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GORGO

Freddy Sam – New Mural in Phoenix

Uno dei primi progetti editoriali, mi ha visto ‘volare’ verso un continente inesplorato, solo immaginato, alla ricerca di artisti che potessero esprimerne lo spirito e la grande passionalità dell’Africa.
FOCUS on South Africa nasceva come ponte immaginario, sospeso tra due realtà. Connessione personale atta a togliere il velo su una scena distante, differente dalla nostra, con stimoli e principi estetici differenti, e proprio per questo motivo particolarmente interessante.
Tra gli artisti presi in considerazione c’era Freddy Sam. L’autore aveva appena portato in Sud Africa artisti del calibro di Know Hope, Gaia e JAZ. Tutti e tre impegnati in una fruttuosa residenza di un mese sfociata in una serie di opere in strada, con “Acrylic Walls” , ed infine una bella esibizione ospitata all’interno degli spazi del laboratorio/galleria A Word of Art (Covered).
Avevamo fatto così la conoscenza dell’interprete, di riflesso, osservando le produzioni di altri ed al tempo stesso, interessandoci e restando colpiti dal particolare piglio tematico con cui lo stesso portava avanti, già in quel periodo, la sua ricerca.

C’è un senso di profondo attaccamento alla propria terra che si lega alle produzioni di Ricky Lee Gordon. Parte dalla scelta del nome, che unisce quello dei nonni, in una nuova incarnazione fanciullesca. Freddy Sam, come un personaggio irreale. Come una figura eterea affamata di storie di vita e con il potere di penetrare pensieri e sensibilità differenti. Freddy Sam come sagoma irreale capace di cogliere la bellezza della natura, di intrecciarne le forme con quelle dell’uomo, dando vita ad una poetica profonda ed avvolgente.

Approfondendone il lavoro in questi anni, è emerso come la collocazione geografica, inevitabilmente giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo estetico e tematico nelle produzioni dell’autore. Rappresenta una sorta di fattore principale, di scintilla, che influenza e caratterizza la totalità delle sue opere.
Il radicato senso di appartenenza ad un determinato luogo, in primis per lo stesso artista, è elemento imprescindibile di una pittura che guarda al dialogo come primo ed importante tassello.
Ognuna infatti delle opere realizzate in questi anni vive in simbiosi con il luogo di lavoro, raccogliendone l’eredità sociale ed emotiva. Frammenti di vita, frammenti di natura che si intrecciano producendo un riverbero. Il confronto passa anzitutto per un approfondimento sociale e culturale, in grado di porsi come potente connessione tra l’artista, il luogo, arrivando infine a chi come noi osserva le sue produzioni.
Questo costante volontà di dialogo, si è spesso espressa con progetti specifici e sensibili in grado di porre l’accento su determinati luoghi, culture e problematiche sociali.
Il risultato è stato un percorso pittorico che ha visto la rappresentazione di potenti istantanee: uomini, donne e bambini appartenenti a luoghi remoti, come ad esempio bella serie di interventi realizzati ad Antananarivo in Madagascar (Covered).
Un flusso di persone e soggetti interconnessi con lo spazio di lavoro. Un riflesso che passa per gli occhi e le percezioni dell’interprete stesso. Che arriva a noi come catarsi personale, esplodendo in spunti, stimoli e sensazioni differenti.

Il senso di appartenenza ha al tempo stesso sviluppato un secondo binario. Una strada parallela con cui l’autore ha voluto istaurare un dialogo più personale. Un fare introspettivo che vede la natura, nelle sue differenti incarnazioni, come personale filo conduttore.
Tra passato e presente, tra quelli che erano i primi approcci dell’artista in strada, con animali e piante appartenenti ai suoi luoghi, e la sua attuale maturità pittorica, la natura rappresenta quindi il secondo ed importante tassello.
Chiariamolo subito, non si tratta di una semplice riproduzione realistica di elementi naturali. L’intreccio pittorico a cui l’interprete sembra mirare, è una idea in cui la natura diviene parte stessa dell’uomo. Elemento imprescindibile con il quale l’essere umano, volente o nolente, dialoga costantemente. Prende le sembianze di uno spirito attraverso il quale riversare pensieri, emozioni e sensazioni differenti e che, proprio per il suo essere così introspettivo, ben si presta a rappresentare tutte le differenti sfaccettature emotive che caratterizzano l’uomo.

