GORGO

JAZ for The Painted Desert Project in Arizona

Il grande Fraco Fasoli aka JAZ è tra gli artisti invitati a prendere parte ai lavori per l’eccellente The Painted Desert Project, l’artista Argentino ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete proponendo nuovi ed interessanti sviluppi per il suo percorso.

Ci siamo spesso calati all’interno dell’immaginario di JAZ completamente assorti dalle profondità dei suoi temi e dalla particolare inflessione della sua ricerca stilistica e lavorativa, l’artista prosegue nell’approfondire con vigore ed enfasi i temi legati all’uomo, alla natura ed infine al mondo animale, vero e proprio fulcro del suo percorso artistico, tutti questi tre differenti aspetti vanno ad unirsi e vengono sviscerati dall’interprete attraverso una personale riflessione sull’uomo e sul suo stesso animo. L’approfondimento dell’artista avviene attraverso il complesso rapporto tra natura ed uomo, questo viene portato avanti attraverso differenti aspetti, anzitutto le famose fusioni corporee dove interi corpi vengono miscelati con gli animali, qui si assiste ad una sorta di opera a metà tra mistico ed onirico, tra istinto ed umanità, con i corpi inermi, vacui, preda della brutalità del predatore animale, si perde il senso di animale ed uomo che si scambiano invertendosi i ruoli attraverso le differenti chiavi di lettura che ci mostrano l’intenzione dell’artista di dipingere la figure dell’uomo in un totale stato di decadenza. Se da una parte troviamo quindi queste metafusioni dall’altra veniamo accolti da vibranti opere dove è la stessa natura e gli animali a prendere la scena, in queste opere JAZ carica gli spazi attraverso sottili e celate riflessioni, dipinge il branco, od un singolo animale, ne delimita la forma fino a elevarne la profondità. Peculiarità infine dell’operato del grande artista Argentino è la parallela ricerca che compie in ambito artistico sfruttando colorazioni e tinte non canoniche, come le vernici asfaltiche, e una spiccata sensibilità per tonalità più vicine alla terra, calde ed intense a segnare profondamente l’aspetto delle sue produzioni.

Per il bel progetto nel deserto dell’Arizona, JAZ porta in dote un nuovo stimolo, abituati a confrontarci con fusioni corporee, con gli iconici lottatori mascherati, questa volta l’interprete sceglie per un approccio diretto verso la personale fascinazione a tema naturale laddove in questo caso la figura del cavallo appare l’indiscusso ed unico protagonista. L’autore Argentino va quindi a dipingere attraverso il suo iconico tratto una grande mandria di cavalli, a catturare la nostra attenzione, aldilà della grande abilità pittorica dell’artista, sono in particolare le ombre che vanno ad emergere dalla fitta serie di corpi. Attraverso un gioco prospettico l’interprete va infatti ad inserire tra i corpi degli animali la rispettiva ombra, l’impatto, per quanto legato ad un pensiero criptico, risulta decisamente efficace portando chi osserva a chiedersi l’effettiva natura di queste grandi ombre, uno stacco cromatico notevole che stimola un senso quasi di angoscia e paura e che, unita alla grande sensazione di movimento dell’intervento, restituisce un risultato finale assolutamente unico.

Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, vi invitiamo a darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

JAZ for The Painted Desert Project in Arizona

Il grande Fraco Fasoli aka JAZ è tra gli artisti invitati a prendere parte ai lavori per l’eccellente The Painted Desert Project, l’artista Argentino ha infatti da poco terminato di dipingere questa nuova e grande parete proponendo nuovi ed interessanti sviluppi per il suo percorso.

Ci siamo spesso calati all’interno dell’immaginario di JAZ completamente assorti dalle profondità dei suoi temi e dalla particolare inflessione della sua ricerca stilistica e lavorativa, l’artista prosegue nell’approfondire con vigore ed enfasi i temi legati all’uomo, alla natura ed infine al mondo animale, vero e proprio fulcro del suo percorso artistico, tutti questi tre differenti aspetti vanno ad unirsi e vengono sviscerati dall’interprete attraverso una personale riflessione sull’uomo e sul suo stesso animo. L’approfondimento dell’artista avviene attraverso il complesso rapporto tra natura ed uomo, questo viene portato avanti attraverso differenti aspetti, anzitutto le famose fusioni corporee dove interi corpi vengono miscelati con gli animali, qui si assiste ad una sorta di opera a metà tra mistico ed onirico, tra istinto ed umanità, con i corpi inermi, vacui, preda della brutalità del predatore animale, si perde il senso di animale ed uomo che si scambiano invertendosi i ruoli attraverso le differenti chiavi di lettura che ci mostrano l’intenzione dell’artista di dipingere la figure dell’uomo in un totale stato di decadenza. Se da una parte troviamo quindi queste metafusioni dall’altra veniamo accolti da vibranti opere dove è la stessa natura e gli animali a prendere la scena, in queste opere JAZ carica gli spazi attraverso sottili e celate riflessioni, dipinge il branco, od un singolo animale, ne delimita la forma fino a elevarne la profondità. Peculiarità infine dell’operato del grande artista Argentino è la parallela ricerca che compie in ambito artistico sfruttando colorazioni e tinte non canoniche, come le vernici asfaltiche, e una spiccata sensibilità per tonalità più vicine alla terra, calde ed intense a segnare profondamente l’aspetto delle sue produzioni.

Per il bel progetto nel deserto dell’Arizona, JAZ porta in dote un nuovo stimolo, abituati a confrontarci con fusioni corporee, con gli iconici lottatori mascherati, questa volta l’interprete sceglie per un approccio diretto verso la personale fascinazione a tema naturale laddove in questo caso la figura del cavallo appare l’indiscusso ed unico protagonista. L’autore Argentino va quindi a dipingere attraverso il suo iconico tratto una grande mandria di cavalli, a catturare la nostra attenzione, aldilà della grande abilità pittorica dell’artista, sono in particolare le ombre che vanno ad emergere dalla fitta serie di corpi. Attraverso un gioco prospettico l’interprete va infatti ad inserire tra i corpi degli animali la rispettiva ombra, l’impatto, per quanto legato ad un pensiero criptico, risulta decisamente efficace portando chi osserva a chiedersi l’effettiva natura di queste grandi ombre, uno stacco cromatico notevole che stimola un senso quasi di angoscia e paura e che, unita alla grande sensazione di movimento dell’intervento, restituisce un risultato finale assolutamente unico.

Null’altro da aggiungere, vi lasciamo piuttosto ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli dell’intervento realizzato, in attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista, vi invitiamo a darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.