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GORGO

Isaac Cordal “Moments de solitude” at SpaceJunk (Recap)

Negli spazi dello SpaceJunk di Bayonne in Francia, lo scorso 5 Febbraio Isaac Cordal ha presentato “Moments de solitude”, ultimo solo show con il quale l’autore prosegue la personale indagine sulla società e l’uomo moderno.
Si tratta di un ritorno in galleria a distanza di quasi due anni dall’eccellente The New Slavery, con un nuovo corpo di lavoro caratterizzato come sempre dalle iconiche installazioni con le quali spesso ci siamo confrontati durante il nostro percorso editoriale.
Lo stimolo principale delle produzioni firmate Isaac Cordal, risiede nella volontà dell’autore di tratteggiare con forza e carattere un vero e proprio micro universo. L’interazione con lo spazio urbano avviene quindi per mezzo di un piglio rivolto verso il dettaglio, le insenature, le viuzze ed i crepacci della città, che divengono ideale scenografia nella quale inserire i suoi iconici personaggi. Attraverso il suo progetto ‘Cement Eclipses’, l’interprete analizza i tempi moderni soffermandosi sull’essere umano, riflettendo attraverso le sue installazioni la condizione dell’uomo in questo particolare periodo storico.
I temi affrontati da Cordal sono molteplici e raccolgono l’eredità di un esistenza malata, pessimistica e buia, i characters dell’interprete, uomini di mezza età in giacca e cravatta, rappresentano l’ideale sintesi dell’essere umano. Questi tristi personaggi si inseriscono negli spazi urbani andando a toccare tematiche differenti, l’imperfezione della nostra società consumistica, l’alienazione individuale, la schiavitù intellettuale, passando infine per il disagio interiore ed i problemi ambientali. Il cemento in particolare diviene sia stimolo visivo ma soprattutto medium ideale per costruire e proiettare queste figure all’interno dello spazio urbano . Vedi i personaggi farsi largo tra le finestre, scaraventati sulle pareti, emergere dalla pozzanghere con lo sguardo basso, malinconico, con il mano il loro cellulare e la loro ventiquattro ore, inquieti e doloranti riflettono le piaghe dell’uomo moderno sbattendoci in faccia tutto il disagio che giorno dopo giorno tentiamo di smorzare e reprimere dentro di noi.
Quest’ultima esibizione raccoglie quindi appieno gli stimoli tematici e lavorativi dell’interprete attraverso un allestimento completamente realizzato sotto forma di inedite installazioni. Attraverso queste, Isaac Cordal spinge l’osservatore all’interno del personale universo narrativo, ci mette a confronto con il riflesso dei noi disagi quotidiani, spingendoci a prendere una posizione o semplicemente a riflettere sulla nostra condizione esistenziale, duro, diretto e senza troppi fronzoli.
Per darvi modo di approfondire al meglio il corposo allestimento proposto dall’artista con base a Bruxelles, vi lasciamo ad una lunga e bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo show, dateci un occhiata e se vi trovate nei paraggi, vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 4 di Aprile per andare a darci un occhiata di persona.

To begin 2015, the Brussels based artist Isaac Cordal takes possession the Spacejunk network with legions of tiny, middle-aged men in suits who navigate dreary, oppressive environments. Realized to be placed in the street, taking advantage of the existing architecture, Isaac lets us see a rough view of our society. Through ingenious installations, it points out the imperfections of our consumerist routines, the intellectual enslavement of mass and highlights environmental issues.

Spacejunk
Rue Ste Catherine
64100 Bayonne

Pics by The Artist

Isaac Cordal “Moments de solitude” at SpaceJunk (Recap)

Negli spazi dello SpaceJunk di Bayonne in Francia, lo scorso 5 Febbraio Isaac Cordal ha presentato “Moments de solitude”, ultimo solo show con il quale l’autore prosegue la personale indagine sulla società e l’uomo moderno.
Si tratta di un ritorno in galleria a distanza di quasi due anni dall’eccellente The New Slavery, con un nuovo corpo di lavoro caratterizzato come sempre dalle iconiche installazioni con le quali spesso ci siamo confrontati durante il nostro percorso editoriale.
Lo stimolo principale delle produzioni firmate Isaac Cordal, risiede nella volontà dell’autore di tratteggiare con forza e carattere un vero e proprio micro universo. L’interazione con lo spazio urbano avviene quindi per mezzo di un piglio rivolto verso il dettaglio, le insenature, le viuzze ed i crepacci della città, che divengono ideale scenografia nella quale inserire i suoi iconici personaggi. Attraverso il suo progetto ‘Cement Eclipses’, l’interprete analizza i tempi moderni soffermandosi sull’essere umano, riflettendo attraverso le sue installazioni la condizione dell’uomo in questo particolare periodo storico.
I temi affrontati da Cordal sono molteplici e raccolgono l’eredità di un esistenza malata, pessimistica e buia, i characters dell’interprete, uomini di mezza età in giacca e cravatta, rappresentano l’ideale sintesi dell’essere umano. Questi tristi personaggi si inseriscono negli spazi urbani andando a toccare tematiche differenti, l’imperfezione della nostra società consumistica, l’alienazione individuale, la schiavitù intellettuale, passando infine per il disagio interiore ed i problemi ambientali. Il cemento in particolare diviene sia stimolo visivo ma soprattutto medium ideale per costruire e proiettare queste figure all’interno dello spazio urbano . Vedi i personaggi farsi largo tra le finestre, scaraventati sulle pareti, emergere dalla pozzanghere con lo sguardo basso, malinconico, con il mano il loro cellulare e la loro ventiquattro ore, inquieti e doloranti riflettono le piaghe dell’uomo moderno sbattendoci in faccia tutto il disagio che giorno dopo giorno tentiamo di smorzare e reprimere dentro di noi.
Quest’ultima esibizione raccoglie quindi appieno gli stimoli tematici e lavorativi dell’interprete attraverso un allestimento completamente realizzato sotto forma di inedite installazioni. Attraverso queste, Isaac Cordal spinge l’osservatore all’interno del personale universo narrativo, ci mette a confronto con il riflesso dei noi disagi quotidiani, spingendoci a prendere una posizione o semplicemente a riflettere sulla nostra condizione esistenziale, duro, diretto e senza troppi fronzoli.
Per darvi modo di approfondire al meglio il corposo allestimento proposto dall’artista con base a Bruxelles, vi lasciamo ad una lunga e bella serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultimo show, dateci un occhiata e se vi trovate nei paraggi, vi ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 4 di Aprile per andare a darci un occhiata di persona.

To begin 2015, the Brussels based artist Isaac Cordal takes possession the Spacejunk network with legions of tiny, middle-aged men in suits who navigate dreary, oppressive environments. Realized to be placed in the street, taking advantage of the existing architecture, Isaac lets us see a rough view of our society. Through ingenious installations, it points out the imperfections of our consumerist routines, the intellectual enslavement of mass and highlights environmental issues.

Spacejunk
Rue Ste Catherine
64100 Bayonne

Pics by The Artist