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Giada Pellicari – “Scrivere di Writing” New Book

Andiamo a dare un occhiata approfondita a “Scrivere di Writing – Note sul mondo dei Graffiti”, ultima fatica di Giada Pellicari, un nuovo libro con cui la curatrice propone una personale analisi e critica verso gli ambiti del Writing e della Street Art.
Per approfondire il writing inevitabilmente bisogno capire la strutture delle lettere, i loro stesso sviluppo, il tutto attraverso un analisi visiva che vada a toccare elementi interdisciplinare come la sociologia, la storia dell’arte, l’urbanistica, ed infine il web ed i New Media. Pubblicato dalla casa editrice CLEUP, è distribuito a partire dallo scorso 17 dicembre 2014, il libro risponde a questa esigenza presentandosi come una raccolta delle ricerche compiute dall’autrice sul mondo del writing negli ultimi cinque anni. In particolare l’edizione viene sviluppata attraverso contenuti ereditati direttamente dagli studi sul campo, progetti curatoriali, da ricerche bibliografiche, interviste a quelli che sono i protagonisti della scena.
Il libro proposto da Giada Pellicari intende quindi offrire alcuni punti di riferimento e strumenti di analisi con lo scopo preciso di porre quesiti e soprattutto provare a comprendere nel migliore dei modi il writing. I capitoli e paragrafi che ne costituiscono il contenuto, vanno di volta in volta a focalizzarsi su aspetti differenti, proponendo confronti, apporti critici eterogenei capaci di avvicinarsi ad un approccio legato all’arte contemporanea più canonica seppur mantenendone le dovute distanze, abbracciandone i metodi e non ovviamente i contenuti.
“Cos’è il Writing? Come si rapporta il writer con lo spazio urbano e l’architettura? Perché i graffiti si possono definire come segni calligrafici dotati di una natura gestuale? Per quale motivo parlare di arte pubblica è improprio? Quali sono gli errori delle istituzioni? Che cambiamento hanno apportato la fotografia, il video, YouTube e i nuovi media nel fare i graffiti?”: queste sono alcune delle domande che si è posta l’autrice nel corso del libro e che ha trattato lungo le 180 pagine che lo costituiscono.
Noi ve l’abbiamo detto ora non vi resta che acquistare la vostra copia direttamente sullo store della casa editrice, qui, oppure in selezionati rivenditori tra cui: Wag Shop a Milano, Bad Cap a Torino, Graff Dream a Roma, noi ve lo consigliamo caldamente.

Giada Pellicari – “Scrivere di Writing” New Book

Andiamo a dare un occhiata approfondita a “Scrivere di Writing – Note sul mondo dei Graffiti”, ultima fatica di Giada Pellicari, un nuovo libro con cui la curatrice propone una personale analisi e critica verso gli ambiti del Writing e della Street Art.
Per approfondire il writing inevitabilmente bisogno capire la strutture delle lettere, i loro stesso sviluppo, il tutto attraverso un analisi visiva che vada a toccare elementi interdisciplinare come la sociologia, la storia dell’arte, l’urbanistica, ed infine il web ed i New Media. Pubblicato dalla casa editrice CLEUP, è distribuito a partire dallo scorso 17 dicembre 2014, il libro risponde a questa esigenza presentandosi come una raccolta delle ricerche compiute dall’autrice sul mondo del writing negli ultimi cinque anni. In particolare l’edizione viene sviluppata attraverso contenuti ereditati direttamente dagli studi sul campo, progetti curatoriali, da ricerche bibliografiche, interviste a quelli che sono i protagonisti della scena.
Il libro proposto da Giada Pellicari intende quindi offrire alcuni punti di riferimento e strumenti di analisi con lo scopo preciso di porre quesiti e soprattutto provare a comprendere nel migliore dei modi il writing. I capitoli e paragrafi che ne costituiscono il contenuto, vanno di volta in volta a focalizzarsi su aspetti differenti, proponendo confronti, apporti critici eterogenei capaci di avvicinarsi ad un approccio legato all’arte contemporanea più canonica seppur mantenendone le dovute distanze, abbracciandone i metodi e non ovviamente i contenuti.
“Cos’è il Writing? Come si rapporta il writer con lo spazio urbano e l’architettura? Perché i graffiti si possono definire come segni calligrafici dotati di una natura gestuale? Per quale motivo parlare di arte pubblica è improprio? Quali sono gli errori delle istituzioni? Che cambiamento hanno apportato la fotografia, il video, YouTube e i nuovi media nel fare i graffiti?”: queste sono alcune delle domande che si è posta l’autrice nel corso del libro e che ha trattato lungo le 180 pagine che lo costituiscono.
Noi ve l’abbiamo detto ora non vi resta che acquistare la vostra copia direttamente sullo store della casa editrice, qui, oppure in selezionati rivenditori tra cui: Wag Shop a Milano, Bad Cap a Torino, Graff Dream a Roma, noi ve lo consigliamo caldamente.