fbpx
GORGO

Duncan Passmore – New Mural in Wellington, New Zealand

Ci spostiamo a Wellington in Nuova Zelanda, qui nei giorni scorsi il nostro amico Duncan Passmore ha terminato di realizzare una nuova pittura, ideale suggello della residenza che ha visto l’artista coinvolto in queste ultime settimane.
Spontaneità, è questo il mantra nonché principale incipit delle produzioni firmate dall’interprete. Come abbiamo avuto il piacere di vedere diverse volte, le produzioni firmate da Passmore vanno anzitutto a collocarsi all’interno di particolari spazi pubblici che inevitabilmente entrano a contatto, influenzandole, con le pitture tipiche dell’autore. La scelta quindi luoghi abbandonati, strutture in decadenza ed immerse nel verde, dove le intemperie ed il tempo hanno agito profondamente sulle superfici, rappresentano la possibilità di un dialogo differente e costantemente variabili. Da quelle che sono le peculiarità di questi spazi, dalle macchie, dalla calce distrutta, emergono gli stimoli e possibilità di un dialogo differente e coltamente legato ad una produzione pittorica altamente catartica.
Attraverso un moto continuo, libero da concetti e totalmente legato alle sensazioni del momento, Duncan Passmore esercita la propria visione ed il proprio singolare approccio pittorico. Si tratta di un impulso terapeutico in grado di lasciare libero sfogo alle personali emozioni dell’interprete, di innescare una sensibilità genuinità e spontaneità del tratto.
In questo senso appare chiaro come lo spirito dei progetti proposti dall’autore, abbiamo nella particolare ispirazione del luogo e sopratutto, nella capacità entrare a contatto con gli stimoli più viscerali e profondi, il suo effettivo valore aggiuntivo. Da qui emerge un tratto spesso, costituito da continue passate di vernice, forme ed elementi differenti, guidati unicamente dall’istinto, che vediamo incrociarsi ed intersecarsi. Veniamo a contatto con una incredibile serie di pennellate sporche e grasse, un movimento ciclico cadenzato da una costante variazione cromatica capace di alternare e generare tonalità differenti.
Le emozioni prendono forma e sostanza, andando ad impattare la superficie di lavoro, si apre un percorso di analisi interiore in grado di dar vita ad intense e gestuali figure astratte, criptiche se osservate singolarmente, altamente emotive nel loro insieme.
Per questa sua ultima fatica Duncan Passmore, un po’ come abbiamo avuto modo di vedere con Nelio (Covered), sviluppa il proprio lavoro in funzione di una nuova ed interessante variazione stilistica. Esattamente come l’artista Francese, parte dei cicli e degli intrecci tipici delle sue produzioni, vengono qui coperti, lasciando unicamente poche e sottili tracce. A differenza di quanto quindi siamo soliti vedere, quest’ultimo intervento risulta maggiormente chiuso, gli intrecci e le sovrapposizioni di grandi banchi cromatici, risultano totalmente assenti. Passmore sceglie di mostrarci solo parte degli elementi dipinti lasciando da una parte a noi la possibilità di continuare mentalmente il percorso delle forme, dall’altra di impattare con un immagine più pulita nel suo assetto finale, seppur lasciando invariato il senso e la conformità delle sue pennellate.
In attesa di mostrarvi nuovi sviluppi, e sopratutto le immagini della residenza portata a termine dai Nelio e Duncan Passmore durante lo scorso mese, vi lasciamo ad una bella serie di scatti.

Thanks to The Artist for The Pics

Duncan Passmore – New Mural in Wellington, New Zealand

Ci spostiamo a Wellington in Nuova Zelanda, qui nei giorni scorsi il nostro amico Duncan Passmore ha terminato di realizzare una nuova pittura, ideale suggello della residenza che ha visto l’artista coinvolto in queste ultime settimane.
Spontaneità, è questo il mantra nonché principale incipit delle produzioni firmate dall’interprete. Come abbiamo avuto il piacere di vedere diverse volte, le produzioni firmate da Passmore vanno anzitutto a collocarsi all’interno di particolari spazi pubblici che inevitabilmente entrano a contatto, influenzandole, con le pitture tipiche dell’autore. La scelta quindi luoghi abbandonati, strutture in decadenza ed immerse nel verde, dove le intemperie ed il tempo hanno agito profondamente sulle superfici, rappresentano la possibilità di un dialogo differente e costantemente variabili. Da quelle che sono le peculiarità di questi spazi, dalle macchie, dalla calce distrutta, emergono gli stimoli e possibilità di un dialogo differente e coltamente legato ad una produzione pittorica altamente catartica.
Attraverso un moto continuo, libero da concetti e totalmente legato alle sensazioni del momento, Duncan Passmore esercita la propria visione ed il proprio singolare approccio pittorico. Si tratta di un impulso terapeutico in grado di lasciare libero sfogo alle personali emozioni dell’interprete, di innescare una sensibilità genuinità e spontaneità del tratto.
In questo senso appare chiaro come lo spirito dei progetti proposti dall’autore, abbiamo nella particolare ispirazione del luogo e sopratutto, nella capacità entrare a contatto con gli stimoli più viscerali e profondi, il suo effettivo valore aggiuntivo. Da qui emerge un tratto spesso, costituito da continue passate di vernice, forme ed elementi differenti, guidati unicamente dall’istinto, che vediamo incrociarsi ed intersecarsi. Veniamo a contatto con una incredibile serie di pennellate sporche e grasse, un movimento ciclico cadenzato da una costante variazione cromatica capace di alternare e generare tonalità differenti.
Le emozioni prendono forma e sostanza, andando ad impattare la superficie di lavoro, si apre un percorso di analisi interiore in grado di dar vita ad intense e gestuali figure astratte, criptiche se osservate singolarmente, altamente emotive nel loro insieme.
Per questa sua ultima fatica Duncan Passmore, un po’ come abbiamo avuto modo di vedere con Nelio (Covered), sviluppa il proprio lavoro in funzione di una nuova ed interessante variazione stilistica. Esattamente come l’artista Francese, parte dei cicli e degli intrecci tipici delle sue produzioni, vengono qui coperti, lasciando unicamente poche e sottili tracce. A differenza di quanto quindi siamo soliti vedere, quest’ultimo intervento risulta maggiormente chiuso, gli intrecci e le sovrapposizioni di grandi banchi cromatici, risultano totalmente assenti. Passmore sceglie di mostrarci solo parte degli elementi dipinti lasciando da una parte a noi la possibilità di continuare mentalmente il percorso delle forme, dall’altra di impattare con un immagine più pulita nel suo assetto finale, seppur lasciando invariato il senso e la conformità delle sue pennellate.
In attesa di mostrarvi nuovi sviluppi, e sopratutto le immagini della residenza portata a termine dai Nelio e Duncan Passmore durante lo scorso mese, vi lasciamo ad una bella serie di scatti.

Thanks to The Artist for The Pics