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Edoardo Tresoldi – New Installation in Siena

A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Edoardo Tresoldi, l’artista italiano, nei giorni scorsi, ha terminato di realizzare una nuova ed intensa installazione delle sue per il festival di arte contemporanea “inchiostro depARTure” di Siena.
Ci sono autori che riescono ad evidenziare aspetti prettamente viscerali, emotivi e percettivi, riescono a istillare un percorso di riflessione introspettiva capace di cogliere le differenti sfaccettature emotive che caratterizzano l’essere umano, ponendo in essere un dialogo serrato con lo spettatore, ed il passante casuale. Edoardo Tresoldi rappresenta un valido esempio di come, il contatto con l’arte, passi inevitabilmente per un costante volante di stuzzicare le corde più sensibili, la parte emotiva diciamo, dell’uomo e di come, sensazioni e stati d’animo, vadano ad incidere nella fruizione finale dell’opera/intervento.
Il lavoro dell’artista passa per la scultura, per un approccio meticoloso che spinge verso una raffigurazione quanto mai vicina alla realtà, raccolta nella stessa, eppure così personale e viscerale nel suo impatto nello spazio urbano. Parte da riflessioni importanti, mai banale il suo operato, servendosi di un gioco visivo di spazi pieni e vuoti, in cui proprio le sue iconiche produzioni, rappresentano al meglio il particolare momento dell’essere umano. Proiettando sui i corpi ed i volti silenti dei suoi uomini, l’artista veicola riflessioni e spunti differenti, dialoga con il posto, pone in essere domane e perplessità, scuote e fa vibrare i senti. Nell’osserva le installazioni dell’autore appare chiara la volontà di ribaltare il senso di isolamento che così fortemente sta caratterizzando questi tempi, di porre di nuovo l’essere umano al centro del dialogo con se stesso e con gli altri. Spazzando l’illusione dei social network, dei cellulari costantemente connessi, di un mondo personale chiuso e costruito dallo stesso uomo, ci spinge ad osservare, a rimanere in silenzio in balia di riflessioni e spunti differenti. L’artista propone sagome vuote, vacue, quasi spirituali, la grande sovrasta o pareggia quella dell’essere umano, c’è un senso di delicatezza intrinseca tra le piaghe che compongono i profili ed i corpi di queste installazioni. Veniamo scossi da un silenzio irreale, a tu per tu con questi essere, specchio acuto ed incisivo dell’attuale condizione umana, con i corpi vuoti, nudi capaci lo stesso di produrre un forte e avvolgente riverbero emotivo.
Dal titolo “Pueblo” quest’ultima grande fatica riallaccia il nostro personale rapporto con il lavoro dell’artista. Edoardo Tresoldi riflettere sul significato della parola popolo, legando l’ambivalenza del suo stesso significato – gruppo di persone dunque luogo – con questa sua ultima installazione.
I pilastri nell’opera compongono un’architettura ordinata e razionale, il cui ritmo è scandito dalle differenti posizioni e direzioni dei volti, laddove questi ultimi, rappresentano la parte narrativa e interattiva con cui lo spettatore va a confrontarsi. Il dialogo tra chi osserva, le architetture ed i visi scultorei, si sviluppa attraverso i centri di interazione – luoghi d’incontro tra gruppi di persone in un unico spazio – con l’interprete che ci spinge ad immetterci all’interno della sua stessa opera per lasciarci stimolare da impulsi e sensazioni differenti.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo agli scatti in calce con i dettagli di quest’ultima bella realizzazione, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Edoardo Tresoldi – New Installation in Siena

A distanza di tempo torniamo con piacere ad approfondire il lavoro di Edoardo Tresoldi, l’artista italiano, nei giorni scorsi, ha terminato di realizzare una nuova ed intensa installazione delle sue per il festival di arte contemporanea “inchiostro depARTure” di Siena.
Ci sono autori che riescono ad evidenziare aspetti prettamente viscerali, emotivi e percettivi, riescono a istillare un percorso di riflessione introspettiva capace di cogliere le differenti sfaccettature emotive che caratterizzano l’essere umano, ponendo in essere un dialogo serrato con lo spettatore, ed il passante casuale. Edoardo Tresoldi rappresenta un valido esempio di come, il contatto con l’arte, passi inevitabilmente per un costante volante di stuzzicare le corde più sensibili, la parte emotiva diciamo, dell’uomo e di come, sensazioni e stati d’animo, vadano ad incidere nella fruizione finale dell’opera/intervento.
Il lavoro dell’artista passa per la scultura, per un approccio meticoloso che spinge verso una raffigurazione quanto mai vicina alla realtà, raccolta nella stessa, eppure così personale e viscerale nel suo impatto nello spazio urbano. Parte da riflessioni importanti, mai banale il suo operato, servendosi di un gioco visivo di spazi pieni e vuoti, in cui proprio le sue iconiche produzioni, rappresentano al meglio il particolare momento dell’essere umano. Proiettando sui i corpi ed i volti silenti dei suoi uomini, l’artista veicola riflessioni e spunti differenti, dialoga con il posto, pone in essere domane e perplessità, scuote e fa vibrare i senti. Nell’osserva le installazioni dell’autore appare chiara la volontà di ribaltare il senso di isolamento che così fortemente sta caratterizzando questi tempi, di porre di nuovo l’essere umano al centro del dialogo con se stesso e con gli altri. Spazzando l’illusione dei social network, dei cellulari costantemente connessi, di un mondo personale chiuso e costruito dallo stesso uomo, ci spinge ad osservare, a rimanere in silenzio in balia di riflessioni e spunti differenti. L’artista propone sagome vuote, vacue, quasi spirituali, la grande sovrasta o pareggia quella dell’essere umano, c’è un senso di delicatezza intrinseca tra le piaghe che compongono i profili ed i corpi di queste installazioni. Veniamo scossi da un silenzio irreale, a tu per tu con questi essere, specchio acuto ed incisivo dell’attuale condizione umana, con i corpi vuoti, nudi capaci lo stesso di produrre un forte e avvolgente riverbero emotivo.
Dal titolo “Pueblo” quest’ultima grande fatica riallaccia il nostro personale rapporto con il lavoro dell’artista. Edoardo Tresoldi riflettere sul significato della parola popolo, legando l’ambivalenza del suo stesso significato – gruppo di persone dunque luogo – con questa sua ultima installazione.
I pilastri nell’opera compongono un’architettura ordinata e razionale, il cui ritmo è scandito dalle differenti posizioni e direzioni dei volti, laddove questi ultimi, rappresentano la parte narrativa e interattiva con cui lo spettatore va a confrontarsi. Il dialogo tra chi osserva, le architetture ed i visi scultorei, si sviluppa attraverso i centri di interazione – luoghi d’incontro tra gruppi di persone in un unico spazio – con l’interprete che ci spinge ad immetterci all’interno della sua stessa opera per lasciarci stimolare da impulsi e sensazioni differenti.
In attesa di scoprire nuovi aggiornamenti sul lavoro dell’interprete, vi lasciamo agli scatti in calce con i dettagli di quest’ultima bella realizzazione, dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics