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Etnik – New Billboard in Chicago, USA

Con piacere ci spostiamo a Chicago negli States, qui il nostro Etnik ha da poco terminato di realizzare un nuovo progetto che vedrà uno delle sue iconiche immagini affissa su questo grande cartellone pubblicitario per i prossimi 3 mesi.
È l’opportunità per immergerci nuovamente nella particolare visione dell’interprete italiano, lasciandoci coinvolgere dal moto perpetuo delle sue forme e dalla profondità dei temi trattati. La città per Etnik rappresenta il principale interlocutore nonché protagonista all’interno delle sue produzioni. L’interprete porta avanti una personale riflessione sui paesaggi urbani andando in particolare ad analizzare la condizione dell’essere umano all’interno degli stessi. Sebbene non compaia mai, l’uomo dell’artista è prigioniero all’interno delle architetture da lui stesso generate, rinchiuso nel cemento, soffocato dalla gabbia di strade e palazzi. Prendendo proprio spunto dagli stimoli architettonici dei paesaggi cittadini, stimolato dai personali studi accademici e da un forte e radicato background da writer, l’autore italiano sviluppa un corpo di lavoro incentrato sulla concentrazione di masse, figure ed elementi urbani. L’universo dell’interprete subisce un accelerata, viene intriso di stimoli astratti e geometrici , autoalimentando un proprio moto perpetuo in cui vediamo figure in cui vengono proiettate e tratteggiate le forme delle città. Al centro troviamo grandi totem sospesi, legati alle architettura concentrate, alla lotta tra natura e cemento, e tutte quelle dinamiche che accompagnano la riflessione dell’interprete sulla città moderna. Da queste figure centrali vediamo muoversi componenti ed elementi differenti, vere e proprie parti che si sganciano e ruotano tutto intorno, garantendo in questo senso un sontuoso effetto tridimensionale e di profondità.
Il risultato finale è un lavoro capace di veicolare stimoli e riflessioni differenti, un analisi profonda che spinge a guardarci intorno a capire la nostra relazione con lo spazio urbano, al tempo stesso mirà a gettare uno sguardo sulle dinamiche con cui l’uomo moderno vive la propria vita, di come ci siamo chiusi all’interno di muri, e di come la città sia inesorabilmente divenuta una grande prigione.
Quest’ultimo progetto, raccoglie ancora una volta quelle che sono le peculiarità sia stilistiche che tematiche dell’artista, proiettando una delle sue opere all’interno di un tessuto urbano assolutamente differente ed in grado di innalzare il livello della riflessione dell’artista stesso. Posto su un grande cartellone pubblicitario sospeso nel mezzo degli enormi grattacieli Americani, l’immagine, attraverso lo spessore dei colori e la consueta e peculiare sensazione di movimento, sembra volersi proiettare all’esterno dello spazio. Suggerisce l’idea di voler inglobare nel suo vortice frenetico quelle che sono le architetture che la circondando alimentando in questo modo tutta la profondità delle produzioni firmate da Etnik. Un intervento che abbiamo particolarmente apprezzato per il forte valore simbiotico con la particolarità dello spot e di ciò che lo circonda in funzione proprio del lavoro dell’artista.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo una bella serie di scatti evocativi con i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Etnik – New Billboard in Chicago, USA

Con piacere ci spostiamo a Chicago negli States, qui il nostro Etnik ha da poco terminato di realizzare un nuovo progetto che vedrà uno delle sue iconiche immagini affissa su questo grande cartellone pubblicitario per i prossimi 3 mesi.
È l’opportunità per immergerci nuovamente nella particolare visione dell’interprete italiano, lasciandoci coinvolgere dal moto perpetuo delle sue forme e dalla profondità dei temi trattati. La città per Etnik rappresenta il principale interlocutore nonché protagonista all’interno delle sue produzioni. L’interprete porta avanti una personale riflessione sui paesaggi urbani andando in particolare ad analizzare la condizione dell’essere umano all’interno degli stessi. Sebbene non compaia mai, l’uomo dell’artista è prigioniero all’interno delle architetture da lui stesso generate, rinchiuso nel cemento, soffocato dalla gabbia di strade e palazzi. Prendendo proprio spunto dagli stimoli architettonici dei paesaggi cittadini, stimolato dai personali studi accademici e da un forte e radicato background da writer, l’autore italiano sviluppa un corpo di lavoro incentrato sulla concentrazione di masse, figure ed elementi urbani. L’universo dell’interprete subisce un accelerata, viene intriso di stimoli astratti e geometrici , autoalimentando un proprio moto perpetuo in cui vediamo figure in cui vengono proiettate e tratteggiate le forme delle città. Al centro troviamo grandi totem sospesi, legati alle architettura concentrate, alla lotta tra natura e cemento, e tutte quelle dinamiche che accompagnano la riflessione dell’interprete sulla città moderna. Da queste figure centrali vediamo muoversi componenti ed elementi differenti, vere e proprie parti che si sganciano e ruotano tutto intorno, garantendo in questo senso un sontuoso effetto tridimensionale e di profondità.
Il risultato finale è un lavoro capace di veicolare stimoli e riflessioni differenti, un analisi profonda che spinge a guardarci intorno a capire la nostra relazione con lo spazio urbano, al tempo stesso mirà a gettare uno sguardo sulle dinamiche con cui l’uomo moderno vive la propria vita, di come ci siamo chiusi all’interno di muri, e di come la città sia inesorabilmente divenuta una grande prigione.
Quest’ultimo progetto, raccoglie ancora una volta quelle che sono le peculiarità sia stilistiche che tematiche dell’artista, proiettando una delle sue opere all’interno di un tessuto urbano assolutamente differente ed in grado di innalzare il livello della riflessione dell’artista stesso. Posto su un grande cartellone pubblicitario sospeso nel mezzo degli enormi grattacieli Americani, l’immagine, attraverso lo spessore dei colori e la consueta e peculiare sensazione di movimento, sembra volersi proiettare all’esterno dello spazio. Suggerisce l’idea di voler inglobare nel suo vortice frenetico quelle che sono le architetture che la circondando alimentando in questo modo tutta la profondità delle produzioni firmate da Etnik. Un intervento che abbiamo particolarmente apprezzato per il forte valore simbiotico con la particolarità dello spot e di ciò che lo circonda in funzione proprio del lavoro dell’artista.
Null’altro da aggiungere, in calce al nostro testo una bella serie di scatti evocativi con i dettagli dell’intervento realizzato, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics