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GORGO

Elian for Memorie Urbane 2015

Ci spostiamo a Gaeta, epicentro dell’ottimo Memorie Urbane Festival, a scendere in strada è il grande autore Argentino Elian che ha da poco terminato di realizzare questa intensa pittura, ultimo intervento prima della pausa estiva della rassegna.
Il confronto con le produzioni firmate dal talento Argentino passa per uno spirito astratto fortemente intrecciato con quelli che sono gli elementi vivi ed attivi dell’ambiente di lavoro. Uno degli aspetti che abbiamo sempre sottolineato nelle produzioni di Elian è la capacità dello stesso di entrare in simbiosi con lo spot, con tutti quegli elementi architettonici e naturali che caratterizzano un determinato spazio. Si rivolge ad essi l’interprete, scandendo il proprio operato in totale armonia, oppure inserendosi nello stesso e spezzandone l’equilibrio intrinseco, lavorando attraverso una precisa e scala cromatica. Il colore rappresenta in questo senso strumento performante, incisione dello spazio in grado di mutare e trasformarne l’impatto, ecco la magia.
L’autore Argentino servendosi di una precisa scala tonale dà forma e sostanza ad elementi ed intrecci astratti, ne plasma la forma, una volta più incisiva, un’altra maggiormente delicata, nuovamente più gestuale, arrivando a comporre un puzzle armonico di figure intersecate tra loro atte a dialogare con la superficie e di conseguenza con lo spettatore.
L’intervento realizzato per la rassegna raccoglie nuovamente questi spunti immettendo una delle tipiche pittura dell’artista. Elian gioca qui con lo spazio lavorando attraverso livello cognitivi differenti ed interrompendo in questo senso la linearità dimensionale della parete. La matassa di forme astratte è qui scandita da un moto come sempre irregolare, forme frastagliate in forte opposizione con il rettangolo diretto ed preciso posto al centro dell’opera. È proprio quest’ultimo ad emergere, staccandosi dalla superficie e proiettando su di se tutta l’attenzione, sugli elementi che al suo interno si intrecciano, mutando la personalità e il rapporto con l’ambiente circostante.
Ad accompagnare le nostre parole, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, prossimo appuntamento con il festival a Settembre. Stay tuned.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo

Elian for Memorie Urbane 2015

Ci spostiamo a Gaeta, epicentro dell’ottimo Memorie Urbane Festival, a scendere in strada è il grande autore Argentino Elian che ha da poco terminato di realizzare questa intensa pittura, ultimo intervento prima della pausa estiva della rassegna.
Il confronto con le produzioni firmate dal talento Argentino passa per uno spirito astratto fortemente intrecciato con quelli che sono gli elementi vivi ed attivi dell’ambiente di lavoro. Uno degli aspetti che abbiamo sempre sottolineato nelle produzioni di Elian è la capacità dello stesso di entrare in simbiosi con lo spot, con tutti quegli elementi architettonici e naturali che caratterizzano un determinato spazio. Si rivolge ad essi l’interprete, scandendo il proprio operato in totale armonia, oppure inserendosi nello stesso e spezzandone l’equilibrio intrinseco, lavorando attraverso una precisa e scala cromatica. Il colore rappresenta in questo senso strumento performante, incisione dello spazio in grado di mutare e trasformarne l’impatto, ecco la magia.
L’autore Argentino servendosi di una precisa scala tonale dà forma e sostanza ad elementi ed intrecci astratti, ne plasma la forma, una volta più incisiva, un’altra maggiormente delicata, nuovamente più gestuale, arrivando a comporre un puzzle armonico di figure intersecate tra loro atte a dialogare con la superficie e di conseguenza con lo spettatore.
L’intervento realizzato per la rassegna raccoglie nuovamente questi spunti immettendo una delle tipiche pittura dell’artista. Elian gioca qui con lo spazio lavorando attraverso livello cognitivi differenti ed interrompendo in questo senso la linearità dimensionale della parete. La matassa di forme astratte è qui scandita da un moto come sempre irregolare, forme frastagliate in forte opposizione con il rettangolo diretto ed preciso posto al centro dell’opera. È proprio quest’ultimo ad emergere, staccandosi dalla superficie e proiettando su di se tutta l’attenzione, sugli elementi che al suo interno si intrecciano, mutando la personalità e il rapporto con l’ambiente circostante.
Ad accompagnare le nostre parole, una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, dateci un occhiata e restate sintonizzati qui sul Gorgo per nuovi e succosi aggiornamenti, prossimo appuntamento con il festival a Settembre. Stay tuned.

Thanks to The Festival for The Pics
Pics by Flavia Fiengo