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GORGO

Geoff McFetridge – “Meditallucination” at V1 Gallery (Recap)

Con estremo piacere andiamo a dare uno sguardo approfondito a “Meditallucination” ultima fatica da poco aperta dal grande artista statunitense Geoff McFetridge all’interno degli spazi della V1 Gallery di Copenaghen in Danimarca.
Senza troppi giri di parole non nascondiamo che aspettavamo con ansia il momento di approfondire il lavoro di Geoff McFetridge, il particolare approccio visivo ci ha infatti immediatamente colpito e coinvolti ed aspettavamo un nuovo show per approfondire i temi e gli spunti che il percorso artistico dell’interprete riesce a sviluppare e portare avanti. Osservando i lavori dell’artista appare chiaro come lo stesso porti avanti, attraverso un proprio e personale alfabeto visivo, la precisa esigenza di trasmettere e di legare lo spettatore alle sue opere attraverso una astrazione delle informazioni. Gli elaborati proposti sono infatti ridotti all’osso, nei colori, così come nel tratto ma riescono a trasmettere un infinito range di possibilità e spunti differenti, si tratta di un vero e proprio gioco in cui la mancanza di informazioni che percepiamo osservando le opere viene compensata dal nostro stesso immaginario che, quasi ad unirne i punti, trova e colloca le immagini all’interno di una narrazione personale e coinvolgente. L’impressione è quindi quella di una sorta di sospensione tra le immagini ed il linguaggio scelto, la mente compensa la mancanza di stimoli visivi restituendo all’opera un infinità di possibilità ed al contempo legandoci ad essa attraverso una personale percezione, l’artista chiama questo sistema che si innesca tra opera e spettatore, il ‘sentire’ dove le immagini sono meditazioni, provengono da una elaborazione visiva, percettiva e personale, ma sono anche l’ascoltare ciò che ci circonda e che inevitabilmente influenza le differenti chiavi di lettura per quella quindi che assume le sembianze di una vera e propria esperienza visiva.
I lavori dell’artista Losangelino ruotano attorno ad una delicatezza visiva che poggia le sue basi sui pochissimi colori che alimentano i suoi lavori, spesso un bilanciamento cromatico che danze su differenti tonalità della stessa tinta, colori caldi ed avvolgenti atti propri ad alimentare la sensazione di immersione e legame con le sue opere.
Dall’emblematico titolo “Meditallucination” l’allestimento proposto dall’artista all’interno degli spazi della bella galleria danese, è caratterizzato dalla presenza anzitutto di una serie di lavori in ceramica risalenti ad una precedente esibizione del 2011 ma anche e soprattutto dalla presenza di ben tredici nuovi dipinti su tela che portano avanti i concetti e gli sviluppi visivi dell’immaginario dell’artista e spingono l’osservatore verso una sorta di meditazione visiva che si ricollega alla capacità dell’interprete di celare eppure mostrare allo stesso tempo, attraverso le sue immagini, una moltitudine di situazioni ed eventi di vita quotidiana.
Per darvi modo di apprezzare tutto l’eccellente allestimento proposti vi abbiamo preparato una ricca galleria di scatti con una panoramica dello show, nella prima pagina, e le immagini nel dettaglio dei lavori presentati dall’artista, nella seconda, il consiglio è quello di darci un occhiata e per gli amici Danesi e per chi si trovasse in zona, ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 26 di Aprile per andare a darci un occhiata di persona, noi ve lo consigliamo caldamente.

V1 Gallery
Flæsketorvet 69-71
1711 Copenhagen

I have always been interested in creating work that lies between image and language. Imagery that your mind “reads” as language rather than seeing them as spatial or physical things. These graphic images are for me a way to induce a misfiring of our mind to create a connection, and resonance for the viewer. I want them to feel something, not happy, or sad, but to feel like the letter T.”

