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Luca Zamoc – New Murals for Poliniza Festival 2014

Continuiamo a seguire gli sviluppi del Poliniza Festival si quest’anno, tra gli ospiti della rassegna troviamo con piacere il nostro Luca Zamoc che ha presentato per la rassegna di Valencia due caratteristici interventi dei suoi.
Per la kermesse Spagnolo anche l’interprete italiano ha avuto modo di lavorare all’interno del campus della Universitat Politecnica de Valencia realizzando due distinti interventi. Se il secondo lavoro, realizzato insieme a Ferran Gisbert che si è occupato di realizzare il corpo del serpente con un pennello artigianale di 2 metri, mentre il volto è concluso proprio dall’artista, a catturare la nostra attenzione è senza dubbio la prima parete.
Raccogliendo appieno da tutto il peculiare approccio visivo, caratterizzato da un ispirazione nei fumetti degli anni ’80 e sopratutto da un immaginario che si rifà ad un approccio tipicamente illustrativo, Luca Zamoc va a realizzare un opera che rappresenta un omaggio al grande pittore Fiammingo Pieter Paul Rubens.
L’artista sceglie di ispirarsi per mezzo del personale approccio visivo all’opera di Rubens Sansone e Dalila, se nel dipinto originale il famoso pittore descriveva l’inganno di Dalila ed il taglio dei capelli di Sansone ad opera dei Filistei, Zamoc ci mostra una scena differente concentrando piuttosto la proprio attenzione sull’eroe biblico. Il protagonista sappiamo infatti essere dotato di una forza sovrumana direttamente concessagli da Dio e legata alla sua lunga chioma, quest’ultima secondo la storia se tagliata privava Sansone delle sue capacità rendendolo inerme ed indifeso. Se nel quadro canonico viene quindi descritto l’istante in cui il super-uomo perde i suoi poteri, nel lavoro dell’interprete Italiano assistiamo ad una scena differente, l’artista sceglie infatti di mostrarci come nonostante abbia perso i suoi capelli l’eroe mantenga la sua forza e lo fa raffigurandolo nell’atto di sconfiggere una gigantesca creatura.
A catturare subito la nostra attenzione è anzitutto l’insolita scelta cromatica adottata dall’artista, un giallo accesso che dà forma e sostanza alle due figure, caratterizzate dalla ricca presenza di dettagli ed ombre, ma sopratutto una serie di fili rossi che letteralmente legano ed ‘allacciano’ i due soggetti. Proprio il rosso presente anche nella pittura originale, è il velo con il quale è coperto parte del corpo di Dalilia, viene utilizzato dall’interprete per dar vita a questi singolari fasci che avvolgono le due figure, l’intelligenza dell’artista è quindi quella di cogliere aspetti legati al dettaglio dell’opere per inserirli all’interno del proprio elaborato cambiandone forma e contesto, il risultato finale dell’intervento se da una parte come detto ci mostra una scena totalmente differente, dall’altra suggerisce sopratutto che la forza di Sansone, nonostante i capelli corti, sia comunque presente. Apportando da qui un paragone ed al contempo contestualizzando ai giorni nostri il lavoro, Luca Zamoc va a suggerire che i problemi e le difficoltà non possono scalfire la forza (d’animo) di ciascuno di noi ma che anzi rimane immutata e deve essere lo slancio per continuare la lotta, in questo senso i fasci rossi rappresentano la prigione delle difficoltà che si abbattono quotidianamente su ognuno di noi e che dovrebbero impedirci di muoverci ma che invece, come vediamo nel dipinto, non sortiscono alcun effetto sull’eroe biblico.
Il risultato finale è quindi un opera altamente ricca di riferimenti e che, considerando anche la particolare location di lavoro, rappresenta nel suo tema intrinseco la volontà dell’artista di suggerire il proseguo della ‘lotta’ quotidiana che ci aspetta giorno per giorno.
In calce al nostro testo trovate come sempre una bella serie di scatti con tutti i dettagli dei due lavori portati a termine, in aggiunta a qualche immagine durante il making of, in attesa di nuovi aggiornamenti, il consiglio è quello di darci un occhiata, enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

