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Evoca1 – “Mercy” at Galleria Varsi (Recap)

Aperta lo scorso 6 Maggio, diamo uno sguardo approfondito a “Mercy” prima personale di Evoca1 in Italia ospitata negli spazi della Galleria Varsi di Roma.
La narrativa delle pitture di Evoca1 è caratterizzata da una personale riflessione sulla vita. L’autore Domenicano imbastisce personali ed evocative metafore dove animali, uomini e bambini divengono simboli delle propria storia personale, analogie di lotte sociali e di tutte quelle fragilità e conflitti interiori che caratterizzano l’essere umano.
Curato da Chiara Pietropaoli, lo show sintetizza il pensiero dell’artista: il rifiuto del contesto culturale e politico in cui anch’egli vive, dove l’individuo è alienato ed incapace di unirsi all’altro, di imbastire e ritrovare il vero significato di comunità: ovvero non una proprietà od una appartenenza, non un avere, ma piuttosto un debito, un pegno, un dono-da-dare. Riprendendo i concetti espressi dal filosofo Roberto Esposito, l’autore riflette sull’importanza dell’altro, su come per l’essere umano sia fondamentale per la propria esistenza e crescita il confronto e la comunione con il prossimo. La nostra stessa esistenza risulta in questo modo legata alla dipendenza ed alla continuità con l’altro.

Il corpo di lavoro presentato da Evoca1 è figlio di un sentimento chiave dell’antica Roma: La Pietas. Cantato da Virgilio nell’Eneide, questo valore esprime l’insieme di doveri che l’uomo ha verso i suoi simili, verso la famiglia e verso gli Dei. La Pietas spinge l’uomo fuori dal sé, conciliandolo con il prossimo.
Partendo da questi spunti l’autore riflette su come sia ancora possibile al giorno d’oggi parlare di pietas, di come oggigiorno vediamo e percepiamo il prossimo. Da queste domande nasce il corpo di lavoro di “Mercy”, una riflessione su una virtù oggi (quasi) estinta ma al contempo necessaria: La misericordia.
L’allestimento si traduce infine in una personale metafora per riflettere sui nostri tempi, sul ripetersi e sulla ciclicità delle battaglie per il potere e le risorse, dove chi è più forte ottiene il controllo totale, mentre i meno privilegiati sopravvivono affidandosi alla loro misericordia.
C’è tempo fino al prossimo 4 di Giugno per vedere da vicino le opere proposte dall’artista, di seguito il consueto ed ampio recap fotografico, dateci un occhiata!

[dark_box] La “Misericordia” è un pugnale da duello risalente al XII secolo composto da una lama a sezione triangolare, il quale grazie alla sua struttura e robustezza riusciva a passare attraverso un’armatura. Il nome deriva dalla funzione che storicamente ricopriva, con il pugnale si finiva l’avversario in fin di vita sul campo di battaglia, sollevando il caduto dall’agonia, donandogli la morte. Un’immagine drammatica che incarna un valore prezioso: nell’irrimediabilità dello scontro, la morte e la sofferenza riattivano la responsabilità verso ogni uomo. [/dark_box]

Galleria Varsi
Via S. Salvatore in Campo, 51
00186 Roma

Thanks to The Gallery for The Pics
Pics by The Blind Eye Factory

Evoca1 – “Mercy” at Galleria Varsi (Recap)

Aperta lo scorso 6 Maggio, diamo uno sguardo approfondito a “Mercy” prima personale di Evoca1 in Italia ospitata negli spazi della Galleria Varsi di Roma.
La narrativa delle pitture di Evoca1 è caratterizzata da una personale riflessione sulla vita. L’autore Domenicano imbastisce personali ed evocative metafore dove animali, uomini e bambini divengono simboli delle propria storia personale, analogie di lotte sociali e di tutte quelle fragilità e conflitti interiori che caratterizzano l’essere umano.
Curato da Chiara Pietropaoli, lo show sintetizza il pensiero dell’artista: il rifiuto del contesto culturale e politico in cui anch’egli vive, dove l’individuo è alienato ed incapace di unirsi all’altro, di imbastire e ritrovare il vero significato di comunità: ovvero non una proprietà od una appartenenza, non un avere, ma piuttosto un debito, un pegno, un dono-da-dare. Riprendendo i concetti espressi dal filosofo Roberto Esposito, l’autore riflette sull’importanza dell’altro, su come per l’essere umano sia fondamentale per la propria esistenza e crescita il confronto e la comunione con il prossimo. La nostra stessa esistenza risulta in questo modo legata alla dipendenza ed alla continuità con l’altro.

Il corpo di lavoro presentato da Evoca1 è figlio di un sentimento chiave dell’antica Roma: La Pietas. Cantato da Virgilio nell’Eneide, questo valore esprime l’insieme di doveri che l’uomo ha verso i suoi simili, verso la famiglia e verso gli Dei. La Pietas spinge l’uomo fuori dal sé, conciliandolo con il prossimo.
Partendo da questi spunti l’autore riflette su come sia ancora possibile al giorno d’oggi parlare di pietas, di come oggigiorno vediamo e percepiamo il prossimo. Da queste domande nasce il corpo di lavoro di “Mercy”, una riflessione su una virtù oggi (quasi) estinta ma al contempo necessaria: La misericordia.
L’allestimento si traduce infine in una personale metafora per riflettere sui nostri tempi, sul ripetersi e sulla ciclicità delle battaglie per il potere e le risorse, dove chi è più forte ottiene il controllo totale, mentre i meno privilegiati sopravvivono affidandosi alla loro misericordia.
C’è tempo fino al prossimo 4 di Giugno per vedere da vicino le opere proposte dall’artista, di seguito il consueto ed ampio recap fotografico, dateci un occhiata!

[dark_box] La “Misericordia” è un pugnale da duello risalente al XII secolo composto da una lama a sezione triangolare, il quale grazie alla sua struttura e robustezza riusciva a passare attraverso un’armatura. Il nome deriva dalla funzione che storicamente ricopriva, con il pugnale si finiva l’avversario in fin di vita sul campo di battaglia, sollevando il caduto dall’agonia, donandogli la morte. Un’immagine drammatica che incarna un valore prezioso: nell’irrimediabilità dello scontro, la morte e la sofferenza riattivano la responsabilità verso ogni uomo. [/dark_box]

Galleria Varsi
Via S. Salvatore in Campo, 51
00186 Roma

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