GORGO

Le ultime installazioni dei Luzinterruptus a Madrid

Con una nuova serie di installazioni realizzate a Madrid prosegue l’indagine dei Luzinterruptus sull’eccesso di plastica nelle nostre vite.
Il collettivo Spagnolo è stato invitato a prendere parte al Festival Luna de Octubre per il quale ha realizzato Plastic Islands, una serie di interventi sulle fontane di Cibeles, Neptuno e Apolo, il trittico di fontane progettate da Ventura Rodríguez, simboli di Madrid e situate lungo l’asse Prado-Recoletos. Il progetto è un adattamento dell’omonimo intervento realizzato su Trafalgar Square a Londra nel 2016 (Covered).
Esattamente come accaduto per il precedente lavoro anche in questo caso l’obiettivo è replicare su scala ridotta il cosiddetto ottavo continente, una landa di plastica e immondizia presente nell’Oceano Pacifico.
L’enorme massa di circa 4 milioni di tonnellate di plastica che si estende per una superfice di 22.000 chilometri con una profondità di 30 metri, sta distruggendo gran parte della fauna marina della zona trasformando in modo permanente l’ecosistema.
Questa nuova incarnazione del progetto ha visto l’utilizzo di circa 60.000 bottiglie di plastica, raccolte durante i 3 mesi precedenti all’intervento, che hanno coperto interamente gli specchi d’acqua delle tre iconiche fontane.

Photo Credit: Lola Martínez

Le ultime installazioni dei Luzinterruptus a Madrid

Con una nuova serie di installazioni realizzate a Madrid prosegue l’indagine dei Luzinterruptus sull’eccesso di plastica nelle nostre vite.
Il collettivo Spagnolo è stato invitato a prendere parte al Festival Luna de Octubre per il quale ha realizzato Plastic Islands, una serie di interventi sulle fontane di Cibeles, Neptuno e Apolo, il trittico di fontane progettate da Ventura Rodríguez, simboli di Madrid e situate lungo l’asse Prado-Recoletos. Il progetto è un adattamento dell’omonimo intervento realizzato su Trafalgar Square a Londra nel 2016 (Covered).
Esattamente come accaduto per il precedente lavoro anche in questo caso l’obiettivo è replicare su scala ridotta il cosiddetto ottavo continente, una landa di plastica e immondizia presente nell’Oceano Pacifico.
L’enorme massa di circa 4 milioni di tonnellate di plastica che si estende per una superfice di 22.000 chilometri con una profondità di 30 metri, sta distruggendo gran parte della fauna marina della zona trasformando in modo permanente l’ecosistema.
Questa nuova incarnazione del progetto ha visto l’utilizzo di circa 60.000 bottiglie di plastica, raccolte durante i 3 mesi precedenti all’intervento, che hanno coperto interamente gli specchi d’acqua delle tre iconiche fontane.

Photo Credit: Lola Martínez