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Hyuro – “Contradiction” New Mural in Vallecas, Madrid

Il 1 Febbraio 1945 in Italia viene introdotto il suffragio Universale, per la prima volta quindi anche le donne possono votare. Dalle ceneri della guerra, il paese cercava di ripartire, tentando di dimenticare il passato, e proiettandosi verso il futuro con uno slancio in grado di rimettere in sesto valori e società.
Quella che all’epoca poteva apparire come una battaglia vinta, certificata dal primo referendum costituzionale in cui anche le donne votarono, oggi è un ricordo sbiadito. Uno status quo che appare normalissimo e fa riflettere sul valore di certe proteste sull’uguaglianza e parità, che tanto stanno interessando e scuotendo il paese in questo periodo.

L’uguaglianza tra uomo e donna appare ad oggi, più un concetto morale. Un tema su cui aggrapparsi ma che, in verità, è lontano da essere effettivamente applicato, sostenuto e portato avanti dalla stessa società moderna. È una società che in parte rinnega, lascia briciole e ‘contentini’ ma che, nella realtà delle cose, continua ad essere aggrappata a certi concetti e modi di pensare. La donna continua ad essere vittima di stereotipi e meccanismi etici e morali del tutto contraddittori. Lentamente ed a fatica si sta davvero arrivando ad una effettiva parità dei sessi?

La donna e l’universo femminile rappresentano principio e scintilla delle produzioni di Hyuro. Tema cardine attraverso il quale l’interprete Argentina indaga all’interno delle pieghe della società moderna. Con intelligenza, e servendosi spesso di potenti analogie visive, l’autrice innesca il seme del dubbio, della riflessione, sviluppando su parete temi e spunti differenti.

Anni fa fece scalpore la lunga parete dipinta dall’artista per la Living Walls Conference. Per quella edizione tutta al femminile del famoso Festival, l’artista aveva realizzato un lungo intervento con un frame by frame epico, che fu successivamente cancellato per la forte presenza di nudo femminile (Covered).
Aldilà di questa opera, particolarmente potente dal punto di vista estetico, uno dei lavori che centrano perfettamente lo spirito riflessivo delle sue produzioni, e che ci è particolarmente rimasto impresso per impatto finale e profondità tematica, è “24 Fragments of a Working Day“.
L’opera, realizzata lo scorso Marzo all’interno della Metro de Madrid, sbatteva letteralmente in faccia al passante casuale lo stato di alienazione della donna moderna. Attraverso i differenti frame proposti, Hyuro sottolineava il legame tra faccende domestiche e universo femminile. L’habitat auto imposto alla donna.
Ciascuna immagine poneva lo spettatore di fronte ad una particolare azione o faccenda, in cui la donna è costantemente impegnata e soggiogata durante la sua giornata.

È al tempo stesso importante sottolineare come la costante acutezza nei tremi trattati, vada di pari passo con una ricerca pittorica in costante evoluzione. Le protagoniste di Hyuro, che appaiono ispirate spesso alle sue stesse fattezze quasi a voler sottolineare la maternità dei temi trattati, dapprima scandite da colori tetri e grigi, hanno subito una rinascita.
Nel corso del tempo i corpi, i volti così come gli abiti e tutti gli altri elementi di contorno, hanno iniziato a brillare di una luce differente. Un cambio tonale importante, una nuova fioritura figlia della volontà dell’artista di impegnarsi in un approccio maggiormente legato al dettaglio, ricco di sfumature ed effetti d’ombra, sostenuti da proporzioni di lavoro certamente che con il tempo si sono fatte certamente più importanti.

Conseguentemente a questa maggiore sensibilità al dettaglio, negli ultimi tempi l’autrice ha iniziato a volgere la propria attenzione verso spunti differenti. Non più unicamente le donne come protagoniste ‘fisiche’, quanto piuttosto gli elementi di contorno, ad esempio gli abiti, a traslarne il pensiero e l’identità tematica.
In particolare l’artista sembra voler proporre vere e proprie scene di vita, con i soggetti raffigurati privi di volto e capaci quindi di proporre una immedesimazione maggiore rispetto al passato. Notando infine una cura maniacale per le textures e per gli abiti di queste figure.
La scelta non è per nulla casuale. La figura della donna all’interno della società, le sue conquiste e le sue lotte sono spesso andate di pari passo con la trasformazione del suo abbigliamento. L’esempio più comune è la lunghezza della gonna che, con il passare del tempo, è andato a ridursi fino ad arrivare agli ‘standard’ attuali.
Di pari passo con questo nuovo indirizzo estetico, la grande artista ha saputo negli ultimi tempi variare ed approfondire argomenti differenti, alcune volte legati al luogo di lavoro, mostrando tutta la sensibilità del proprio operato.

