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GORGO

Ekta – New Piece at Le M.U.R.XIII

Nuovo aggiornamento per Ekta, il grande artista Svedese nei giorni scorsi si è spostato all’interno del 13° arrondissement di Parigi, dove ha avuto modo di lavorare all’iconica parete messa per Le M.U.R.XIII, portando in dote nuove ed interessanti novità espressive.
Dopo la nostra Martina Merlini (Covered) ecco un nuovo autore di spessore prendere parte ai lavori per il bel progetto Francese. Come visto più volte, il progetto è direttamente collegato a quello proposto sulla parete Parigina di Oberkampf, del quale prosegue idealmente l’idea. Alla base del progetto troviamo la volontà di proporre opere pubbliche slegati da concetti di vendita, capaci piuttosto di incarnare al meglio lo spirito della strada, spazio quindi all’effimero ed alla caducità. Da qui si sviluppa un vero e proprio spazio dinamico in cui l’artista successivo va a coprire il lavoro del precedente, con ciascuno degli autori chiamati liberi di esprimersi e di coadiuvare tutta la loro e personale ricerca. Si sviluppa così una galleria in costante evoluzione, a cielo aperto, libera e fruibile da chiunque, in un costante ciclo di rinnovamento.
Quest’ultima fatica è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti a cui ci sentiamo maggiormente legati. La costante ricerca, ma soprattutto la volontà di esprimersi attraverso un moto pittorico spontaneo e viscerale, rappresentano le basi di un processo in costante mutamento. Questi ultimi mesi hanno rappresentato un cambio sostanziale nelle dinamiche sia processuali quanto visive, dei lavori dell’interprete. Avvicinandosi maggiormente al background come writer, e soprattutto lavorando attraverso un approccio di improvvisazione totale, staccandosi raramente dalla parete, senza quindi osservare l’opera nella sua completezza, concentrandosi unicamente sulla parete, ecco emergere un piglio rapido, veloce di primo impulso. L’idea è quindi quella di una maggiore concentrazione sul dettaglio, sulle forme e gli elementi che compongono l’immagine finale, ponendo l’attenzione su ciò che è visibile da vicino piuttosto che da lontano.
Quest’ultimo intervento eredita quindi i nuovi stimoli pittorici che stanno contraddistinguendo questo particolare periodo dell’artista. Ekta sceglie un approccio ancora una volta composito e legato all’astratto. Nello spazio a disposizione ecco emergere forme e figure differenti, scandite da sostanziali cambi cromatici, vere e proprie sovrapposizioni di colore, un collage di elementi eterogenei, irregolari all’interno dei quali si sviluppano figure, texture ed addirittura lettere essenziali. Il risultato finale è un opera costruita e canalizzata attraverso riempimenti, spazi e vuoti, dai quali fuoriescono o si immergono forme contratte, tra momenti di delicatezza ed instanti più frastagliati ed incisivi. L’ispirazione parte dall’idea di rendere omaggio a TURBO, writer da poco scomparso con del quale l’autore ha massimo rispetto, da qui l’interprete va a rielaborare le lettere del suo nome.
In calce al nostro testo alcuni scatti di quest’ultima fatica e le immagini della consueta stampa che accompagna tutti le incursioni degli artisti sull’iconica parete, potete acquistarla QUI, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti. Qui invece una bella intervista realizzata da Eric Vos.

Pics by The Artist
Pics with the artist by Eric Vos

Ekta – New Piece at Le M.U.R.XIII

Nuovo aggiornamento per Ekta, il grande artista Svedese nei giorni scorsi si è spostato all’interno del 13° arrondissement di Parigi, dove ha avuto modo di lavorare all’iconica parete messa per Le M.U.R.XIII, portando in dote nuove ed interessanti novità espressive.
Dopo la nostra Martina Merlini (Covered) ecco un nuovo autore di spessore prendere parte ai lavori per il bel progetto Francese. Come visto più volte, il progetto è direttamente collegato a quello proposto sulla parete Parigina di Oberkampf, del quale prosegue idealmente l’idea. Alla base del progetto troviamo la volontà di proporre opere pubbliche slegati da concetti di vendita, capaci piuttosto di incarnare al meglio lo spirito della strada, spazio quindi all’effimero ed alla caducità. Da qui si sviluppa un vero e proprio spazio dinamico in cui l’artista successivo va a coprire il lavoro del precedente, con ciascuno degli autori chiamati liberi di esprimersi e di coadiuvare tutta la loro e personale ricerca. Si sviluppa così una galleria in costante evoluzione, a cielo aperto, libera e fruibile da chiunque, in un costante ciclo di rinnovamento.
Quest’ultima fatica è l’opportunità per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti a cui ci sentiamo maggiormente legati. La costante ricerca, ma soprattutto la volontà di esprimersi attraverso un moto pittorico spontaneo e viscerale, rappresentano le basi di un processo in costante mutamento. Questi ultimi mesi hanno rappresentato un cambio sostanziale nelle dinamiche sia processuali quanto visive, dei lavori dell’interprete. Avvicinandosi maggiormente al background come writer, e soprattutto lavorando attraverso un approccio di improvvisazione totale, staccandosi raramente dalla parete, senza quindi osservare l’opera nella sua completezza, concentrandosi unicamente sulla parete, ecco emergere un piglio rapido, veloce di primo impulso. L’idea è quindi quella di una maggiore concentrazione sul dettaglio, sulle forme e gli elementi che compongono l’immagine finale, ponendo l’attenzione su ciò che è visibile da vicino piuttosto che da lontano.
Quest’ultimo intervento eredita quindi i nuovi stimoli pittorici che stanno contraddistinguendo questo particolare periodo dell’artista. Ekta sceglie un approccio ancora una volta composito e legato all’astratto. Nello spazio a disposizione ecco emergere forme e figure differenti, scandite da sostanziali cambi cromatici, vere e proprie sovrapposizioni di colore, un collage di elementi eterogenei, irregolari all’interno dei quali si sviluppano figure, texture ed addirittura lettere essenziali. Il risultato finale è un opera costruita e canalizzata attraverso riempimenti, spazi e vuoti, dai quali fuoriescono o si immergono forme contratte, tra momenti di delicatezza ed instanti più frastagliati ed incisivi. L’ispirazione parte dall’idea di rendere omaggio a TURBO, writer da poco scomparso con del quale l’autore ha massimo rispetto, da qui l’interprete va a rielaborare le lettere del suo nome.
In calce al nostro testo alcuni scatti di quest’ultima fatica e le immagini della consueta stampa che accompagna tutti le incursioni degli artisti sull’iconica parete, potete acquistarla QUI, dateci un occhiata e restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti. Qui invece una bella intervista realizzata da Eric Vos.

Pics by The Artist
Pics with the artist by Eric Vos