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Hitnes – “Il Nido” New Piece at Sanzio Airport

In attesa di mostrarvi un corposo recap di “Lo Storno e La Mosca Invisibile”, ultima fatica di Hitnes all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma, volgiamo il nostro sguardo sull’ultimo intervento del grande artista sulla inusuale superficie in vetro dell’Aeroporto Regionale di Ancona, ben 200 metri quadri in vetro per un progetto scaturito dall’incontro con l’associazione culturale MAC ed il suo progetto PopUp! e Spring Color che ha fornito le vernici naturali per il lavoro, nasce così in tutta la sua semplicità d’intenti “Il Nido”.
Poggi la valigia a terra, fremi per l’attesa che ti separa dal viaggio, appoggi la schiena sulle difficili schienali aeroportuali, alzi gli occhi al cielo e vieni investito da colori, rughe e dense nuvole di coralli che abbracciano la trasparenza del vetro proiettando la loro fisionomia nel cielo, come una danza ad occhi chiusi spiccano il volo ma sono reali, tangibili e profondamente connesse con lo spazio circostante, una finestra sul mare come se ciò che c’è tutto intorno si trasformasse nella pancia di un sottomarino intento a solcare le profondità di chissà quale mare, ti fermi, sorridi e ti fai cullare da ciò che vedi, in un irresistibile stimolo di uno spirito sognatore.
Proseguendo l’innata propensione a dipingere di e la natura, Hitnes approfitta della particolare superficie di lavoro per realizzare un opera dal fortissimo impatto emotivo, l’artista si affida unicamente a due tonalità, un rosso ed il blu e, sfruttando le peculiarità naturale dei colori messigli a disposizione, si impegna nella realizzazione di opera ricchissima ed al contempo essenziale nelle sue pennellate. Proprio la location rappresenta il valore aggiunto di quest’ultimo lavoro, per una volta l’arte abbraccia luoghi e situazioni non convenzionali inserendosi finalmente in spot nuovi e dimostrando più che mai tutta la sua valenza emotiva e tutto l’impatto che riesce a sviluppare.
Hitnes sgancia il proprio pennello eseguendo un distacco netto dalla architetture rigide e calcolate della struttura per inserire volutamente forme più istintive, sinuose che vediamo aprirsi e chiudersi, prendersi per mano ed innalzarsi su tutto lo spazio, schiudersi al passaggio della vista, invogliando così lo spettatore ad addentrarsi all’interno del luogo, l’interprete gioca con il buio alle spalle del vetro riuscendo a inanellare un effetto di oscurità, come se ci trovassimo a nuotare nelle profondità e la vista non riuscisse e scorgere più in là ed il corpo invocasse il desiderio di scoprire di più.
Un intervento mozzafiato questo che può essere visto fino al prossimo 7 Gennaio, ancora una volta il consiglio è quello di andare a vedere con i propri occhi, noi vi lasciamo ad una ricchissima galleria che ripercorre gli istanti di creazione e l’eccellente risultato finale per un opera che ci ha assolutamente impressionato ed appagato la nostra fame di emozioni, per ora.

Thanks to MAC for the Pics
Pics by Allegra Corbo, Massimo Tamberi, Gianluca Cardoni, Paolo Zitti, Sauro Sellari,

Hitnes – “Il Nido” New Piece at Sanzio Airport

In attesa di mostrarvi un corposo recap di “Lo Storno e La Mosca Invisibile”, ultima fatica di Hitnes all’interno degli spazi della 999Contemporary Gallery di Roma, volgiamo il nostro sguardo sull’ultimo intervento del grande artista sulla inusuale superficie in vetro dell’Aeroporto Regionale di Ancona, ben 200 metri quadri in vetro per un progetto scaturito dall’incontro con l’associazione culturale MAC ed il suo progetto PopUp! e Spring Color che ha fornito le vernici naturali per il lavoro, nasce così in tutta la sua semplicità d’intenti “Il Nido”.
Poggi la valigia a terra, fremi per l’attesa che ti separa dal viaggio, appoggi la schiena sulle difficili schienali aeroportuali, alzi gli occhi al cielo e vieni investito da colori, rughe e dense nuvole di coralli che abbracciano la trasparenza del vetro proiettando la loro fisionomia nel cielo, come una danza ad occhi chiusi spiccano il volo ma sono reali, tangibili e profondamente connesse con lo spazio circostante, una finestra sul mare come se ciò che c’è tutto intorno si trasformasse nella pancia di un sottomarino intento a solcare le profondità di chissà quale mare, ti fermi, sorridi e ti fai cullare da ciò che vedi, in un irresistibile stimolo di uno spirito sognatore.
Proseguendo l’innata propensione a dipingere di e la natura, Hitnes approfitta della particolare superficie di lavoro per realizzare un opera dal fortissimo impatto emotivo, l’artista si affida unicamente a due tonalità, un rosso ed il blu e, sfruttando le peculiarità naturale dei colori messigli a disposizione, si impegna nella realizzazione di opera ricchissima ed al contempo essenziale nelle sue pennellate. Proprio la location rappresenta il valore aggiunto di quest’ultimo lavoro, per una volta l’arte abbraccia luoghi e situazioni non convenzionali inserendosi finalmente in spot nuovi e dimostrando più che mai tutta la sua valenza emotiva e tutto l’impatto che riesce a sviluppare.
Hitnes sgancia il proprio pennello eseguendo un distacco netto dalla architetture rigide e calcolate della struttura per inserire volutamente forme più istintive, sinuose che vediamo aprirsi e chiudersi, prendersi per mano ed innalzarsi su tutto lo spazio, schiudersi al passaggio della vista, invogliando così lo spettatore ad addentrarsi all’interno del luogo, l’interprete gioca con il buio alle spalle del vetro riuscendo a inanellare un effetto di oscurità, come se ci trovassimo a nuotare nelle profondità e la vista non riuscisse e scorgere più in là ed il corpo invocasse il desiderio di scoprire di più.
Un intervento mozzafiato questo che può essere visto fino al prossimo 7 Gennaio, ancora una volta il consiglio è quello di andare a vedere con i propri occhi, noi vi lasciamo ad una ricchissima galleria che ripercorre gli istanti di creazione e l’eccellente risultato finale per un opera che ci ha assolutamente impressionato ed appagato la nostra fame di emozioni, per ora.

Thanks to MAC for the Pics
Pics by Allegra Corbo, Massimo Tamberi, Gianluca Cardoni, Paolo Zitti, Sauro Sellari,