L’ultima opera di Hyuro nasce dal passato. Nasce dalla ferma intenzione di continuare a proporre una pittura riflessiva, ed al tempo stesso vive in un presente quanto mai ricco di sfaccettature eterogenee, sia pittoriche quanto tematiche.
Il murale, dipinto su questa grande parete a Madrid, esercita un nuovo tipo di fascino. Raccoglie l’eredità di una maggiore profondità pittorica, e contemporaneamente sviluppa un nuovo ed interessante tema maggiormente introspettivo.

Hyuro sposta qui la sua attenzione sulle contraddizioni interne, sui conflitti interpersonali che accompagnano e scandiscono la nostra esistenza. L’autrice concentra la propria attenzione sulle percezioni e desideri opposti che nutriamo verso le persone, le nostre idee e le semplice cose. In particolare l’opera vuole esprimere al meglio lo stato di negazione ed accettazione tra ciò che siamo e ciò che vorremmo in realtà essere. Sensazione questa particolarmente percepita in questo particolare momento storico e sociale. La società continua infatti ad imporre modelli socialmente definiti, attraverso una pressione generata da ideali fuorvianti, lontani dalla realtà e da noi stessi. Un cortocircuito a cui siamo sottoposti giorno dopo giorno e che inevitabilmente intacca il nostro modo di percepire noi stessi.
Stuzzica l’Argentina, e lo fa con una nuova analogia visiva che vede un volto girato rispetto al corpo, un volto femminile su un corpo dalle sembianze maschili. Contraddizioni. Negazione ed accettazione di noi stessi a tutto tondo, come intralci che ci privano di arrivare ad una comprensione di ciò che realmente siamo.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Guillermo de la Madrid /Escrito en la pared


Hyuro – “Contradiction” New Mural in Vallecas, Madrid

Il 1 Febbraio 1945 in Italia viene introdotto il suffragio Universale, per la prima volta quindi anche le donne possono votare. Dalle ceneri della guerra, il paese cercava di ripartire, tentando di dimenticare il passato, e proiettandosi verso il futuro con uno slancio in grado di rimettere in sesto valori e società.
Quella che all’epoca poteva apparire come una battaglia vinta, certificata dal primo referendum costituzionale in cui anche le donne votarono, oggi è un ricordo sbiadito. Uno status quo che appare normalissimo e fa riflettere sul valore di certe proteste sull’uguaglianza e parità, che tanto stanno interessando e scuotendo il paese in questo periodo.

L’uguaglianza tra uomo e donna appare ad oggi, più un concetto morale. Un tema su cui aggrapparsi ma che, in verità, è lontano da essere effettivamente applicato, sostenuto e portato avanti dalla stessa società moderna. È una società che in parte rinnega, lascia briciole e ‘contentini’ ma che, nella realtà delle cose, continua ad essere aggrappata a certi concetti e modi di pensare. La donna continua ad essere vittima di stereotipi e meccanismi etici e morali del tutto contraddittori. Lentamente ed a fatica si sta davvero arrivando ad una effettiva parità dei sessi?

La donna e l’universo femminile rappresentano principio e scintilla delle produzioni di Hyuro. Tema cardine attraverso il quale l’interprete Argentina indaga all’interno delle pieghe della società moderna. Con intelligenza, e servendosi spesso di potenti analogie visive, l’autrice innesca il seme del dubbio, della riflessione, sviluppando su parete temi e spunti differenti.

Anni fa fece scalpore la lunga parete dipinta dall’artista per la Living Walls Conference. Per quella edizione tutta al femminile del famoso Festival, l’artista aveva realizzato un lungo intervento con un frame by frame epico, che fu successivamente cancellato per la forte presenza di nudo femminile (Covered).
Aldilà di questa opera, particolarmente potente dal punto di vista estetico, uno dei lavori che centrano perfettamente lo spirito riflessivo delle sue produzioni, e che ci è particolarmente rimasto impresso per impatto finale e profondità tematica, è “24 Fragments of a Working Day“.
L’opera, realizzata lo scorso Marzo all’interno della Metro de Madrid, sbatteva letteralmente in faccia al passante casuale lo stato di alienazione della donna moderna. Attraverso i differenti frame proposti, Hyuro sottolineava il legame tra faccende domestiche e universo femminile. L’habitat auto imposto alla donna.
Ciascuna immagine poneva lo spettatore di fronte ad una particolare azione o faccenda, in cui la donna è costantemente impegnata e soggiogata durante la sua giornata.

È al tempo stesso importante sottolineare come la costante acutezza nei tremi trattati, vada di pari passo con una ricerca pittorica in costante evoluzione. Le protagoniste di Hyuro, che appaiono ispirate spesso alle sue stesse fattezze quasi a voler sottolineare la maternità dei temi trattati, dapprima scandite da colori tetri e grigi, hanno subito una rinascita.
Nel corso del tempo i corpi, i volti così come gli abiti e tutti gli altri elementi di contorno, hanno iniziato a brillare di una luce differente. Un cambio tonale importante, una nuova fioritura figlia della volontà dell’artista di impegnarsi in un approccio maggiormente legato al dettaglio, ricco di sfumature ed effetti d’ombra, sostenuti da proporzioni di lavoro certamente che con il tempo si sono fatte certamente più importanti.

Conseguentemente a questa maggiore sensibilità al dettaglio, negli ultimi tempi l’autrice ha iniziato a volgere la propria attenzione verso spunti differenti. Non più unicamente le donne come protagoniste ‘fisiche’, quanto piuttosto gli elementi di contorno, ad esempio gli abiti, a traslarne il pensiero e l’identità tematica.
In particolare l’artista sembra voler proporre vere e proprie scene di vita, con i soggetti raffigurati privi di volto e capaci quindi di proporre una immedesimazione maggiore rispetto al passato. Notando infine una cura maniacale per le textures e per gli abiti di queste figure.
La scelta non è per nulla casuale. La figura della donna all’interno della società, le sue conquiste e le sue lotte sono spesso andate di pari passo con la trasformazione del suo abbigliamento. L’esempio più comune è la lunghezza della gonna che, con il passare del tempo, è andato a ridursi fino ad arrivare agli ‘standard’ attuali.
Di pari passo con questo nuovo indirizzo estetico, la grande artista ha saputo negli ultimi tempi variare ed approfondire argomenti differenti, alcune volte legati al luogo di lavoro, mostrando tutta la sensibilità del proprio operato.

L’ultima opera di Hyuro nasce dal passato. Nasce dalla ferma intenzione di continuare a proporre una pittura riflessiva, ed al tempo stesso vive in un presente quanto mai ricco di sfaccettature eterogenee, sia pittoriche quanto tematiche.
Il murale, dipinto su questa grande parete a Madrid, esercita un nuovo tipo di fascino. Raccoglie l’eredità di una maggiore profondità pittorica, e contemporaneamente sviluppa un nuovo ed interessante tema maggiormente introspettivo.

Hyuro sposta qui la sua attenzione sulle contraddizioni interne, sui conflitti interpersonali che accompagnano e scandiscono la nostra esistenza. L’autrice concentra la propria attenzione sulle percezioni e desideri opposti che nutriamo verso le persone, le nostre idee e le semplice cose. In particolare l’opera vuole esprimere al meglio lo stato di negazione ed accettazione tra ciò che siamo e ciò che vorremmo in realtà essere. Sensazione questa particolarmente percepita in questo particolare momento storico e sociale. La società continua infatti ad imporre modelli socialmente definiti, attraverso una pressione generata da ideali fuorvianti, lontani dalla realtà e da noi stessi. Un cortocircuito a cui siamo sottoposti giorno dopo giorno e che inevitabilmente intacca il nostro modo di percepire noi stessi.
Stuzzica l’Argentina, e lo fa con una nuova analogia visiva che vede un volto girato rispetto al corpo, un volto femminile su un corpo dalle sembianze maschili. Contraddizioni. Negazione ed accettazione di noi stessi a tutto tondo, come intralci che ci privano di arrivare ad una comprensione di ciò che realmente siamo.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Guillermo de la Madrid /Escrito en la pared