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Isaac Cordal for No Limit Boras Festival

Torniamo con piacere per le strade di Boras, in Svezia, tra gli artisti partecipanti all’ultima edizione del No Limit Boras Festival, troviamo anche Isaac Cordal, l’interprete per la rassegna ha infatti realizzato una serie delle sua iconiche installazioni.
Abbiamo l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro di Isaac Cordal attraverso un infornata di lavori, capaci di portare in dote tutta la profonda tematica concettuale che l’interprete porta avanti attraverso le proprie produzioni. Gli spazi cittadini per Cordal, non si limitano alla pareti, l’interazione in questo senso avviene attraverso una proposta in grado di innescare un dialogo differente. Il piglio diviene differente, così come le iconiche installazioni, la visione dell’artista passa per un micro universo personale generato da una proposta visiva in grado di rivelare gli spazi urbani di dimensione ridotta che divengono quindi, ideale e fertile terreno per il suo lavoro. Il progetto “Cement Eclipses” portato avanti dall’autore, rappresenta l’opportunità quindi di una interazione differente con la coreografia urbana ed al tempo stesso stimolo per una riflessione profonda ed articolata. L’artista attraverso la sua proposta artista porta in dote uno stimolo capace di rivelare l’impatto del cemento all’interno della vita di tutti i giorni. In particolare l’interprete si sofferma sul impatto dello stesso sull’essere umano, tratteggiando in questo modo, una personale analisi dell’uomo moderno e delle sue differenti piaghe e difficoltà. Il cemento diviene habitat e materiale di produzione delle sue iconiche installazioni andando a generare una serie di inquietanti e tetri personaggi. Questi ultimi sono il riflesso dell’umanità, malinconici si appropriano degli spazi cittadini, li vediamo all’interno degli anfratti, nelle viuzze, tra le finestre, emergono dalle pozzanghere con in mano la loro valigetta od il loro cellulare, sguardo rivolto verso il basso in una smorfia soffocata di dolore e di disagio interiore realmente tangibile. L’inquietudine di queste piccole creature rappresenta l’opportunità per l’autore di approfondire le differenti dinamiche dell’uomo moderno, per sottolineare il declino e la corruzione dell’essere umano, sottolineandone la triste esistenza. Isaac Cordal sceglie di sbatterci in faccia, senza alcuna censura, la sua riflessione, le difficoltà di tutti i giorni prendono vita, plasmano la forma di questi minuscoli ed ingobbiti personaggi, ne tracciano i volti. Chi osserva, chi ne scopre l’esistenza si ritrova ad osservarne i dettagli, a capirne l’esistenza in quella che diviene una sorta di metastasi interiore capace di colpirci ed impressionarci puntualmente.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto trovare una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima incursione dell’autore, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by The Artist

Isaac Cordal for No Limit Boras Festival

Torniamo con piacere per le strade di Boras, in Svezia, tra gli artisti partecipanti all’ultima edizione del No Limit Boras Festival, troviamo anche Isaac Cordal, l’interprete per la rassegna ha infatti realizzato una serie delle sua iconiche installazioni.
Abbiamo l’opportunità di tornare ad approfondire il lavoro di Isaac Cordal attraverso un infornata di lavori, capaci di portare in dote tutta la profonda tematica concettuale che l’interprete porta avanti attraverso le proprie produzioni. Gli spazi cittadini per Cordal, non si limitano alla pareti, l’interazione in questo senso avviene attraverso una proposta in grado di innescare un dialogo differente. Il piglio diviene differente, così come le iconiche installazioni, la visione dell’artista passa per un micro universo personale generato da una proposta visiva in grado di rivelare gli spazi urbani di dimensione ridotta che divengono quindi, ideale e fertile terreno per il suo lavoro. Il progetto “Cement Eclipses” portato avanti dall’autore, rappresenta l’opportunità quindi di una interazione differente con la coreografia urbana ed al tempo stesso stimolo per una riflessione profonda ed articolata. L’artista attraverso la sua proposta artista porta in dote uno stimolo capace di rivelare l’impatto del cemento all’interno della vita di tutti i giorni. In particolare l’interprete si sofferma sul impatto dello stesso sull’essere umano, tratteggiando in questo modo, una personale analisi dell’uomo moderno e delle sue differenti piaghe e difficoltà. Il cemento diviene habitat e materiale di produzione delle sue iconiche installazioni andando a generare una serie di inquietanti e tetri personaggi. Questi ultimi sono il riflesso dell’umanità, malinconici si appropriano degli spazi cittadini, li vediamo all’interno degli anfratti, nelle viuzze, tra le finestre, emergono dalle pozzanghere con in mano la loro valigetta od il loro cellulare, sguardo rivolto verso il basso in una smorfia soffocata di dolore e di disagio interiore realmente tangibile. L’inquietudine di queste piccole creature rappresenta l’opportunità per l’autore di approfondire le differenti dinamiche dell’uomo moderno, per sottolineare il declino e la corruzione dell’essere umano, sottolineandone la triste esistenza. Isaac Cordal sceglie di sbatterci in faccia, senza alcuna censura, la sua riflessione, le difficoltà di tutti i giorni prendono vita, plasmano la forma di questi minuscoli ed ingobbiti personaggi, ne tracciano i volti. Chi osserva, chi ne scopre l’esistenza si ritrova ad osservarne i dettagli, a capirne l’esistenza in quella che diviene una sorta di metastasi interiore capace di colpirci ed impressionarci puntualmente.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo piuttosto trovare una ricchissima serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima incursione dell’autore, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare e restate sintonizzati, presto nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’artista.

Pics by The Artist