Natura ed Essere Umano. Due entità che ora più che mai vivono (quasi) in antitesi. Due universi in realtà imprescindibili uno dall’altro, che tornano ad un unirsi all’interno delle pitture dell’artista.

C’è un crescendo nelle produzioni di Freddy Sam. Un senso di crescita costante, nei temi espressi, nel dialogo con il luogo di lavoro, nelle rappresentazioni naturali ed umane. Ognuno di questi elementi ha visto un incremento, equilibrato e direttamente proporzionale a quello degli altri, sfociando infine in quella che è l’attuale e particolare, momento dell’autore.
Freddy Sam cambia punto di vista. Agisce come uno specchio riflettendo letteralmente sull’esistenza dell’essere umano all’interno della natura, ed esplorando contemporaneamente la ‘presenza’ fisica e spirituale della stessa.
Questi temi, trattati per la prima volta in “The Nature of our Presence”, vengono successivamente sviluppati e portati avanti nell’attuale filone.

La nuova identità e maturità estetica e tematica di Freddy Sam trasmette un acceso senso poetico. Le opere si pongono come riflessione sulla presenza della natura all’interno della vita dell’essere umano. Lo fanno con toni onirici, servendosi di visioni differenti, di frammenti in grado di offrirci una nuova immagine di noi stessi.
Ciascuna delle schegge proposte riconduce ad un elemento naturale e viene contrapposto a lembi emotivi in grado ci mutare percezioni e stati d’animo, in quella che diviene presto una pittura meditativa.
Sta qui l’evoluzione. Nel dialogo che diviene maggiormente introspettivo, coinvolgendo elementi (quasi) spirituali, spingendo chi osserva ad una riflessione interpersonale. Domande esistenziali.
Negli elementi pittorici proposti, ora più che mai legati ad un realismo particolarmente rimarcato, a grandi e piccole caselle che compongono l’aspetto finale delle opere, a brevi testi, al limite della poesia, che richiamano il tema degli interventi e che fungono da propellente tematico e riflessivo.

In questo nuovo contesto tematico ed estetico emerge l’ultima fatica dell’interprete. Realizzata a Phoenix in Arizona, l’opera concentra, esalta e propone al meglio il nuovo Freddy Sam.
Lo spazio di questa struttura viene diviso in due distinte sezioni irregolari. La parte sinistra dipinta con l’immagine di uno specchio d’acqua, con una impressionante resa finale. Nella parte opposta prende vita la silhouette di un cavallo. I toni qui sono oscuri, con la forma dell’animale appena percettibile su un background scuro.
Entrambe le sezioni vengono unicamente interrotte da due dettagli. Il primo è una piccola fessura che illumina la parte centrale dell’opera, come una sorta di finestra di luce atta a ribadirne il concetto . È però il secondo a scatenare e sviluppare il tema cardine del lavoro.
L’autore sceglie di accompagnare la pittura con un frase che attraversa la totalità dello spazio e che recita: “Through the reflection of your beauty i am beautiful”.
Attraverso una duplice lettura, visiva e letterale, lo spettatore prende quindi coscienza della riflessione che l’intervento porta con se.
Freddy Sam vuole qui ribadire la bellezza intrinseca della natura, la bellezza dell’essere umano attraverso, per causa e con la stessa. Va addirittura oltre qui, definendo e ribadendo come l’uomo sia in realtà parte della stessa e di come distruggendo la natura, in realtà distruggiamo noi stessi. Meditazione.