Luca Zamoc – New Murals for Poliniza Festival 2014

Continuiamo a seguire gli sviluppi del Poliniza Festival si quest’anno, tra gli ospiti della rassegna troviamo con piacere il nostro Luca Zamoc che ha presentato per la rassegna di Valencia due caratteristici interventi dei suoi.
Per la kermesse Spagnolo anche l’interprete italiano ha avuto modo di lavorare all’interno del campus della Universitat Politecnica de Valencia realizzando due distinti interventi. Se il secondo lavoro, realizzato insieme a Ferran Gisbert che si è occupato di realizzare il corpo del serpente con un pennello artigianale di 2 metri, mentre il volto è concluso proprio dall’artista, a catturare la nostra attenzione è senza dubbio la prima parete.
Raccogliendo appieno da tutto il peculiare approccio visivo, caratterizzato da un ispirazione nei fumetti degli anni ’80 e sopratutto da un immaginario che si rifà ad un approccio tipicamente illustrativo, Luca Zamoc va a realizzare un opera che rappresenta un omaggio al grande pittore Fiammingo Pieter Paul Rubens.
L’artista sceglie di ispirarsi per mezzo del personale approccio visivo all’opera di Rubens Sansone e Dalila, se nel dipinto originale il famoso pittore descriveva l’inganno di Dalila ed il taglio dei capelli di Sansone ad opera dei Filistei, Zamoc ci mostra una scena differente concentrando piuttosto la proprio attenzione sull’eroe biblico. Il protagonista sappiamo infatti essere dotato di una forza sovrumana direttamente concessagli da Dio e legata alla sua lunga chioma, quest’ultima secondo la storia se tagliata privava Sansone delle sue capacità rendendolo inerme ed indifeso. Se nel quadro canonico viene quindi descritto l’istante in cui il super-uomo perde i suoi poteri, nel lavoro dell’interprete Italiano assistiamo ad una scena differente, l’artista sceglie infatti di mostrarci come nonostante abbia perso i suoi capelli l’eroe mantenga la sua forza e lo fa raffigurandolo nell’atto di sconfiggere una gigantesca creatura.
A catturare subito la nostra attenzione è anzitutto l’insolita scelta cromatica adottata dall’artista, un giallo accesso che dà forma e sostanza alle due figure, caratterizzate dalla ricca presenza di dettagli ed ombre, ma sopratutto una serie di fili rossi che letteralmente legano ed ‘allacciano’ i due soggetti. Proprio il rosso presente anche nella pittura originale, è il velo con il quale è coperto parte del corpo di Dalilia, viene utilizzato dall’interprete per dar vita a questi singolari fasci che avvolgono le due figure, l’intelligenza dell’artista è quindi quella di cogliere aspetti legati al dettaglio dell’opere per inserirli all’interno del proprio elaborato cambiandone forma e contesto, il risultato finale dell’intervento se da una parte come detto ci mostra una scena totalmente differente, dall’altra suggerisce sopratutto che la forza di Sansone, nonostante i capelli corti, sia comunque presente. Apportando da qui un paragone ed al contempo contestualizzando ai giorni nostri il lavoro, Luca Zamoc va a suggerire che i problemi e le difficoltà non possono scalfire la forza (d’animo) di ciascuno di noi ma che anzi rimane immutata e deve essere lo slancio per continuare la lotta, in questo senso i fasci rossi rappresentano la prigione delle difficoltà che si abbattono quotidianamente su ognuno di noi e che dovrebbero impedirci di muoverci ma che invece, come vediamo nel dipinto, non sortiscono alcun effetto sull’eroe biblico.
Il risultato finale è quindi un opera altamente ricca di riferimenti e che, considerando anche la particolare location di lavoro, rappresenta nel suo tema intrinseco la volontà dell’artista di suggerire il proseguo della ‘lotta’ quotidiana che ci aspetta giorno per giorno.
In calce al nostro testo trovate come sempre una bella serie di scatti con tutti i dettagli dei due lavori portati a termine, in aggiunta a qualche immagine durante il making of, in attesa di nuovi aggiornamenti, il consiglio è quello di darci un occhiata, enjoy it.

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