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Hyuro – New Mural in Poggibonsi

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Hyuro, la grande artista Argentina torna in strada con quest’ultimo intervento realizzato negli scorsi giorni a Poggibonsi, una nuova pittura che prosegue la persona riflessione sulla donna, principale tematica delle produzioni dell’interprete.
Avevamo lasciato l’artista a Valencia dove, al lavoro in occasione dell’ottimo Poliniza Festival di quest’anno (Covered), ora a distanza di qualche settimana eccola tornare in Italia con un nuovo lavoro ancora una volta scandito dalla personale estetica e dal peculiare impulso tematico.
Hyuro continua a spingere su temi forti, a prendere una posizione ben delineata portando a galla riflessioni scomode, situazioni surreali in cui emerge tutta il filtro tematico imbastito dall’artista in questi ultimi anni. L’interprete ci parla della donna e lo fa attraverso una personale visione decadente, malinconica, poggiando le basi del suo lavoro su una scala cromatica tetra e cupa atta proprio ad alimentare il senso di malessere dei suoi personaggi, vuole raccontarci il proprio punto di vista, le sofferenze psicologiche e repressive della vita di tutto i giorni. Un pugno inferto alla stomaco per ricordarci ancora una volta la realtà dei fatti. La donna di Hyuro è impotente, condizionata dagli stereotipi della società moderna, legata ed imprigionata, quest’ultimo forse è l’aggettivo che meglio rende l’idea, all’interno del proprio ruolo, cucito e ricamato dal sessismo, dal maschilismo più ostentato e celato dietro una coltre di perbenismo sbandierato ai quattro venti. Vediamo pitture istantanee di vita in cui l’artista segna gli spazi attraverso personaggi spenti, specchio veritiero e sensibile di una condizione che tarda a cambiare. La denuncia dell’artista si fà forte e ridondante attraverso situazioni al limite del grottesco e che, proprio per la loro natura, riservano a chi osserva i suoi interventi, l’opportunità di riflettere sulla reale condizione dell’universo femminile, sui compiti allo stesso assegnati. La casa diventa una prigione, con il peso delle pentole sempre più forte ed insistente. E’ una consapevolezza forte e decisa quella di Hyuro in una denuncia che continua ad essere affilata, diretta e velenosa.
Quest’ultimo lavoro eredita appieno gli stimoli dell’autrice. Raffigurando una donna intenta a cucire, l’artista si diverte ad segnare lo spazio con una grande coperta (?), proiettando sulla stessa dettagli e textures, spostando l’attenzione dal soggetto all’oggetto, vero simbolo qui di tutte le difficoltà della donna rappresentata.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi dettagli sul lavoro dell’artista.

Pics by Marco Tani via The Artist

Hyuro – New Mural in Poggibonsi

Torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Hyuro, la grande artista Argentina torna in strada con quest’ultimo intervento realizzato negli scorsi giorni a Poggibonsi, una nuova pittura che prosegue la persona riflessione sulla donna, principale tematica delle produzioni dell’interprete.
Avevamo lasciato l’artista a Valencia dove, al lavoro in occasione dell’ottimo Poliniza Festival di quest’anno (Covered), ora a distanza di qualche settimana eccola tornare in Italia con un nuovo lavoro ancora una volta scandito dalla personale estetica e dal peculiare impulso tematico.
Hyuro continua a spingere su temi forti, a prendere una posizione ben delineata portando a galla riflessioni scomode, situazioni surreali in cui emerge tutta il filtro tematico imbastito dall’artista in questi ultimi anni. L’interprete ci parla della donna e lo fa attraverso una personale visione decadente, malinconica, poggiando le basi del suo lavoro su una scala cromatica tetra e cupa atta proprio ad alimentare il senso di malessere dei suoi personaggi, vuole raccontarci il proprio punto di vista, le sofferenze psicologiche e repressive della vita di tutto i giorni. Un pugno inferto alla stomaco per ricordarci ancora una volta la realtà dei fatti. La donna di Hyuro è impotente, condizionata dagli stereotipi della società moderna, legata ed imprigionata, quest’ultimo forse è l’aggettivo che meglio rende l’idea, all’interno del proprio ruolo, cucito e ricamato dal sessismo, dal maschilismo più ostentato e celato dietro una coltre di perbenismo sbandierato ai quattro venti. Vediamo pitture istantanee di vita in cui l’artista segna gli spazi attraverso personaggi spenti, specchio veritiero e sensibile di una condizione che tarda a cambiare. La denuncia dell’artista si fà forte e ridondante attraverso situazioni al limite del grottesco e che, proprio per la loro natura, riservano a chi osserva i suoi interventi, l’opportunità di riflettere sulla reale condizione dell’universo femminile, sui compiti allo stesso assegnati. La casa diventa una prigione, con il peso delle pentole sempre più forte ed insistente. E’ una consapevolezza forte e decisa quella di Hyuro in una denuncia che continua ad essere affilata, diretta e velenosa.
Quest’ultimo lavoro eredita appieno gli stimoli dell’autrice. Raffigurando una donna intenta a cucire, l’artista si diverte ad segnare lo spazio con una grande coperta (?), proiettando sulla stessa dettagli e textures, spostando l’attenzione dal soggetto all’oggetto, vero simbolo qui di tutte le difficoltà della donna rappresentata.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima pittura, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi dettagli sul lavoro dell’artista.

Pics by Marco Tani via The Artist