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GORGO

Ekta – New Mural for No Limit Boras Festival

Ci spostiamo a Borås in Svezia, qui a distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande Ekta, l’interprete ha infatti preso parte al No Limit Festival della cittadina per il quale ha terminato di dipingere questo nuovo lavoro.
Quest’ultima fatica è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo, l’operato di Ekta basa il suo sviluppo sulla peculiare ricerca sulla forma portata avanti dall’autore per mezzo di una spiccata sensibilità sul movimento, le prospettive e soprattutto l’equilibrio, quest’ultimo uno dei fulcri tematici del suo percorso. Gli interventi in questo senso sono incentrati su una costante sensazione di fragilità e precarietà, vengono alimentati da costruzioni di forme ed elementi sospesi tra figure organiche ed astratte, intermittenze figurative, come gli iconici volti, che vanno a raccogliere tutto il background dell’autore ed i suoi differenti sviluppi portati avanti nel corso degli anni.
Gli elementi e le configurazioni generate dall’artista celano infine spunti e sviluppi che vanno a riprendere reminiscenze naturali, oggetti di vario tipo fino ad arrivare alle ultime ricerche che hanno visto l’interprete cimentarsi in una produzione quanto mai più istintiva, diretta e più pulita.
Quest’ultima fatica di Ekta è il risultato di quattro giornate di lavoro, per l’intervento, dal titolo “Spelplan”, traducibile con ‘piano di gioco, l’autore è partito da uno schizzo salvo poi dopo due giorni di lavoro cambiare completamente la struttura dell’opera finale.
Lo spunto per il cambio repentino avviene attraverso una chiacchierato con una famiglia del posto, loro figlio di 10 anni osservando l’opera (incompiuta) ha appunto avuto l’impressione si trattasse appunto di un piano di gioco, da qui il titolo. All’interprete piace l’interpretazione del bambino finchè riprendendo il lavoro non ha cominciato ad aggiungere consapevolmente elementi nuovi e differenti fino a rafforzare lo spunti donatogli.
Il risultato finale è un opera in cui l’artista sceglie di spingersi verso una direzione meno strutturata, una composizione più libera e fluttuante sviluppata con l’idea di provocare una frattura, di andare in controtendenza rispetto ad un ordine preciso ed auto imposto. Nel suo risultato finale, in questo senso, l’intervento risulta non perfettamente allineato, è maggiormente sbilanciato sulla sinistra, così come la stessa piazza non è di proporzioni corrette. Un opera quindi che rilancia la volontà sperimentativa dell’autore mettendolo in condizioni di elaborare il proprio operato attraverso un piglio maggiormente disordinato. Spettacolare.
In attesa di scoprire un eventuale proseguo in quest’ottica, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli della parete, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Ekta – New Mural for No Limit Boras Festival

Ci spostiamo a Borås in Svezia, qui a distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro del grande Ekta, l’interprete ha infatti preso parte al No Limit Festival della cittadina per il quale ha terminato di dipingere questo nuovo lavoro.
Quest’ultima fatica è l’occasione per tornare ad approfondire il lavoro di uno degli artisti che maggiormente apprezziamo, l’operato di Ekta basa il suo sviluppo sulla peculiare ricerca sulla forma portata avanti dall’autore per mezzo di una spiccata sensibilità sul movimento, le prospettive e soprattutto l’equilibrio, quest’ultimo uno dei fulcri tematici del suo percorso. Gli interventi in questo senso sono incentrati su una costante sensazione di fragilità e precarietà, vengono alimentati da costruzioni di forme ed elementi sospesi tra figure organiche ed astratte, intermittenze figurative, come gli iconici volti, che vanno a raccogliere tutto il background dell’autore ed i suoi differenti sviluppi portati avanti nel corso degli anni.
Gli elementi e le configurazioni generate dall’artista celano infine spunti e sviluppi che vanno a riprendere reminiscenze naturali, oggetti di vario tipo fino ad arrivare alle ultime ricerche che hanno visto l’interprete cimentarsi in una produzione quanto mai più istintiva, diretta e più pulita.
Quest’ultima fatica di Ekta è il risultato di quattro giornate di lavoro, per l’intervento, dal titolo “Spelplan”, traducibile con ‘piano di gioco, l’autore è partito da uno schizzo salvo poi dopo due giorni di lavoro cambiare completamente la struttura dell’opera finale.
Lo spunto per il cambio repentino avviene attraverso una chiacchierato con una famiglia del posto, loro figlio di 10 anni osservando l’opera (incompiuta) ha appunto avuto l’impressione si trattasse appunto di un piano di gioco, da qui il titolo. All’interprete piace l’interpretazione del bambino finchè riprendendo il lavoro non ha cominciato ad aggiungere consapevolmente elementi nuovi e differenti fino a rafforzare lo spunti donatogli.
Il risultato finale è un opera in cui l’artista sceglie di spingersi verso una direzione meno strutturata, una composizione più libera e fluttuante sviluppata con l’idea di provocare una frattura, di andare in controtendenza rispetto ad un ordine preciso ed auto imposto. Nel suo risultato finale, in questo senso, l’intervento risulta non perfettamente allineato, è maggiormente sbilanciato sulla sinistra, così come la stessa piazza non è di proporzioni corrette. Un opera quindi che rilancia la volontà sperimentativa dell’autore mettendolo in condizioni di elaborare il proprio operato attraverso un piglio maggiormente disordinato. Spettacolare.
In attesa di scoprire un eventuale proseguo in quest’ottica, vi lasciamo ad una bella serie di scatti con tutti i dettagli della parete, dateci un occhiata, siamo certi che non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics