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GORGO

How & Nosm – New Murals on The Separation Wall, Palestine

È interessante vedere i risvolti e l’importanza di progetti a carattere artistico e sociale, un unione questa che stuzzica particolarmente sia noi che gli artisti stessi, impegnati ad elaborare i propri lavori all’interno di contesti differenti, critici ed importanti dove potersi calare incentivando lo scambio e la condivisione e portando avanti il proprio stile ed i temi cari, attraverso lavori profondamente interconnessi con le vicissitudini del posto e della sua gente. Questa introduzione per parlarvi dell’ultima serie di lavori realizzati da How & Nosm, il duo infatti è stato chiamato a lavorare per il progetto MAP (Medical Aid for Palestinians) che si occupa di prestare aiuto alle situazioni di difficoltà particolarmente diffuso in un territorio come la Palestina.
Lo stile adottato per questa nuova serie di pezzi è il consueto calderone di forme e configurazioni basata sull’utilizzo del bianco del nero e del rosso, ma aldilà della bella serie di opere realizzate vogliamo innanzitutto mettere l’accento sull’esperienza in medio oriente dei gemelli.
Abituati a girare viaggiare in giro per il globo da oltre dieci anni gli How & Nosm si sono calati all’interno di una situazione completamente differente, una nuova esperienza che li ha visti addentrarsi in un luogo dove la diffidenza, la paura, la povertà e la morte sono all’ordine del giorno, dove la diversità della propria religione continua a causare decide e decine di vittime, dove non c’è spazio per la street art, per la libertà che questa professa, potrebbe essere strumentalizzata facilmente.
Le pareti disposte alla bene e meglio, sono grigie ed impolverate e la stessa particolare conformazione ne preclude in parte l’utilizzo, il duo si è trovato ad affrontare una complessa situazione nel bene e nel male, i soldati che gli intimano di smetterla, rivenditori di bombolette spray che con loro sorpresa li riconoscono e li portano in giro a caccia di pareti, passando per il pezzo – la chiave, simbolo palestinese – cancellato dalla polizia israeliana, fino ai lavori realizzati direttamente sul famoso muro della separazione.
Gli How & Nosm non hanno unicamente portato in questa terra i loro tag o le loro opera, hanno riflettuto sul senso di una guerra che senso non ha sentendo il dovere di portare avanti alcuni messaggio dal profondo carattere sociale, un progetto che abbiamo fortemente interpretato come un ritorno alla street art più vera, senza il business, senza i soldi a parlare, solo ed unicamente la strada quella vera, quella difficile, con la sua gente, le sue difficoltà, la sua adrenalina.

Pics by William Parry/MAP via BSA

How & Nosm – New Murals on The Separation Wall, Palestine

È interessante vedere i risvolti e l’importanza di progetti a carattere artistico e sociale, un unione questa che stuzzica particolarmente sia noi che gli artisti stessi, impegnati ad elaborare i propri lavori all’interno di contesti differenti, critici ed importanti dove potersi calare incentivando lo scambio e la condivisione e portando avanti il proprio stile ed i temi cari, attraverso lavori profondamente interconnessi con le vicissitudini del posto e della sua gente. Questa introduzione per parlarvi dell’ultima serie di lavori realizzati da How & Nosm, il duo infatti è stato chiamato a lavorare per il progetto MAP (Medical Aid for Palestinians) che si occupa di prestare aiuto alle situazioni di difficoltà particolarmente diffuso in un territorio come la Palestina.
Lo stile adottato per questa nuova serie di pezzi è il consueto calderone di forme e configurazioni basata sull’utilizzo del bianco del nero e del rosso, ma aldilà della bella serie di opere realizzate vogliamo innanzitutto mettere l’accento sull’esperienza in medio oriente dei gemelli.
Abituati a girare viaggiare in giro per il globo da oltre dieci anni gli How & Nosm si sono calati all’interno di una situazione completamente differente, una nuova esperienza che li ha visti addentrarsi in un luogo dove la diffidenza, la paura, la povertà e la morte sono all’ordine del giorno, dove la diversità della propria religione continua a causare decide e decine di vittime, dove non c’è spazio per la street art, per la libertà che questa professa, potrebbe essere strumentalizzata facilmente.
Le pareti disposte alla bene e meglio, sono grigie ed impolverate e la stessa particolare conformazione ne preclude in parte l’utilizzo, il duo si è trovato ad affrontare una complessa situazione nel bene e nel male, i soldati che gli intimano di smetterla, rivenditori di bombolette spray che con loro sorpresa li riconoscono e li portano in giro a caccia di pareti, passando per il pezzo – la chiave, simbolo palestinese – cancellato dalla polizia israeliana, fino ai lavori realizzati direttamente sul famoso muro della separazione.
Gli How & Nosm non hanno unicamente portato in questa terra i loro tag o le loro opera, hanno riflettuto sul senso di una guerra che senso non ha sentendo il dovere di portare avanti alcuni messaggio dal profondo carattere sociale, un progetto che abbiamo fortemente interpretato come un ritorno alla street art più vera, senza il business, senza i soldi a parlare, solo ed unicamente la strada quella vera, quella difficile, con la sua gente, le sue difficoltà, la sua adrenalina.

Pics by William Parry/MAP via BSA