GORGO

INK ON PAPER: Volume II

INK ON PAPER vuole approfondire uno degli aspetti più interessanti del mondo del writing, il supporto cartaceo vero e proprio volano espressivo nonché mondo parallelo alla strada.
Secondo Volume: Fuzi

“La tecnica non ha nulla a che vedere con la potenza emotiva di un’opera”

Fuzi inizia il suo percorso artistico nei primi anni ’90 ed insieme alle sue crew UV – TPK, le più temute del periodo, ha dato vita a quello che è conosciuto come “ignorant style”.
La definizione, coniata in senso dispregiativo da un writer romano, è stata da subito adottata da Fuzi stesso con intento provocatorio, per definire il suo approccio al writing: brutale, sia nella tecnica che nel rapportarsi con le superfici e con gli altri writer che spesso venivano coperti senza rispetto.

Uno modo di dipingere svincolato da dogmi estetici e comportamentali della “scena”, selvaggio: Fuzi si esprime con lettere e disegni dall’aspetto infantile, semplici ed istintivi nella realizzazione e che proprio per queste caratteristiche, si sono imposti, rappresentando un momento di rottura con quanto era stato fino ad allora ritenuto “accettabile” in termini di stile e attitudine. La crudezza della forma riflette uno stile di vita che non fa compromessi con la società, per cui conciliare l’essere presente dentro e fuori a tutti i treni, sulle metro e per strada con la propria firma con una esitenza “normale”, diventa impossibile e conduce ad una vita da fuorilegge.

Tutto questo e molto altro (il percorso dell’artista va molto al di la del solo writing) è raccontato in maniera approfondita ed al contempo semplice e chiara in “Devoration”, un libro-intervista curato da Thibault Choai ed uscito nel 2013 in occasione della mostra omonima in 300 copie firmate; la costa delle pagine è colorata artigianalmente a cura di Krink. Layout minimale ed elegante, carta economica e foto sgranate  danno alla pubblicazione un aspetto spartano ma elegante che ben si sposa con la “poetica” di Fuzi.

Il volume, la cui lettura garantisce numerosi spunti di riflessione (in particolare i capitoli “Anti media coverage” e “The invention of the ignorant style” sono davvero interessanti) è uscito in occasione di una mostra (http://ilgorgo.com/fuzi-devoration-new-show-at-classic-ephemeral-gallery/) nella quale l’artista ha esposto la pelle dei sedili dei treni parigni decorata coi suoi “flash”, collegando il tatuaggio, arte alla quale si sta dedicando con incredibile successo da alcuni anni, writing e vandalismo, andando idealmente a chiudere il percorso iniziato negli anni ’90 ed in particolare si collega a quanto raccontato da “Ma ligne”.

“Ma ligne”, brillante gioco di parole tra “La mia linea”, la “Paris St Lazare/Mantes La Jolie”, e “maligno”, è un raffinato catalogo che raccoglie fotografie scattate tra 1996 al 2001, gli anni di massima attività di Fuzi come writer.
Le immagini, disturbanti nella loro violenza, ritraggono quasi esclusivamente gli interni vandalizzati dei treni della linea suburbana che Fuzi ed i suoi soci UV dominavano: caotiche tag tracciate in uno stampatello infantile a saturare il campo visivo e, soprattutto, sedili devastati, incisi con coltelli e cutter, a volte per scrivere nomi, più spesso soltanto per lasciare una traccia del passaggio di un gruppo di writer in guerra con la società ed in lotta per emergere, a modo loro, sulle altre crew, segnando a colpi di lama, il confine che li separava dagli altri.

Devoration, p.109: “En gros la technique n’a rien à voir avec le pouvoir émotionnel d’une œuvre”

Ritratto di Fuzi courtesy of Petra Valenti

Devoration: Paperback
144 pages / black printing
Language: english and french
ISBN : 978-2-9536997-5-3
http://www.classic-paris.com

Ma ligne: Hardcover: 146 pages
Publisher: Patrick Frey (January 2, 2011)
Language: French
ISBN-10: 3905509989
ISBN-13: 978-3905509984
http://www.editionpatrickfrey.com

Per approfondire:
Graffalife vol. 8 e 9; Matiere Grise; Descente interdite (graffalife.blogspot.it/)
Pirates video (http://www.zeab.fr)
Fuzi flash tattoo collection vol. 1 e 2