“The images are meditations, in that they come from inside but they are also listening to the world around me. The paintings attempt to deeply engage with reality to try to attain transcendence. Hallucinations in that they are a made of the raw material of our brain, beyond experience, they are found images that are nearly hard wired into our minds.- Geoff McFetridge

Pics via AM

Geoff McFetridge – “Meditallucination” at V1 Gallery (Recap)

Con estremo piacere andiamo a dare uno sguardo approfondito a “Meditallucination” ultima fatica da poco aperta dal grande artista statunitense Geoff McFetridge all’interno degli spazi della V1 Gallery di Copenaghen in Danimarca.
Senza troppi giri di parole non nascondiamo che aspettavamo con ansia il momento di approfondire il lavoro di Geoff McFetridge, il particolare approccio visivo ci ha infatti immediatamente colpito e coinvolti ed aspettavamo un nuovo show per approfondire i temi e gli spunti che il percorso artistico dell’interprete riesce a sviluppare e portare avanti. Osservando i lavori dell’artista appare chiaro come lo stesso porti avanti, attraverso un proprio e personale alfabeto visivo, la precisa esigenza di trasmettere e di legare lo spettatore alle sue opere attraverso una astrazione delle informazioni. Gli elaborati proposti sono infatti ridotti all’osso, nei colori, così come nel tratto ma riescono a trasmettere un infinito range di possibilità e spunti differenti, si tratta di un vero e proprio gioco in cui la mancanza di informazioni che percepiamo osservando le opere viene compensata dal nostro stesso immaginario che, quasi ad unirne i punti, trova e colloca le immagini all’interno di una narrazione personale e coinvolgente. L’impressione è quindi quella di una sorta di sospensione tra le immagini ed il linguaggio scelto, la mente compensa la mancanza di stimoli visivi restituendo all’opera un infinità di possibilità ed al contempo legandoci ad essa attraverso una personale percezione, l’artista chiama questo sistema che si innesca tra opera e spettatore, il ‘sentire’ dove le immagini sono meditazioni, provengono da una elaborazione visiva, percettiva e personale, ma sono anche l’ascoltare ciò che ci circonda e che inevitabilmente influenza le differenti chiavi di lettura per quella quindi che assume le sembianze di una vera e propria esperienza visiva.
I lavori dell’artista Losangelino ruotano attorno ad una delicatezza visiva che poggia le sue basi sui pochissimi colori che alimentano i suoi lavori, spesso un bilanciamento cromatico che danze su differenti tonalità della stessa tinta, colori caldi ed avvolgenti atti propri ad alimentare la sensazione di immersione e legame con le sue opere.
Dall’emblematico titolo “Meditallucination” l’allestimento proposto dall’artista all’interno degli spazi della bella galleria danese, è caratterizzato dalla presenza anzitutto di una serie di lavori in ceramica risalenti ad una precedente esibizione del 2011 ma anche e soprattutto dalla presenza di ben tredici nuovi dipinti su tela che portano avanti i concetti e gli sviluppi visivi dell’immaginario dell’artista e spingono l’osservatore verso una sorta di meditazione visiva che si ricollega alla capacità dell’interprete di celare eppure mostrare allo stesso tempo, attraverso le sue immagini, una moltitudine di situazioni ed eventi di vita quotidiana.
Per darvi modo di apprezzare tutto l’eccellente allestimento proposti vi abbiamo preparato una ricca galleria di scatti con una panoramica dello show, nella prima pagina, e le immagini nel dettaglio dei lavori presentati dall’artista, nella seconda, il consiglio è quello di darci un occhiata e per gli amici Danesi e per chi si trovasse in zona, ricordiamo che c’è tempo fino al prossimo 26 di Aprile per andare a darci un occhiata di persona, noi ve lo consigliamo caldamente.

V1 Gallery
Flæsketorvet 69-71
1711 Copenhagen

I have always been interested in creating work that lies between image and language. Imagery that your mind “reads” as language rather than seeing them as spatial or physical things. These graphic images are for me a way to induce a misfiring of our mind to create a connection, and resonance for the viewer. I want them to feel something, not happy, or sad, but to feel like the letter T.”

“The images are meditations, in that they come from inside but they are also listening to the world around me. The paintings attempt to deeply engage with reality to try to attain transcendence. Hallucinations in that they are a made of the raw material of our brain, beyond experience, they are found images that are nearly hard wired into our minds.- Geoff McFetridge

Pics via AM