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GORGO

Donforty – A Series of New Pieces

Andiamo ad immergerci all’interno del particolare universo sviluppato da Donforty, l’artista Greco ci presenta una bella infornata di nuovi interventi, realizzati nelle scorse settimane all’interno di alcuni edifici abbandonati.
Osservando le produzioni firmate dall’artista con base ad Atene, appare chiaro come la componente naturale, con una particolare fascinazione nel mondo degli animali, rappresenti il principale stimolo di una pittura capace di trasmetterci un forte senso poetico. È infatti la scelta di lavorare all’interno di spazi ed edifici abbandonati a catalizzare, a fare da motore emotivo, di tutta l’articolata produzione dell’interprete, scandendone i temi melodici, ed impattando con le percezioni e gli stati d’animo attraverso i particolari soggetti realizzati.
Gli animali tratteggiati da Donforty, portano con se un forte senso di malinconia, quasi un riflesso dei tempi moderni, dai quali indirettamente anche loro sono stati colpiti. Le fragilità dell’essere umano, le sue difficoltà quotidiane, vanno quindi ad intaccare l’aspetto e la forma di queste creature che, letteralmente, trovano rifugio in spazi, zone ed architettura abbandonate, divenute di fatto, loro nuovo habitat. Il silenzio di questi luoghi, la totale assenza di vita, il grigiore del cemento, divengono evocazioni emotive e viscerali, in grado di interconnettersi sia con l’autore stesso e di conseguenza con chi osserva o troverà per caso le sue pittura. Gli animali dialogano con la superficie e con ciò che circonda queste pareti ammuffiti e spesse, si pongono in ascolto, esercitano un fascino malinconico, una cadenza quasi onirica, in una riappropriazione silenziosa dello spazio, che passa ancora una volta per quelli che sono gli edifici abbandonati dall’uomo stesso.
Donforty tratteggia le piaghe di un universo mutato, lo fa producendo riverberi emotivi, lavorando attraverso differenti fisionomie pittoriche, dai corpi spessi e ricchi di linee, a quelli maggiormente vacui – che abbiamo particolarmente apprezzato – irrompendo nell’ambiente, delineando un senso viscerale nei corpi, negli sguardi di queste creature, a tu per tu con loro, persi nelle nostre fragilità e difficoltà, come loro, troviamo conforto.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics

Donforty – A Series of New Pieces

Andiamo ad immergerci all’interno del particolare universo sviluppato da Donforty, l’artista Greco ci presenta una bella infornata di nuovi interventi, realizzati nelle scorse settimane all’interno di alcuni edifici abbandonati.
Osservando le produzioni firmate dall’artista con base ad Atene, appare chiaro come la componente naturale, con una particolare fascinazione nel mondo degli animali, rappresenti il principale stimolo di una pittura capace di trasmetterci un forte senso poetico. È infatti la scelta di lavorare all’interno di spazi ed edifici abbandonati a catalizzare, a fare da motore emotivo, di tutta l’articolata produzione dell’interprete, scandendone i temi melodici, ed impattando con le percezioni e gli stati d’animo attraverso i particolari soggetti realizzati.
Gli animali tratteggiati da Donforty, portano con se un forte senso di malinconia, quasi un riflesso dei tempi moderni, dai quali indirettamente anche loro sono stati colpiti. Le fragilità dell’essere umano, le sue difficoltà quotidiane, vanno quindi ad intaccare l’aspetto e la forma di queste creature che, letteralmente, trovano rifugio in spazi, zone ed architettura abbandonate, divenute di fatto, loro nuovo habitat. Il silenzio di questi luoghi, la totale assenza di vita, il grigiore del cemento, divengono evocazioni emotive e viscerali, in grado di interconnettersi sia con l’autore stesso e di conseguenza con chi osserva o troverà per caso le sue pittura. Gli animali dialogano con la superficie e con ciò che circonda queste pareti ammuffiti e spesse, si pongono in ascolto, esercitano un fascino malinconico, una cadenza quasi onirica, in una riappropriazione silenziosa dello spazio, che passa ancora una volta per quelli che sono gli edifici abbandonati dall’uomo stesso.
Donforty tratteggia le piaghe di un universo mutato, lo fa producendo riverberi emotivi, lavorando attraverso differenti fisionomie pittoriche, dai corpi spessi e ricchi di linee, a quelli maggiormente vacui – che abbiamo particolarmente apprezzato – irrompendo nell’ambiente, delineando un senso viscerale nei corpi, negli sguardi di queste creature, a tu per tu con loro, persi nelle nostre fragilità e difficoltà, come loro, troviamo conforto.
In attesa di nuovi aggiornamenti, vi lasciamo ad una bella e ricca serie di scatti con tutti i dettagli di quest’ultima fatica, mettetevi comodi e dateci un occhiata, siamo certi che anche voi come noi non mancherete di apprezzare.

Thanks to The Artist for The Pics