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Diego Miedo – A Series of Murals in Gianturco, Napoli

Con piacere andiamo a tuffarci all’interno del caratteristico immaginario di Diego Miedo grazie a questa nuova serie di interventi realizzati a Gianturco una zona di Napoli dove l’interprete prosegue nel portare avanti temi e soprattutto una stilistica molto personale.
Chi vive a Napoli (ri)conosce bene gli elaborati di Diego Miedo, convive con loro la propria esistenza mentre sornioni osservano, scrutano o vengono interrotti nel bel mezzo di ciò che stanno facendo, quello che ci ha immediatamente coinvolti osservando le produzioni dell’interprete è senza dubbio il particolare tratto con il quale l’artista interloquisce con gli spazi e con chi osserva le sue opere. L’esperienza dei lavori dell’interprete deve la sua peculiare stilistica ad una forte e caratteristica influenza con il mondo dell’illustrazione ed in particolare dei fumetti vero e proprio incipit visivo per le produzioni dell’artista che immerge il proprio tratto all’interno di questo mondo – con il quale mantiene comunque un contatto – per riversare su parete tutto il suo caratteristico alfabeto visivo. Osservando gli interventi dell’artista veniamo quindi accolti da personaggi bizzarri, diseuguali, da forme sinuose che si articolano su tutto lo spazio e che danno vita ai corpi, ai volti passando per le peculiari espressioni, quest’ultime rappresentano il vero e proprio valore aggiunto caratterizzando i soggetti, donando loro un anima, sentimenti e stati d’animo, entrano in contatto con chi osserva suggerendo situazioni ed emozioni differenti in una sintonia visiva che affida ed affonda le sue radici ad una componente cromatica pulita che sceglie colori spessi oppure utilizza unicamente il bianco ed il nero come unici vettori.
Per mezzo di questi personaggi assistiamo alla riflessioni dell’artista, ai tumulti delle storie e degli spunti che lo stesso suggerisce, quasi celandoli ad una prima e frettolosa occhiata, attraverso i suoi lavori, emerge tutto il disagio della città che inonda e segna le vite dei suoi protagonisti e che gli stessi quasi goffamente tentano di scacciare dalla loro esistenze, aumenta in questo modo il senso di una traslazione tra ciò che vediamo e ciò che siamo e ci si ritrova a capire, a riflettere ed a pensare, finalmente.
Questa bella infornata di lavori è realizzata all’interno e sulle facciate esterne dei ruderi e delle fabbriche dismesse che popolano questo quartiere periferico di Napoli, ci troviamo all’interno di un ex zona industriale, terreno fertile per le sperimentazioni, i drammi e le esistenze dei caratteristici characters di Diego Miedo. L’artista va qui ad spingere qui tutto il suo campionario di personaggi e situazioni, dialoga con gli spazi e con il circondario componendo i corpi dei suoi attori, si diverte e diverte chi osserva che si trova con un sorriso stampato in faccia ad osservare le pane d’amore, le riflessioni di chi scruta un quadro, ma entra anche all’interno di tempi maggiormente importanti ed impegnati, come l’inquinamento e la spazzatura che soffocano un urlo, oppure la non cura del verde che va a seppellire i vecchi ruderi, emerge quindi tutto il valore riflessivo degli interventi dell’artista e il sorriso lascia il posto ad una insolita vena malinconica ed angosciante.
In attesa di nuovi aggiornamenti vi lasciamo alle immagini in calce, ancora una volta il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare il particolare approccio visivo e tutta la poesia degli interventi realizzati dall’artista, è tutto vostro! Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics

Diego Miedo – A Series of Murals in Gianturco, Napoli

Con piacere andiamo a tuffarci all’interno del caratteristico immaginario di Diego Miedo grazie a questa nuova serie di interventi realizzati a Gianturco una zona di Napoli dove l’interprete prosegue nel portare avanti temi e soprattutto una stilistica molto personale.
Chi vive a Napoli (ri)conosce bene gli elaborati di Diego Miedo, convive con loro la propria esistenza mentre sornioni osservano, scrutano o vengono interrotti nel bel mezzo di ciò che stanno facendo, quello che ci ha immediatamente coinvolti osservando le produzioni dell’interprete è senza dubbio il particolare tratto con il quale l’artista interloquisce con gli spazi e con chi osserva le sue opere. L’esperienza dei lavori dell’interprete deve la sua peculiare stilistica ad una forte e caratteristica influenza con il mondo dell’illustrazione ed in particolare dei fumetti vero e proprio incipit visivo per le produzioni dell’artista che immerge il proprio tratto all’interno di questo mondo – con il quale mantiene comunque un contatto – per riversare su parete tutto il suo caratteristico alfabeto visivo. Osservando gli interventi dell’artista veniamo quindi accolti da personaggi bizzarri, diseuguali, da forme sinuose che si articolano su tutto lo spazio e che danno vita ai corpi, ai volti passando per le peculiari espressioni, quest’ultime rappresentano il vero e proprio valore aggiunto caratterizzando i soggetti, donando loro un anima, sentimenti e stati d’animo, entrano in contatto con chi osserva suggerendo situazioni ed emozioni differenti in una sintonia visiva che affida ed affonda le sue radici ad una componente cromatica pulita che sceglie colori spessi oppure utilizza unicamente il bianco ed il nero come unici vettori.
Per mezzo di questi personaggi assistiamo alla riflessioni dell’artista, ai tumulti delle storie e degli spunti che lo stesso suggerisce, quasi celandoli ad una prima e frettolosa occhiata, attraverso i suoi lavori, emerge tutto il disagio della città che inonda e segna le vite dei suoi protagonisti e che gli stessi quasi goffamente tentano di scacciare dalla loro esistenze, aumenta in questo modo il senso di una traslazione tra ciò che vediamo e ciò che siamo e ci si ritrova a capire, a riflettere ed a pensare, finalmente.
Questa bella infornata di lavori è realizzata all’interno e sulle facciate esterne dei ruderi e delle fabbriche dismesse che popolano questo quartiere periferico di Napoli, ci troviamo all’interno di un ex zona industriale, terreno fertile per le sperimentazioni, i drammi e le esistenze dei caratteristici characters di Diego Miedo. L’artista va qui ad spingere qui tutto il suo campionario di personaggi e situazioni, dialoga con gli spazi e con il circondario componendo i corpi dei suoi attori, si diverte e diverte chi osserva che si trova con un sorriso stampato in faccia ad osservare le pane d’amore, le riflessioni di chi scruta un quadro, ma entra anche all’interno di tempi maggiormente importanti ed impegnati, come l’inquinamento e la spazzatura che soffocano un urlo, oppure la non cura del verde che va a seppellire i vecchi ruderi, emerge quindi tutto il valore riflessivo degli interventi dell’artista e il sorriso lascia il posto ad una insolita vena malinconica ed angosciante.
In attesa di nuovi aggiornamenti vi lasciamo alle immagini in calce, ancora una volta il consiglio è quello di darci un occhiata, siamo certi infatti che anche voi come noi non mancherete di apprezzare il particolare approccio visivo e tutta la poesia degli interventi realizzati dall’artista, è tutto vostro! Enjoy it.

Thanks to The Artist for The Pics