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JAZ – New Mural at Los Muros Hablan Festival

Prosegue senza sosta la programmazione dell’eccellente Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, la rassegna continua a proporci un intensa serie di opere frutto del lavoro degli artisti tra i migliori del panorama internazionale, ultimo dei quali l’argentino JAZ.
Il grande Franco Fasoli per questo primo intervento ha a disposizione quella bella parete sulla quale ci mostra ancora una volta tutta la dirompenza e l’efficacia di uno stile, il suo tra quelli che maggiormente apprezziamo. JAZ nei suoi lavori tocca temi diverse, indaga attraverso il proprio immaginario su diversi aspetti della natura umana, lo fa attraverso il suo particolare ed intrinseco rapporto con le figure animali, nello specifico quelle dei grandi predatori, attraverso le quali sviscerare la personale visione dell’uomo,
attraverso i lottatori di wrestiling – sebbene questo filone si sia in parte affievolito nel tempo – oppure concentrandosi alcune volte su temi a carattere sociale e talvolta politico. L’individuo viene rappresentato dall’interprete attraverso una produzione fortemente emotiva, caratterizzata da continui mash-up, folli mescolanze di corpi in cui il lato più brutale delle belve va a fondersi con il corpo umano che va così ad assumere forme e silhouette raccapriccianti. È importante notare come l’artista faccia di fatto completamente sparire i volti, assorbiti dalle metamorfosi in atto nelle sue pitture, cosa piuttosto insolita in rappresentazioni di questo tipo, ma che nel caso delle sue produzioni non ne intacca affatto la matrice simbolica ed emotiva. Ad aumentare di fatti la forte enfasi fisica del lavoro vediamo l’interprete unire un tratto ed una scelta tecnica dei colori assolutamente particolare, lo studio sulle vernici non convenzionali come quelle asfaltiche, una propensione ad una pittura calda e viscerale, la cura del dettaglio con un particolare cura dei muscoli e sulle ombreggiature, segnano il passo alla grande caratterizzazione delle sue opere.
Per la bella kermesse portoricana JAZ presenta “Multiple Identidad”, l’ennesimo lavoro sopraffino in cui osserviamo la fusione di tre predatori nel corpo di uomo, un simbolo della mescolanza di identità psicologiche che si ripercuote sulla caratterizzazione stessa del corpo.

Pics by San

JAZ – New Mural at Los Muros Hablan Festival

Prosegue senza sosta la programmazione dell’eccellente Los Muros Hablan Festival di Porto Rico, la rassegna continua a proporci un intensa serie di opere frutto del lavoro degli artisti tra i migliori del panorama internazionale, ultimo dei quali l’argentino JAZ.
Il grande Franco Fasoli per questo primo intervento ha a disposizione quella bella parete sulla quale ci mostra ancora una volta tutta la dirompenza e l’efficacia di uno stile, il suo tra quelli che maggiormente apprezziamo. JAZ nei suoi lavori tocca temi diverse, indaga attraverso il proprio immaginario su diversi aspetti della natura umana, lo fa attraverso il suo particolare ed intrinseco rapporto con le figure animali, nello specifico quelle dei grandi predatori, attraverso le quali sviscerare la personale visione dell’uomo,
attraverso i lottatori di wrestiling – sebbene questo filone si sia in parte affievolito nel tempo – oppure concentrandosi alcune volte su temi a carattere sociale e talvolta politico. L’individuo viene rappresentato dall’interprete attraverso una produzione fortemente emotiva, caratterizzata da continui mash-up, folli mescolanze di corpi in cui il lato più brutale delle belve va a fondersi con il corpo umano che va così ad assumere forme e silhouette raccapriccianti. È importante notare come l’artista faccia di fatto completamente sparire i volti, assorbiti dalle metamorfosi in atto nelle sue pitture, cosa piuttosto insolita in rappresentazioni di questo tipo, ma che nel caso delle sue produzioni non ne intacca affatto la matrice simbolica ed emotiva. Ad aumentare di fatti la forte enfasi fisica del lavoro vediamo l’interprete unire un tratto ed una scelta tecnica dei colori assolutamente particolare, lo studio sulle vernici non convenzionali come quelle asfaltiche, una propensione ad una pittura calda e viscerale, la cura del dettaglio con un particolare cura dei muscoli e sulle ombreggiature, segnano il passo alla grande caratterizzazione delle sue opere.
Per la bella kermesse portoricana JAZ presenta “Multiple Identidad”, l’ennesimo lavoro sopraffino in cui osserviamo la fusione di tre predatori nel corpo di uomo, un simbolo della mescolanza di identità psicologiche che si ripercuote sulla caratterizzazione stessa del corpo.

Pics by San