GORGO

Domenico Romeo for Creature Festival in Lodi

Appuntamento fisso ormai da anni, andiamo a scoprire la prima parete realizzata da Domenico Romeo per l’edizione di quest’anno del Creature Festival di Lodi, una nuova pittura che porta con sé inedite soluzioni estetiche.

Mixando musica, banchetti di autoproduzione ed appunto pittura su parete, il rassegna di Luglio ogni anno ci offre l’opportunità di dare uno sguardo al lavoro di alcuni tra gli artisti più rappresentativi della nostra scena.

Dopo la bella opera realizzata sempre a Lodi qualche settimana addietro (Covered), anche qui l’autore scegli di confrontarsi e di interpretare personalmente la particolare superfice di lavoro.

C’è qualcosa di estremamente puro, personale e viscerale nelle produzioni di Domenico Romeo, uno stimolo che si affida al gesto, alla calligrafia, come personale propagazione di un idea, di un sentimento, un emozione, racchiusa all’interno di un alfabeto personale. È personale si la lettura delle opere, la chiave per scardinarne il senso è racchiusa in gesto (quasi) terapeutico, che da forma a lettere chiuse, queste vengono lette dallo spettatore attraverso la propria soggettività. La calligrafia dell’autore italiano diviene quindi sintomo, indizio di una idea che si innesta, di una linea che attraversa lo spazio in tutte le sue differenti alterazioni, curva, piatta, grossa, spessa, sinuosa, sottile. Attraverso questa l’artista dà forma e sostanza a visioni criptiche, quasi oniriche, un rito estetico, un flusso che parte dalle emozioni dello stesso per intercettare quelle di chi osserva.

Con questa sua ultima produzione Domenico Romeo prosegue la sperimentazione delle sue linee, inonda lo spazio, scruta la superficie confrontandosi con la stessa e sviluppando una particolare visione. L’immagine percepita è quella del movimento di una bandiera al vento. L’interprete la immagina incastonata tra la morsa calda delle fiamme, ed il freddo gelido delle stalattiti. Elementi a contrasto che pensati e reinterpretati dal particolare moto pittorico e gestuale dell’artista, vanno a generare un’unica e grande immagine.

In attesa di nuovi aggiornamenti dalla rassegna e sul lavoro del talento italiano, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi and have fun!

Thanks to The Artist for The Pics

Domenico Romeo for Creature Festival in Lodi

Appuntamento fisso ormai da anni, andiamo a scoprire la prima parete realizzata da Domenico Romeo per l’edizione di quest’anno del Creature Festival di Lodi, una nuova pittura che porta con sé inedite soluzioni estetiche.

Mixando musica, banchetti di autoproduzione ed appunto pittura su parete, il rassegna di Luglio ogni anno ci offre l’opportunità di dare uno sguardo al lavoro di alcuni tra gli artisti più rappresentativi della nostra scena.

Dopo la bella opera realizzata sempre a Lodi qualche settimana addietro (Covered), anche qui l’autore scegli di confrontarsi e di interpretare personalmente la particolare superfice di lavoro.

C’è qualcosa di estremamente puro, personale e viscerale nelle produzioni di Domenico Romeo, uno stimolo che si affida al gesto, alla calligrafia, come personale propagazione di un idea, di un sentimento, un emozione, racchiusa all’interno di un alfabeto personale. È personale si la lettura delle opere, la chiave per scardinarne il senso è racchiusa in gesto (quasi) terapeutico, che da forma a lettere chiuse, queste vengono lette dallo spettatore attraverso la propria soggettività. La calligrafia dell’autore italiano diviene quindi sintomo, indizio di una idea che si innesta, di una linea che attraversa lo spazio in tutte le sue differenti alterazioni, curva, piatta, grossa, spessa, sinuosa, sottile. Attraverso questa l’artista dà forma e sostanza a visioni criptiche, quasi oniriche, un rito estetico, un flusso che parte dalle emozioni dello stesso per intercettare quelle di chi osserva.

Con questa sua ultima produzione Domenico Romeo prosegue la sperimentazione delle sue linee, inonda lo spazio, scruta la superficie confrontandosi con la stessa e sviluppando una particolare visione. L’immagine percepita è quella del movimento di una bandiera al vento. L’interprete la immagina incastonata tra la morsa calda delle fiamme, ed il freddo gelido delle stalattiti. Elementi a contrasto che pensati e reinterpretati dal particolare moto pittorico e gestuale dell’artista, vanno a generare un’unica e grande immagine.

In attesa di nuovi aggiornamenti dalla rassegna e sul lavoro del talento italiano, vi invitiamo a dare un occhiata agli scatti in calce al nostro testo, mettetevi comodi and have fun!

Thanks to The Artist for The Pics