GORGO

L’installazione di Escif come simbolo di calma, pazienza e speranza per il futuro

Una donna medita al centro di una piazza, al centro di una crisi mondiale, al centro del rumore che un virus ha messo a a tacere.

“Esto tambien pasará” ha un cuore di 4 tonnellate di legno e doveva essere bruciata durante Las Fallas 2020 il 19 marzo. A causa della crisi per il corona virus tutti i festeggiamenti sono però stati rimandati. L’opera voleva suscitare una riflessione sui tempi bui che stiamo vivendo, sul bisogno di riconnetterci con il nostro pianeta e gli uni con gli altri, sull’esigenza di riaccendere e riavvicinarci alla nostra luce interiore. Voleva ispirare un senso di pazienza, calma e speranza dicendoci che anche questo (difficile periodo) passerà.

Las Fallas è una festività valenciana che si svolge ogni anno tra la fine di febbraio e metà marzo. Secondo la tradizione la ricorrenza fu inventata da una corporazione di carpentieri che alla vigilia della festa di San José (loro patrono) incendiarono diversi oggetti in segno di buon auspicio e purificazione. La parola Fallas si riferisce alle strutture in legno e cartapesta che durante le celebrazioni vengono bruciate per esorcizzare la cattiva sorte e auspicare buona fortuna.
Il progetto di quest’anno, firmato da Escif e presentato lo scorso giugno, prevedeva la realizzazione di una imponente figura femminile in posa meditativa al centro della Plaza del Ayuntamiento, il cuore pulsante di Valencia. L’artista e il suo team hanno lavorato quasi un anno con gli artigiani e specialisti Manolo Martin e Jose Ramón Espuig realizzando un imponente struttura di 20 metri. Escif ha infine deciso di aggiungere una grande maschera chirurgica sul viso della scultura, tradotto: ora più che mai abbiamo bisogno di calma, speranza e pazienza.

Con il propagarsi della pandemia e del sentimento comune di dover affrontare un evento di portata globale, l’opera è presto diventata un simbolo di riflessione sul nostro tempo e sulle possibilità del futuro.
L’arte ha questa magica capacità di lavorare con il subconscio collettivo di un’intera società. E la crisi, per la sua natura straniante, ci ha obbligati tutti a restare fermi, a interrompere quel moto perpetuo e infinito per tornare a guardarci dentro, a confrontarci con noi stessi e di conseguenza a proiettarci fuori, verso il futuro, verso l’immaginato e il possibile. Ed è esattamente così che un simbolo di pace, tranquillità e speranza è diventato l’ideale rappresentazione di una comune unità di intenti, di una solidarietà reciproca, perché in fondo siamo tutti nella stessa barca e la vita di ognuno riguarda l’altro. Così il corpo dell’opera è stato bruciato, il busto invece rimarrà al suo posto fino a quando questa crisi non si concluderà.

Per Escif questo è un tempo di meditazione, di consapevolezza ritrovata e di profonda saggezza. Un opportunità di raccoglimento, di introspezione che possa consentirci di continuare a vedere la nostra luce interiore, anche quando tutto intorno a noi sembra spegnersi.
Abbiamo dovuto rallentare il movimento della società per evitare il propagarsi del contagio. Abbiamo aperto uno squarcio, un opportunità rara di poter rallentare mentre abbiamo fretta di non arrivare da nessuna parte. Abbiamo il tempo di poter riflettere, riavvicinarci e pensare ad un mondo diverso e migliore.

Meditare è un esercizio che aiuta la nostra coscienza all’accettazione dell’impermanenza. La donna che medita ci dice che tutto è impermanente. Niente è per sempre, Il giorno darà luogo alla notte che porterà al giorno. Tutto si muove continuamente. La realtà sta cambiando. Viviamo in un momento incerto che non sappiamo dove ci porterà. Anche questo passerà.

photos courtesy of the artist

L’installazione di Escif come simbolo di calma, pazienza e speranza per il futuro

Una donna medita al centro di una piazza, al centro di una crisi mondiale, al centro del rumore che un virus ha messo a a tacere.

“Esto tambien pasará” ha un cuore di 4 tonnellate di legno e doveva essere bruciata durante Las Fallas 2020 il 19 marzo. A causa della crisi per il corona virus tutti i festeggiamenti sono però stati rimandati. L’opera voleva suscitare una riflessione sui tempi bui che stiamo vivendo, sul bisogno di riconnetterci con il nostro pianeta e gli uni con gli altri, sull’esigenza di riaccendere e riavvicinarci alla nostra luce interiore. Voleva ispirare un senso di pazienza, calma e speranza dicendoci che anche questo (difficile periodo) passerà.

Las Fallas è una festività valenciana che si svolge ogni anno tra la fine di febbraio e metà marzo. Secondo la tradizione la ricorrenza fu inventata da una corporazione di carpentieri che alla vigilia della festa di San José (loro patrono) incendiarono diversi oggetti in segno di buon auspicio e purificazione. La parola Fallas si riferisce alle strutture in legno e cartapesta che durante le celebrazioni vengono bruciate per esorcizzare la cattiva sorte e auspicare buona fortuna.
Il progetto di quest’anno, firmato da Escif e presentato lo scorso giugno, prevedeva la realizzazione di una imponente figura femminile in posa meditativa al centro della Plaza del Ayuntamiento, il cuore pulsante di Valencia. L’artista e il suo team hanno lavorato quasi un anno con gli artigiani e specialisti Manolo Martin e Jose Ramón Espuig realizzando un imponente struttura di 20 metri. Escif ha infine deciso di aggiungere una grande maschera chirurgica sul viso della scultura, tradotto: ora più che mai abbiamo bisogno di calma, speranza e pazienza.

Con il propagarsi della pandemia e del sentimento comune di dover affrontare un evento di portata globale, l’opera è presto diventata un simbolo di riflessione sul nostro tempo e sulle possibilità del futuro.
L’arte ha questa magica capacità di lavorare con il subconscio collettivo di un’intera società. E la crisi, per la sua natura straniante, ci ha obbligati tutti a restare fermi, a interrompere quel moto perpetuo e infinito per tornare a guardarci dentro, a confrontarci con noi stessi e di conseguenza a proiettarci fuori, verso il futuro, verso l’immaginato e il possibile. Ed è esattamente così che un simbolo di pace, tranquillità e speranza è diventato l’ideale rappresentazione di una comune unità di intenti, di una solidarietà reciproca, perché in fondo siamo tutti nella stessa barca e la vita di ognuno riguarda l’altro. Così il corpo dell’opera è stato bruciato, il busto invece rimarrà al suo posto fino a quando questa crisi non si concluderà.

Per Escif questo è un tempo di meditazione, di consapevolezza ritrovata e di profonda saggezza. Un opportunità di raccoglimento, di introspezione che possa consentirci di continuare a vedere la nostra luce interiore, anche quando tutto intorno a noi sembra spegnersi.
Abbiamo dovuto rallentare il movimento della società per evitare il propagarsi del contagio. Abbiamo aperto uno squarcio, un opportunità rara di poter rallentare mentre abbiamo fretta di non arrivare da nessuna parte. Abbiamo il tempo di poter riflettere, riavvicinarci e pensare ad un mondo diverso e migliore.

Meditare è un esercizio che aiuta la nostra coscienza all’accettazione dell’impermanenza. La donna che medita ci dice che tutto è impermanente. Niente è per sempre, Il giorno darà luogo alla notte che porterà al giorno. Tutto si muove continuamente. La realtà sta cambiando. Viviamo in un momento incerto che non sappiamo dove ci porterà. Anche questo passerà.

photos courtesy of the artist