Hortus: Il giardino di Wojciech Kołacz nella Galeria Miejska Arsenał

L’ispirazione della natura è infinita. Il contatto con essa può indurre in noi il desiderio di nuove esperienze e la necessità di cercare modi di presentare la nostra identità più intima. Apre così Paulina Ząbek il suo testo per la curatela di “Hortus”. La mostra è stata presentata da Wojciech Kołacz aka Otecki negli spazi della Galeria Miejska Arsenał, la galleria municipale della città di Poznań in Polonia.
Con questa introduzione la curatrice non solo centra in pieno l’elemento ricorrente nella ricerca dell’artista, la natura, ma sottolinea come questa nuova mostra, presentata da Otecki con il suo vero nome, sia caratterizzata da quei nuovi modi di rappresentare quell’identità più intima che da sempre ha accompagnato l’autore nel suo percorso. Attraverso un corpo di lavoro che ben ne restituisce tutta la poliedricità l’interprete sperimenta qui nuovi modi di osservare, percepire e rielaborare l’elemento naturale.

L’Hortus di Wojciech Kołacz si sviluppa nell’efficace azione di contaminazione di duplici livelli riflessivi. Da una parte troviamo l’osservazione del mondo circostante con tutto ciò che emerge nella psiche, dall’altra il reale, interconnesso con l’azione attraverso la combinazione di tecnologie digitali e tecniche tradizionali.

Fiori, erbe, frutti e alberi che crescono in un piccolo giardino nei pressi della casa dell’artista diventano protagonisti di osservazione e studio. Esaminandone la crescita e l’appassimento, accettandone le trasformazioni e trattandoli come essere autarchici, l’artista li dipinge fedelmente e successivamente attraverso l’utilizzo di tecniche digitali ne elabora i dettagli fino a far diventare l’immagine astratta. Il risultato sono strutture stampate ed irregolari ricavate dal compensato, frammenti selezionati di una serie di grafiche floreali astratte che seguono la grana del legno attraverso l’allineamento della microstruttura grafica.
Le opere appaiono fluide, ricche di transizioni tonali e combinazioni differenti, rispondono reciprocamente e nel loro insieme appaiono come un flusso vitale. Al tempo stesso possono essere viste come singole realizzazioni autonome.
Il compensato è stato dipinto con l’uso di pittura a terra e aceto che fondendosi con il pigmento colorato, rende l’immagine delicata, sottolineando la metafora della fragilità e della variabilità della natura.

A guidarci all’interno del giardino di Wojciech Kołacz troviamo una scultura raffigurante un bambino. L’opera vuole essere una personificazione dell’armonia dove l’artista combina la natura e l’essere umano raccogliendo a piene mani da quelle creature che popolano il suo personale immaginario. La scelta di raffigurare un bambino rimanda invece alla capacità dei bambini di meglio percepire il mondo che li circonda.
La scultura è infine coronata da una palla, sinonimo di variabilità costante e fonte di tutte le forme, legge della natura e simbolo della vita perpetuamente rinnovabile.

Galeria Miejska Arsenał
Stary Rynek 6, 61-772 Poznań, Polonia

Thanks to The Artist for The Pics

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