante mutamento dove, gli artisti coinvolti, oltre alla possibilità di esprimersi liberamente, vanno a cambiarne l’aspetto della superfice attraverso la propria personale ricerca artistica. Gli interventi stessi sono quindi destinati a scomparire coperti dal lavoro dell’interprete successivo, in quella che diviene una sorta di galleria a ciclo continuo ed all’aperto.
Ricerca e processo, risultato di stimoli, percezioni e riflessioni personali, sono base ideale per un costante mutazione nelle dinamiche visive di Martina Merlini, la costante volontà di variare e di sperimentare soluzioni differenti, ha permesso all’interprete italiana di far emergere un approccio personale, inedito, genuino ed in grado di sviluppare un continua e peculiare sintesi astratta. È “WAX“, lo show aperto a Dicembre 2013 all’interno dell’Elastico Studio di Bologna, a rappresentare un passo fondamentale, la scintilla dalla quale l’autrice ha mano a mano sviluppato il proprio lavoro. La sperimentazione con la cera quindi, attraverso uno stimolo visivo che ricorda la resa xilografica, la sua successiva applicazione con materiali differenti come la carta ad esempio (Covered), hanno dato il via a ciò che ad oggi rappresenta ed identifica le produzioni dell’artista.
Per questa sua ultima fatica in strada, realizzata mediante l’utilizzo di amido e spray, Martina Merlini lascia invariato lo spirito ed il cuore degli elementi raffigurati, al tempo stesso però assistiamo ad un variazione nelle dinamiche e nel movimento proposto dagli stessi che risultano qui più liberi e meno premuti tra loro. Proprio il movimento, i differenti percorsi esposti, l’intrinseca volontà di decostruire e costruire nuove direzioni, rappresentano gli aspetti peculiari del lavoro dell’interprete. I grandi fasci ci accompagnano attraverso percorsi paralleli scanditi da una comune direzione, interrotti dagli intrecci e dalle fratture con le quali l’artista fa intersecare differenti rotte. L’impressione è quindi quella di trovarsi di fronte ad intensi flussi eterogenei, fratture capaci di dar vita a nuove dimensioni percettive, sia all’interno di ciascuna delle spesse linee che li compongono, sia nell’insieme. Dal dettaglio all’opera nel suo complesso, lo spettatore viene stimolato a ricomporre un ordine, a riallacciare i differenti intrecci, un caos generato che inevitabilmente entra a contatto con gli stimoli e le sensazioni del momento! Chapeau!
Ad accompagnare il nostro testo un bel video ed alcuni scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni daremo un occhiata ai lavori realizzati dall’artista per Reminiscence, nuovo group show firmato dalla Mini Galerie di Amsterdam.

Thanks to The Artist for The Pics

Martina Merlini – New Piece at Le M.U.R.XIII

Martina Merlini nei giorni scorsi si è spostata a Parigi, qui la grande artista Italiana ha preso parte ai lavori dell’eccellente Le M.U.R.XIII andando a cambiare l’aspetto dell’iconica billboard all’interno del 13° arrondissement della capitale Francese.
Giunto con quest’ultimo lavoro alla quarantesima incarnazione, il progetto è direttamente legato, sia per concetto che per ideazione, a quello proposto dall’Association Le M.U.R sulle parete ad Oberkampf sempre a Parigi. L’idea è quella di proporre opere pubbliche, non connesse alla vendita, capaci di rispettare i canoni del lavoro in strada, aperto e visibile a tutti e soprattutto effimero. Da qui si sviluppa uno spazio dinamico ed in costante mutamento dove, gli artisti coinvolti, oltre alla possibilità di esprimersi liberamente, vanno a cambiarne l’aspetto della superfice attraverso la propria personale ricerca artistica. Gli interventi stessi sono quindi destinati a scomparire coperti dal lavoro dell’interprete successivo, in quella che diviene una sorta di galleria a ciclo continuo ed all’aperto.
Ricerca e processo, risultato di stimoli, percezioni e riflessioni personali, sono base ideale per un costante mutazione nelle dinamiche visive di Martina Merlini, la costante volontà di variare e di sperimentare soluzioni differenti, ha permesso all’interprete italiana di far emergere un approccio personale, inedito, genuino ed in grado di sviluppare un continua e peculiare sintesi astratta. È “WAX“, lo show aperto a Dicembre 2013 all’interno dell’Elastico Studio di Bologna, a rappresentare un passo fondamentale, la scintilla dalla quale l’autrice ha mano a mano sviluppato il proprio lavoro. La sperimentazione con la cera quindi, attraverso uno stimolo visivo che ricorda la resa xilografica, la sua successiva applicazione con materiali differenti come la carta ad esempio (Covered), hanno dato il via a ciò che ad oggi rappresenta ed identifica le produzioni dell’artista.
Per questa sua ultima fatica in strada, realizzata mediante l’utilizzo di amido e spray, Martina Merlini lascia invariato lo spirito ed il cuore degli elementi raffigurati, al tempo stesso però assistiamo ad un variazione nelle dinamiche e nel movimento proposto dagli stessi che risultano qui più liberi e meno premuti tra loro. Proprio il movimento, i differenti percorsi esposti, l’intrinseca volontà di decostruire e costruire nuove direzioni, rappresentano gli aspetti peculiari del lavoro dell’interprete. I grandi fasci ci accompagnano attraverso percorsi paralleli scanditi da una comune direzione, interrotti dagli intrecci e dalle fratture con le quali l’artista fa intersecare differenti rotte. L’impressione è quindi quella di trovarsi di fronte ad intensi flussi eterogenei, fratture capaci di dar vita a nuove dimensioni percettive, sia all’interno di ciascuna delle spesse linee che li compongono, sia nell’insieme. Dal dettaglio all’opera nel suo complesso, lo spettatore viene stimolato a ricomporre un ordine, a riallacciare i differenti intrecci, un caos generato che inevitabilmente entra a contatto con gli stimoli e le sensazioni del momento! Chapeau!
Ad accompagnare il nostro testo un bel video ed alcuni scatti con tutti i dettagli dell’intervento, dateci un occhiata e restate sintonizzati, nei prossimi giorni daremo un occhiata ai lavori realizzati dall’artista per Reminiscence, nuovo group show firmato dalla Mini Galerie di Amsterdam.

Thanks to The Artist for The Pics