Pics by The Artist

Freddy Sam – New Mural in Phoenix

Uno dei primi progetti editoriali, mi ha visto ‘volare’ verso un continente inesplorato, solo immaginato, alla ricerca di artisti che potessero esprimerne lo spirito e la grande passionalità dell’Africa.
FOCUS on South Africa nasceva come ponte immaginario, sospeso tra due realtà. Connessione personale atta a togliere il velo su una scena distante, differente dalla nostra, con stimoli e principi estetici differenti, e proprio per questo motivo particolarmente interessante.
Tra gli artisti presi in considerazione c’era Freddy Sam. L’autore aveva appena portato in Sud Africa artisti del calibro di Know Hope, Gaia e JAZ. Tutti e tre impegnati in una fruttuosa residenza di un mese sfociata in una serie di opere in strada, con “Acrylic Walls” , ed infine una bella esibizione ospitata all’interno degli spazi del laboratorio/galleria A Word of Art (Covered).
Avevamo fatto così la conoscenza dell’interprete, di riflesso, osservando le produzioni di altri ed al tempo stesso, interessandoci e restando colpiti dal particolare piglio tematico con cui lo stesso portava avanti, già in quel periodo, la sua ricerca.

C’è un senso di profondo attaccamento alla propria terra che si lega alle produzioni di Ricky Lee Gordon. Parte dalla scelta del nome, che unisce quello dei nonni, in una nuova incarnazione fanciullesca. Freddy Sam, come un personaggio irreale. Come una figura eterea affamata di storie di vita e con il potere di penetrare pensieri e sensibilità differenti. Freddy Sam come sagoma irreale capace di cogliere la bellezza della natura, di intrecciarne le forme con quelle dell’uomo, dando vita ad una poetica profonda ed avvolgente.

Approfondendone il lavoro in questi anni, è emerso come la collocazione geografica, inevitabilmente giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo estetico e tematico nelle produzioni dell’autore. Rappresenta una sorta di fattore principale, di scintilla, che influenza e caratterizza la totalità delle sue opere.
Il radicato senso di appartenenza ad un determinato luogo, in primis per lo stesso artista, è elemento imprescindibile di una pittura che guarda al dialogo come primo ed importante tassello.
Ognuna infatti delle opere realizzate in questi anni vive in simbiosi con il luogo di lavoro, raccogliendone l’eredità sociale ed emotiva. Frammenti di vita, frammenti di natura che si intrecciano producendo un riverbero. Il confronto passa anzitutto per un approfondimento sociale e culturale, in grado di porsi come potente connessione tra l’artista, il luogo, arrivando infine a chi come noi osserva le sue produzioni.
Questo costante volontà di dialogo, si è spesso espressa con progetti specifici e sensibili in grado di porre l’accento su determinati luoghi, culture e problematiche sociali.
Il risultato è stato un percorso pittorico che ha visto la rappresentazione di potenti istantanee: uomini, donne e bambini appartenenti a luoghi remoti, come ad esempio bella serie di interventi realizzati ad Antananarivo in Madagascar (Covered).
Un flusso di persone e soggetti interconnessi con lo spazio di lavoro. Un riflesso che passa per gli occhi e le percezioni dell’interprete stesso. Che arriva a noi come catarsi personale, esplodendo in spunti, stimoli e sensazioni differenti.

Il senso di appartenenza ha al tempo stesso sviluppato un secondo binario. Una strada parallela con cui l’autore ha voluto istaurare un dialogo più personale. Un fare introspettivo che vede la natura, nelle sue differenti incarnazioni, come personale filo conduttore.
Tra passato e presente, tra quelli che erano i primi approcci dell’artista in strada, con animali e piante appartenenti ai suoi luoghi, e la sua attuale maturità pittorica, la natura rappresenta quindi il secondo ed importante tassello.
Chiariamolo subito, non si tratta di una semplice riproduzione realistica di elementi naturali. L’intreccio pittorico a cui l’interprete sembra mirare, è una idea in cui la natura diviene parte stessa dell’uomo. Elemento imprescindibile con il quale l’essere umano, volente o nolente, dialoga costantemente. Prende le sembianze di uno spirito attraverso il quale riversare pensieri, emozioni e sensazioni differenti e che, proprio per il suo essere così introspettivo, ben si presta a rappresentare tutte le differenti sfaccettature emotive che caratterizzano l’uomo.

