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GORGO

Mal D’Africa Group Show at Ego Gallery (Recap)

Aperta lo scorso 16 di Maggio all’interno degli spazi della Ego Gallery, andiamo a dare un occhiata a Mal D’Africa collettiva con i lavori di 108, Dem, El Gato Chimney, Gaël Davrinche, Hitnes che hanno rielaborato una serie di manufatti africani attraverso le loro percezioni ed loro personale stile ed approccio visivo.
Che impatto ha l’arte africana nel lavoro di molti artisti contemporanei? È questa domanda che spinge un incontro insolito, da una parte un importante collezionista svizzero di arte africana, dall’altra sei artisti provenienti da Italia, Francia e Svizzera, da qui nasce Mal D’Africa. L’obiettivo è quello di mettere l’accento sulla grande influenza che l’artigianato artistico del continente Africano ha avuto ed ha sull’arte contemporanea per mezzo di una reinterpretazione di alcuni dei manufatti presenti nella ricca collezione di opere. Maschere, sculture ed oggetti appartenenti alla prima metà del diciannovesimo secolo e la metà del ventesimo secolo vengono quindi catturati dall’immaginazione degli artisti e riprodotti per mezzo dei lori peculiari e differenti stili. In particolare momento storico di tensione e frizione, sono proprio le differenti impostazioni visive di ogni artista che vanno a collocarsi in un ideale ponte tra l’Europa e l’Africa, approcci distanti e per certi versi opposti che però hanno un intrinseco legame con l’arte del continente nero.
Veniamo quindi accolti da un allestimento carico e denso di spunti differenti, 108 si è ispirato alle forme di alcune cavigliere, bracciali e polsiere in bronzo, dove in particolare le decorazioni incise su questi oggetti, utilizzati come accessori decorativi o come moneta di scambio tra i differenti clan, vengono riviste dall’artista attraverso il proprio filtro visivo. Dem prende spunto da due statue Mumuye provenienti dalla Nigeria, usate per la protezione personale e della casa oltre che per riti di guarigione, è interessante notare che l’interprete per questo suo lavoro torni ad una maggiore stilizzazione e ricerca delle forme, caratteristica dei suoi primi anni di lavoro. Dal canto suo El Gato Chimney scegliendo due maschere Yaka provenienti dall’Africa Centrale, ricollega la sua peculiare visione tematica, con aspetti come la magia e lo sciamanesimo tra i principali protagonisti, al valore di questi due oggetti utilizzati nei riti di iniziazione dei giovani clan, in particolare l’artista attraverso la figura di paglia, soggetto principale del suo lavoro, va a riprendere gli elementi visivi delle maschere regalando al risultato finale una forte caratterizzazione di rito o feticcio. Ancora una volta Gaël Davrinche va a lavorare elaborando un immagini destabilizzante, la sua è una reinterpreta di alcune bambole votive dove nel ritratto proposto il soggetto del dipinto è assecondato da un oggetto che va a rovesciarne il senso. Per lo show sono le bende di colore rosso che vanno a fasciare il modello del suo intervento in una rievocazione di ciò che avviene per le bambole Bamileke dedicate al culto e ai rituali della preghiera, il tutto completato dall’utilizzo da parte dell’interprete della stessa pittura rosso accesa delle stesse bambole.
Hitnes per Mal D’Africa ma a proseguire la sua ricerca sul mondo animale andando a realizzare su questo tela di tessuto grezzo una reinterpretazione di tre copricapi Bamoun del cameroun caratterizzati dalla presenza di un animale differenti per ciascuno dei tre. Ogni copricapo ha una funzione differente, il primo raffigurante un elefante veniva indossato dai dignitari, il secondo ed il terzo a forma di bufalo per le celebrazione in onore dei sovrani. Infine Nando Snozzi, l’interprete Svizzero propone una serie di lavori caratterizzati personale, i visi crudi e affilati dell’artista vengono accostati ad alcune maschere provenienti dalla Nigeria ed a due totem della Costa D’Avorio, in entrambi i casi, nelle maschere attraverso pigmenti bianchi e nelle opere di Snozzi per mezzo di una forte caratterizzazione visiva, è forte il legame e la riflessione sulla vita e la morte.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’allestimento proposto, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con tutti i dettagli delle opere proposte e le immagini durante la serata di apertura dello show, ricordiamo infine che c’è tempo fino al prossimo 6 di Luglio per andare a dare un occhiata di persona all’esibizione, noi ve l’abbiamo detto.

