GORGO

Gio Pistone a Livorno rielabora il mito della Dea Diana

Dopo il primo embrionale anno di lavoro legato ad un progetto di rigenerazione urbana all’interno di uno dei quartieri più difficili di Livorno, Uovo alla Pop apre le porte del suo spazio espositivo con un nuovo progetto. La galleria d’arte, curata Valeria Aretusi (architetto), Viola Barbara (poetessa), Giulia Bernini (designer) e Libera Capezzone (pittrice), ha da poco avviato i lavori di Parete Aperta, un festival permanente e itinerante con cui il collettivo contaminerà e lavorerà su diverse zone della città attraverso interventi di arte pubblica, mostre, eventi e incontri.
Ad inaugurare il programma è stata Gio Pistone che, ispirata dal mito della Dea Diana, per l’occasione ha dipinto un murale e presentato una nuova serie di opere presso gli spazi della neonata galleria.

Il nome Diana deriva dal latino Dyos e significa celeste, luminosa, splendente. Diana, anche nota come Ecate negli inferi, Luna o Febea in cielo o Diana interra e Artemide in Grecia, è la dea dei boschi, della caccia e della femminilità, abitava nelle selve guidata dai suoi cani e veniva raffigurata su un carro trainato dai cervi e armata di un arco. Tutto porta a pensare che in tempi più antichi fosse identificata come la Grande Madre.
Diana è stata oggetto di culto nella stregoneria della tradizione italiana ed europea, quella delle streghe era infatti una religione che ha le sue origini molto prima del cristianesimo. Si trattava di un culto matriarcale e panteista affiancato a quello di Diano/Giano, simbolo del principio maschile. La stregoneria rituale così come il culto di Diana rappresentano la forma femminile ed il corpo delle cosiddette streghe, ma anche il potere di contenere, conoscere, non cacciare via e predominare, quest’ultimi aspetti legati invece al potere maschile.

Partendo dalla figura della Dea per il progetto Gio Pistone sviluppa alcuni temi fondamentali della vita e cari alle sacerdotesse di Diana quali la morte, l’amore, la conoscenza, l’amicizia e l’invidia. Si tratta di sentimenti poco trattati dalla scienza e della religione e che, specialmente nell’antichità, trovavano risposte attraverso culti pagani e la stregoneria.
L’artista italiana per la mostra ha quindi presentato una serie di opere che ripercorrono il carattere di Diana e i temi che venivano affidati al suo potere. Il murale invece amplia questi spunti attraverso una contestualizzazione del periodo storico e sociale che stiamo vivendo.
L’opera prende vita su uno spazio circolare, privo di vertici in alto e dall’aspetto misterioso e sacrale. La pittura è una dedica a Diana, la Dea di tutti e delle differenze, un simbolo e ‘scusa’ per parlare di uguaglianza, di bene comune e di accoglienza in un momento in cui queste tematiche appaiono particolarmente minacciate.

Uovo alla Pop
Via Scali delle Cantine, 36
57122 Livorno LI

Photo Credit: Massimaliano Gionti

Gio Pistone a Livorno rielabora il mito della Dea Diana

Dopo il primo embrionale anno di lavoro legato ad un progetto di rigenerazione urbana all’interno di uno dei quartieri più difficili di Livorno, Uovo alla Pop apre le porte del suo spazio espositivo con un nuovo progetto. La galleria d’arte, curata Valeria Aretusi (architetto), Viola Barbara (poetessa), Giulia Bernini (designer) e Libera Capezzone (pittrice), ha da poco avviato i lavori di Parete Aperta, un festival permanente e itinerante con cui il collettivo contaminerà e lavorerà su diverse zone della città attraverso interventi di arte pubblica, mostre, eventi e incontri.
Ad inaugurare il programma è stata Gio Pistone che, ispirata dal mito della Dea Diana, per l’occasione ha dipinto un murale e presentato una nuova serie di opere presso gli spazi della neonata galleria.

Il nome Diana deriva dal latino Dyos e significa celeste, luminosa, splendente. Diana, anche nota come Ecate negli inferi, Luna o Febea in cielo o Diana interra e Artemide in Grecia, è la dea dei boschi, della caccia e della femminilità, abitava nelle selve guidata dai suoi cani e veniva raffigurata su un carro trainato dai cervi e armata di un arco. Tutto porta a pensare che in tempi più antichi fosse identificata come la Grande Madre.
Diana è stata oggetto di culto nella stregoneria della tradizione italiana ed europea, quella delle streghe era infatti una religione che ha le sue origini molto prima del cristianesimo. Si trattava di un culto matriarcale e panteista affiancato a quello di Diano/Giano, simbolo del principio maschile. La stregoneria rituale così come il culto di Diana rappresentano la forma femminile ed il corpo delle cosiddette streghe, ma anche il potere di contenere, conoscere, non cacciare via e predominare, quest’ultimi aspetti legati invece al potere maschile.

Partendo dalla figura della Dea per il progetto Gio Pistone sviluppa alcuni temi fondamentali della vita e cari alle sacerdotesse di Diana quali la morte, l’amore, la conoscenza, l’amicizia e l’invidia. Si tratta di sentimenti poco trattati dalla scienza e della religione e che, specialmente nell’antichità, trovavano risposte attraverso culti pagani e la stregoneria.
L’artista italiana per la mostra ha quindi presentato una serie di opere che ripercorrono il carattere di Diana e i temi che venivano affidati al suo potere. Il murale invece amplia questi spunti attraverso una contestualizzazione del periodo storico e sociale che stiamo vivendo.
L’opera prende vita su uno spazio circolare, privo di vertici in alto e dall’aspetto misterioso e sacrale. La pittura è una dedica a Diana, la Dea di tutti e delle differenze, un simbolo e ‘scusa’ per parlare di uguaglianza, di bene comune e di accoglienza in un momento in cui queste tematiche appaiono particolarmente minacciate.

Uovo alla Pop
Via Scali delle Cantine, 36
57122 Livorno LI

Photo Credit: Massimaliano Gionti