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GORGO

GIG “Questione di tempo” at Grauen Studio (Recap)

Aperta lo scorso 9 di Maggio, andiamo ad are un occhiata approfondita a “Questione di Tempo” ultima fatica di GIG allestita all’interno degli spazi del Grauen Studio di Monza come parte dell’ottimo Recover Project lanciato proprio dallo studio Brianzolo.
Dopo la bella parete realizzata giusto qualche giorno fa (Covered), su il sipario sull’esibizione realizzata dall’artista italiano, terzo artista a prendere parte al progetto promosso dall’associazione Restart e dal Comune di Monza. Lo show è l’opportunità per una immersione all’interno del particolare immaginario dell’interprete originario di Trani, scandito da una precisa riflessione sul tempo.
La cifra stilistica che contraddistingue le produzioni di GIG è sviluppa in funzione di una personale fascinazione a tema naturale. Spaziando infatti dalla carta alla pittura su tela, ed appunto dal lavoro in strada come muralista, l’autore italiano incentra il suo percorso su una personale rielaborazione che vede nelle forme e negli elementi organici il suo principale propellente visivo. L’artista utilizza queste forme naturali come ideale introspezione dei trascorsi, delle esperienze di vita che ognuno di noi cela, rapportandosi con lo spettatore attraverso un impostazione quindi, che diviene introspettiva, personale. Lavorando attraverso un tratto minuzioso, ogni segno, tracciato e rappresentato, accomuna la sua particolare tecnica espressiva ai soggetti che rappresenta. Questi divengono simboli di esperienze, vengono modellati in funzione si del particolare approccio pittorico dell’interprete, ma sopratutto del tempo, elemento questo che agisce costantemente e che diviene co-protagonista delle sue produzioni. Il tempo come elemento che costantemente agisce sulle forme e sulle espressioni visivi delle figure rappresentate, queste forme subiscono una mutazione, ricordano gli elementi tipici delle terra nativa dell’autore, trasformando in simboli di una personale reminiscenza passata.
Continuando a lavorare esclusivamente attraverso il bianco ed il nero, per questa sua ultima esibizione GIG approfondisce l’influenza del tempo nelle sue opere. L’artista sceglie di comporre un allestimento catartico che si serve di costanti analogie per impattare l’osservatore. Ci troviamo di fronte ad un dualismo, pietra/muro, giornale/carta che si propone attraverso ciò che l’artista dipingere ed il medium sul quale la stessa opera prende vita. Sulle opere realizzate su supporto cartaceo ecco quindi prender forma e sostanza le iconiche figura dell’autore italiano, laddove, come visto per la pittura realizzata a Monza, ancora una volta la sintesi passa per una personale riflessione tematica.
Il muro, elemento statico ed in forte relazione con il tempo diviene simbolo di protezione e sostegno, dove resiste si trasforma in ricordo concreto mentre dove scompare, ne si continua a sentire la presenza. E’ quindi questo l’elemento simbolo di quest’ultima esperienza dell’interprete, divisa tra allestimento e pittura esterna dal titolo “Ricordi”, che diviene simbolo del tempo che passa nonché punto di riferimento per orientarsi nei percorsi quotidiani. Si tratta di una concretizzazione del tempo, una cadenza finalmente visiva di un elemento non tangibile, che investe e commuta ciascuna delle opere e delle forme che l’artista ha voluto raffigurare.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata è tutto dopo il salto.

Grauen Studio
Via Tofane 1, lato alzaia Villoresi
20900 Monza

Thanks to Grauen Studio for The Pics

GIG “Questione di tempo” at Grauen Studio (Recap)

Aperta lo scorso 9 di Maggio, andiamo ad are un occhiata approfondita a “Questione di Tempo” ultima fatica di GIG allestita all’interno degli spazi del Grauen Studio di Monza come parte dell’ottimo Recover Project lanciato proprio dallo studio Brianzolo.
Dopo la bella parete realizzata giusto qualche giorno fa (Covered), su il sipario sull’esibizione realizzata dall’artista italiano, terzo artista a prendere parte al progetto promosso dall’associazione Restart e dal Comune di Monza. Lo show è l’opportunità per una immersione all’interno del particolare immaginario dell’interprete originario di Trani, scandito da una precisa riflessione sul tempo.
La cifra stilistica che contraddistingue le produzioni di GIG è sviluppa in funzione di una personale fascinazione a tema naturale. Spaziando infatti dalla carta alla pittura su tela, ed appunto dal lavoro in strada come muralista, l’autore italiano incentra il suo percorso su una personale rielaborazione che vede nelle forme e negli elementi organici il suo principale propellente visivo. L’artista utilizza queste forme naturali come ideale introspezione dei trascorsi, delle esperienze di vita che ognuno di noi cela, rapportandosi con lo spettatore attraverso un impostazione quindi, che diviene introspettiva, personale. Lavorando attraverso un tratto minuzioso, ogni segno, tracciato e rappresentato, accomuna la sua particolare tecnica espressiva ai soggetti che rappresenta. Questi divengono simboli di esperienze, vengono modellati in funzione si del particolare approccio pittorico dell’interprete, ma sopratutto del tempo, elemento questo che agisce costantemente e che diviene co-protagonista delle sue produzioni. Il tempo come elemento che costantemente agisce sulle forme e sulle espressioni visivi delle figure rappresentate, queste forme subiscono una mutazione, ricordano gli elementi tipici delle terra nativa dell’autore, trasformando in simboli di una personale reminiscenza passata.
Continuando a lavorare esclusivamente attraverso il bianco ed il nero, per questa sua ultima esibizione GIG approfondisce l’influenza del tempo nelle sue opere. L’artista sceglie di comporre un allestimento catartico che si serve di costanti analogie per impattare l’osservatore. Ci troviamo di fronte ad un dualismo, pietra/muro, giornale/carta che si propone attraverso ciò che l’artista dipingere ed il medium sul quale la stessa opera prende vita. Sulle opere realizzate su supporto cartaceo ecco quindi prender forma e sostanza le iconiche figura dell’autore italiano, laddove, come visto per la pittura realizzata a Monza, ancora una volta la sintesi passa per una personale riflessione tematica.
Il muro, elemento statico ed in forte relazione con il tempo diviene simbolo di protezione e sostegno, dove resiste si trasforma in ricordo concreto mentre dove scompare, ne si continua a sentire la presenza. E’ quindi questo l’elemento simbolo di quest’ultima esperienza dell’interprete, divisa tra allestimento e pittura esterna dal titolo “Ricordi”, che diviene simbolo del tempo che passa nonché punto di riferimento per orientarsi nei percorsi quotidiani. Si tratta di una concretizzazione del tempo, una cadenza finalmente visiva di un elemento non tangibile, che investe e commuta ciascuna delle opere e delle forme che l’artista ha voluto raffigurare.
Null’altro da aggiungere, ad accompagnare il nostro testo una bella ed intensa serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata è tutto dopo il salto.

Grauen Studio
Via Tofane 1, lato alzaia Villoresi
20900 Monza

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