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GORGO

Gola Hundun – New Mural in Almaty, Kazakhstan

L’ultima magia di Gola Hundun prende vita ad Almaty in Kazakhstan dove l’artista ha da poco terminato un nuovo intervento dei suoi in occasione del festival di arte contemporanea Artbat Fest. Il lavoro ci ha seriamente scosso, la quantità di dettagli e di spunti da poter cogliere presenti in quest’ultimo intervento ha del sensazionale, Gola Hundun attraverso questa sua pittura sviscera in modo completo quelle che sono le peculiarità del suo lavoro, lo fa portando al limite la sua visione ed i suoi intrecci naturali calandoli all’interno di un contesto fortemente emotivo, mistico e soprattutto riflessivo. L’artista attraverso quest’opera mira ad una rappresentazione dei tre mondi o tre livelli del mondo, l’inframondo, il mondo e l’ultra mondo, queste tre sezioni vengono esplorate dall’interprete attraverso una dose massiccia di colori, sensazioni ed equilibri cromatici, ci mostra una visione orgiastica, a tratti acida, mescola i colori in un trinomio denso di dettagli, muove forme e figure all’interno di un sogno tangibile frutto di una interpretazione a metà tra il surreale ed il reale.
L’impatto con l’opera è di un certo effetto, Gola Hundun non mira ad una semplice rappresentazione, piuttosto ancora una volta al centro del suo operato ritroviamo la natura, qui l’interprete affonda il colpo attraverso la pittura di una rinascita personale che sa di riavvicinamento da parte dell’uomo con l’ambiente, un ritorno alla sue origini pure, un nuovo sentirsi parte dell’uomo intraprendendo un percorso personale di crescita ed evoluzione spirituale. La location dell’intervento non è affatto casuale, il Kazakhstan ha una fortissima tradizione nomade che perdura fin dall’annessione al vecchio blocco sovietico – proprio in questo periodo le prime costruzioni e murature – questo particolare aspetto della società kazaka è andato in questi ultimi tempi scemando per far spazio ad un capitalismo sfrenato alimentato dai forti giacimenti petroliferi presenti nello stato.
Più di tutto il lavoro mira quindi ad una riflessione quanto mai personale, colpisce per i suoi tre livelli, partendo dal suolo agitandosi e prendendo una forma definita nel suo corpo centrale, fino ad arrivare alla parte più elevata dove sviluppa tutta la sua coscienza mistica e meditativa, bellissimo.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ivan Bessedin

Gola Hundun – New Mural in Almaty, Kazakhstan

L’ultima magia di Gola Hundun prende vita ad Almaty in Kazakhstan dove l’artista ha da poco terminato un nuovo intervento dei suoi in occasione del festival di arte contemporanea Artbat Fest. Il lavoro ci ha seriamente scosso, la quantità di dettagli e di spunti da poter cogliere presenti in quest’ultimo intervento ha del sensazionale, Gola Hundun attraverso questa sua pittura sviscera in modo completo quelle che sono le peculiarità del suo lavoro, lo fa portando al limite la sua visione ed i suoi intrecci naturali calandoli all’interno di un contesto fortemente emotivo, mistico e soprattutto riflessivo. L’artista attraverso quest’opera mira ad una rappresentazione dei tre mondi o tre livelli del mondo, l’inframondo, il mondo e l’ultra mondo, queste tre sezioni vengono esplorate dall’interprete attraverso una dose massiccia di colori, sensazioni ed equilibri cromatici, ci mostra una visione orgiastica, a tratti acida, mescola i colori in un trinomio denso di dettagli, muove forme e figure all’interno di un sogno tangibile frutto di una interpretazione a metà tra il surreale ed il reale.
L’impatto con l’opera è di un certo effetto, Gola Hundun non mira ad una semplice rappresentazione, piuttosto ancora una volta al centro del suo operato ritroviamo la natura, qui l’interprete affonda il colpo attraverso la pittura di una rinascita personale che sa di riavvicinamento da parte dell’uomo con l’ambiente, un ritorno alla sue origini pure, un nuovo sentirsi parte dell’uomo intraprendendo un percorso personale di crescita ed evoluzione spirituale. La location dell’intervento non è affatto casuale, il Kazakhstan ha una fortissima tradizione nomade che perdura fin dall’annessione al vecchio blocco sovietico – proprio in questo periodo le prime costruzioni e murature – questo particolare aspetto della società kazaka è andato in questi ultimi tempi scemando per far spazio ad un capitalismo sfrenato alimentato dai forti giacimenti petroliferi presenti nello stato.
Più di tutto il lavoro mira quindi ad una riflessione quanto mai personale, colpisce per i suoi tre livelli, partendo dal suolo agitandosi e prendendo una forma definita nel suo corpo centrale, fino ad arrivare alla parte più elevata dove sviluppa tutta la sua coscienza mistica e meditativa, bellissimo.

Thanks to The Artist for The Pics
Pics by Ivan Bessedin