Natura ed Essere Umano. Due entità che ora più che mai vivono (quasi) in antitesi. Due universi in realtà imprescindibili uno dall’altro, che tornano ad un unirsi all’interno delle pitture dell’artista.

C’è un crescendo nelle produzioni di Freddy Sam. Un senso di crescita costante, nei temi espressi, nel dialogo con il luogo di lavoro, nelle rappresentazioni naturali ed umane. Ognuno di questi elementi ha visto un incremento, equilibrato e direttamente proporzionale a quello degli altri, sfociando infine in quella che è l’attuale e particolare, momento dell’autore.
Freddy Sam cambia punto di vista. Agisce come uno specchio riflettendo letteralmente sull’esistenza dell’essere umano all’interno della natura, ed esplorando contemporaneamente la ‘presenza’ fisica e spirituale della stessa.
Questi temi, trattati per la prima volta in “The Nature of our Presence”, vengono successivamente sviluppati e portati avanti nell’attuale filone.

La nuova identità e maturità estetica e tematica di Freddy Sam trasmette un acceso senso poetico. Le opere si pongono come riflessione sulla presenza della natura all’interno della vita dell’essere umano. Lo fanno con toni onirici, servendosi di visioni differenti, di frammenti in grado di offrirci una nuova immagine di noi stessi.
Ciascuna delle schegge proposte riconduce ad un elemento naturale e viene contrapposto a lembi emotivi in grado ci mutare percezioni e stati d’animo, in quella che diviene presto una pittura meditativa.
Sta qui l’evoluzione. Nel dialogo che diviene maggiormente introspettivo, coinvolgendo elementi (quasi) spirituali, spingendo chi osserva ad una riflessione interpersonale. Domande esistenziali.
Negli elementi pittorici proposti, ora più che mai legati ad un realismo particolarmente rimarcato, a grandi e piccole caselle che compongono l’aspetto finale delle opere, a brevi testi, al limite della poesia, che richiamano il tema degli interventi e che fungono da propellente tematico e riflessivo.

In questo nuovo contesto tematico ed estetico emerge l’ultima fatica dell’interprete. Realizzata a Phoenix in Arizona, l’opera concentra, esalta e propone al meglio il nuovo Freddy Sam.
Lo spazio di questa struttura viene diviso in due distinte sezioni irregolari. La parte sinistra dipinta con l’immagine di uno specchio d’acqua, con una impressionante resa finale. Nella parte opposta prende vita la silhouette di un cavallo. I toni qui sono oscuri, con la forma dell’animale appena percettibile su un background scuro.
Entrambe le sezioni vengono unicamente interrotte da due dettagli. Il primo è una piccola fessura che illumina la parte centrale dell’opera, come una sorta di finestra di luce atta a ribadirne il concetto . È però il secondo a scatenare e sviluppare il tema cardine del lavoro.
L’autore sceglie di accompagnare la pittura con un frase che attraversa la totalità dello spazio e che recita: “Through the reflection of your beauty i am beautiful”.
Attraverso una duplice lettura, visiva e letterale, lo spettatore prende quindi coscienza della riflessione che l’intervento porta con se.
Freddy Sam vuole qui ribadire la bellezza intrinseca della natura, la bellezza dell’essere umano attraverso, per causa e con la stessa. Va addirittura oltre qui, definendo e ribadendo come l’uomo sia in realtà parte della stessa e di come distruggendo la natura, in realtà distruggiamo noi stessi. Meditazione.

Pics by The Artist