Text by Pietro Rivasi from D406

INK ON PAPER: Volume II

INK ON PAPER vuole approfondire uno degli aspetti più interessanti del mondo del writing, il supporto cartaceo vero e proprio volano espressivo nonché mondo parallelo alla strada.
Secondo Volume: Fuzi

“La tecnica non ha nulla a che vedere con la potenza emotiva di un’opera”

Fuzi inizia il suo percorso artistico nei primi anni ’90 ed insieme alle sue crew UV – TPK, le più temute del periodo, ha dato vita a quello che è conosciuto come “ignorant style”.
La definizione, coniata in senso dispregiativo da un writer romano, è stata da subito adottata da Fuzi stesso con intento provocatorio, per definire il suo approccio al writing: brutale, sia nella tecnica che nel rapportarsi con le superfici e con gli altri writer che spesso venivano coperti senza rispetto.

Uno modo di dipingere svincolato da dogmi estetici e comportamentali della “scena”, selvaggio: Fuzi si esprime con lettere e disegni dall’aspetto infantile, semplici ed istintivi nella realizzazione e che proprio per queste caratteristiche, si sono imposti, rappresentando un momento di rottura con quanto era stato fino ad allora ritenuto “accettabile” in termini di stile e attitudine. La crudezza della forma riflette uno stile di vita che non fa compromessi con la società, per cui conciliare l’essere presente dentro e fuori a tutti i treni, sulle metro e per strada con la propria firma con una esitenza “normale”, diventa impossibile e conduce ad una vita da fuorilegge.

Tutto questo e molto altro (il percorso dell’artista va molto al di la del solo writing) è raccontato in maniera approfondita ed al contempo semplice e chiara in “Devoration”, un libro-intervista curato da Thibault Choai ed uscito nel 2013 in occasione della mostra omonima in 300 copie firmate; la costa delle pagine è colorata artigianalmente a cura di Krink. Layout minimale ed elegante, carta economica e foto sgranate  danno alla pubblicazione un aspetto spartano ma elegante che ben si sposa con la “poetica” di Fuzi.

Il volume, la cui lettura garantisce numerosi spunti di riflessione (in particolare i capitoli “Anti media coverage” e “The invention of the ignorant style” sono davvero interessanti) è uscito in occasione di una mostra (http://ilgorgo.com/fuzi-devoration-new-show-at-classic-ephemeral-gallery/) nella quale l’artista ha esposto la pelle dei sedili dei treni parigni decorata coi suoi “flash”, collegando il tatuaggio, arte alla quale si sta dedicando con incredibile successo da alcuni anni, writing e vandalismo, andando idealmente a chiudere il percorso iniziato negli anni ’90 ed in particolare si collega a quanto raccontato da “Ma ligne”.

“Ma ligne”, brillante gioco di parole tra “La mia linea”, la “Paris St Lazare/Mantes La Jolie”, e “maligno”, è un raffinato catalogo che raccoglie fotografie scattate tra 1996 al 2001, gli anni di massima attività di Fuzi come writer.
Le immagini, disturbanti nella loro violenza, ritraggono quasi esclusivamente gli interni vandalizzati dei treni della linea suburbana che Fuzi ed i suoi soci UV dominavano: caotiche tag tracciate in uno stampatello infantile a saturare il campo visivo e, soprattutto, sedili devastati, incisi con coltelli e cutter, a volte per scrivere nomi, più spesso soltanto per lasciare una traccia del passaggio di un gruppo di writer in guerra con la società ed in lotta per emergere, a modo loro, sulle altre crew, segnando a colpi di lama, il confine che li separava dagli altri.

Devoration, p.109: “En gros la technique n’a rien à voir avec le pouvoir émotionnel d’une œuvre”

Ritratto di Fuzi courtesy of Petra Valenti

Devoration: Paperback
144 pages / black printing
Language: english and french
ISBN : 978-2-9536997-5-3
http://www.classic-paris.com

Ma ligne: Hardcover: 146 pages
Publisher: Patrick Frey (January 2, 2011)
Language: French
ISBN-10: 3905509989
ISBN-13: 978-3905509984
http://www.editionpatrickfrey.com

Per approfondire:
Graffalife vol. 8 e 9; Matiere Grise; Descente interdite (graffalife.blogspot.it/)
Pirates video (http://www.zeab.fr)
Fuzi flash tattoo collection vol. 1 e 2

Text by Pietro Rivasi from D406