Ego Gallery
Via Luigi Canonica 9
6900 Lugano

Thanks to The Gallery for The Pics

Mal D’Africa Group Show at Ego Gallery (Recap)

Aperta lo scorso 16 di Maggio all’interno degli spazi della Ego Gallery, andiamo a dare un occhiata a Mal D’Africa collettiva con i lavori di 108, Dem, El Gato Chimney, Gaël Davrinche, Hitnes che hanno rielaborato una serie di manufatti africani attraverso le loro percezioni ed loro personale stile ed approccio visivo.
Che impatto ha l’arte africana nel lavoro di molti artisti contemporanei? È questa domanda che spinge un incontro insolito, da una parte un importante collezionista svizzero di arte africana, dall’altra sei artisti provenienti da Italia, Francia e Svizzera, da qui nasce Mal D’Africa. L’obiettivo è quello di mettere l’accento sulla grande influenza che l’artigianato artistico del continente Africano ha avuto ed ha sull’arte contemporanea per mezzo di una reinterpretazione di alcuni dei manufatti presenti nella ricca collezione di opere. Maschere, sculture ed oggetti appartenenti alla prima metà del diciannovesimo secolo e la metà del ventesimo secolo vengono quindi catturati dall’immaginazione degli artisti e riprodotti per mezzo dei lori peculiari e differenti stili. In particolare momento storico di tensione e frizione, sono proprio le differenti impostazioni visive di ogni artista che vanno a collocarsi in un ideale ponte tra l’Europa e l’Africa, approcci distanti e per certi versi opposti che però hanno un intrinseco legame con l’arte del continente nero.
Veniamo quindi accolti da un allestimento carico e denso di spunti differenti, 108 si è ispirato alle forme di alcune cavigliere, bracciali e polsiere in bronzo, dove in particolare le decorazioni incise su questi oggetti, utilizzati come accessori decorativi o come moneta di scambio tra i differenti clan, vengono riviste dall’artista attraverso il proprio filtro visivo. Dem prende spunto da due statue Mumuye provenienti dalla Nigeria, usate per la protezione personale e della casa oltre che per riti di guarigione, è interessante notare che l’interprete per questo suo lavoro torni ad una maggiore stilizzazione e ricerca delle forme, caratteristica dei suoi primi anni di lavoro. Dal canto suo El Gato Chimney scegliendo due maschere Yaka provenienti dall’Africa Centrale, ricollega la sua peculiare visione tematica, con aspetti come la magia e lo sciamanesimo tra i principali protagonisti, al valore di questi due oggetti utilizzati nei riti di iniziazione dei giovani clan, in particolare l’artista attraverso la figura di paglia, soggetto principale del suo lavoro, va a riprendere gli elementi visivi delle maschere regalando al risultato finale una forte caratterizzazione di rito o feticcio. Ancora una volta Gaël Davrinche va a lavorare elaborando un immagini destabilizzante, la sua è una reinterpreta di alcune bambole votive dove nel ritratto proposto il soggetto del dipinto è assecondato da un oggetto che va a rovesciarne il senso. Per lo show sono le bende di colore rosso che vanno a fasciare il modello del suo intervento in una rievocazione di ciò che avviene per le bambole Bamileke dedicate al culto e ai rituali della preghiera, il tutto completato dall’utilizzo da parte dell’interprete della stessa pittura rosso accesa delle stesse bambole.
Hitnes per Mal D’Africa ma a proseguire la sua ricerca sul mondo animale andando a realizzare su questo tela di tessuto grezzo una reinterpretazione di tre copricapi Bamoun del cameroun caratterizzati dalla presenza di un animale differenti per ciascuno dei tre. Ogni copricapo ha una funzione differente, il primo raffigurante un elefante veniva indossato dai dignitari, il secondo ed il terzo a forma di bufalo per le celebrazione in onore dei sovrani. Infine Nando Snozzi, l’interprete Svizzero propone una serie di lavori caratterizzati personale, i visi crudi e affilati dell’artista vengono accostati ad alcune maschere provenienti dalla Nigeria ed a due totem della Costa D’Avorio, in entrambi i casi, nelle maschere attraverso pigmenti bianchi e nelle opere di Snozzi per mezzo di una forte caratterizzazione visiva, è forte il legame e la riflessione sulla vita e la morte.
Per darvi modo di apprezzare al meglio tutto l’allestimento proposto, vi lasciamo ad una bella selezione di scatti con tutti i dettagli delle opere proposte e le immagini durante la serata di apertura dello show, ricordiamo infine che c’è tempo fino al prossimo 6 di Luglio per andare a dare un occhiata di persona all’esibizione, noi ve l’abbiamo detto.

Ego Gallery
Via Luigi Canonica 9
6900 Lugano

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